Mercoledì 22 maggio la rassegna “Grandi Interpreti” di Bologna Festival ospita la Budapest Festival Orchestra, diretta da Iván Fischer, ed il pianista Emanuel Ax

Mercoledì 22 maggio, ore 20.30, Teatro Manzoni, torna ospite della rassegna “Grandi Interpreti” di Bologna Festival una delle maggiori formazioni sinfoniche, la Budapest Festival Orchestra, con il suo direttore musicale e fondatore Iván Fischer, musicista di fine cultura mitteleuropea che propone una impaginazione originale accostando Rossini a Schubert e a Mozart.
Può sembrare strano ascoltare in un concerto tradizionale le ouverture della Gazza ladra e dell’Italiana in Algeri, ma in tal modo si mettono in evidenza le forti incidenze viennesi nel “Tedeschino”.
A mezzo del programma il Concerto KV 453 di Mozart affidato a un penetrante interprete intimista come Emanuel Ax.

Il brio delle ouvertures operistiche rossiniane, la drammatica Quarta di Schubert, il Concerto KV.453, che lo stesso Mozart definiva “da far sudare”.
Un programma che serve da banco di prova per la versatile Budapest Festival Orchestra, una delle maggiori orchestre europee che incarna la grande tradizione mitteleuropea.
Emanuel Ax, pianista canadese di origini polacche, è un interprete mozartiano molto reputato e ha vinto più volte il Grammy Award per le sue incisioni.

Biglietti in vendita online www.bolognafestival.it e presso la Biglietteria del Teatro Manzoni di Bologna (Via de’ Monari 1/2 tel 051 6569672, martedì-sabato ore 15 – 18.30)

Informazioni
Bologna Festival
051 6493397
www.bolognafestival.it

Ufficio Stampa Bologna Festival
Paola Soffià
tel. 051 6493397
cell. 328 7076143
stampa@bolognafestival.it

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Mercoledì 22 maggio, ore 20.30 – Teatro Manzoni di Bologna

Budapest Festival Orchestra
Iván Fischer, direttore
Emanuel Ax, pianoforte

Programma

Gioachino Rossini: Ouverture da “La gazza ladra”

Wolfgang Amadeus Mozart: Concerto in sol maggiore KV 453 per pianoforte e orchestra

Gioachino Rossini: Ouverture da “L’Italiana in Algeri”

Franz Schubert: Sinfonia n.4 in do minore D.417 “La tragica”

Iván Fischer

Photo: Marco Borggreve

Direttore musicale della Budapest Festival Orchestra e della Konzerthausorchester di Berlino, Iván Fischer collabora con le principali orchestre europee e americane, tra cui i Berliner Philharmoniker, la Royal Concertgebouw Orchestra, la New York Philharmonic Orchestra e la Cleveland Orchestra.
È stato direttore principale della National Symphony Orchestra di Washington e direttore musicale dei teatri d’opera di Kent e Lione.
Direttore d’orchestra e compositore, Fischer ha iniziato gli studi musicali in pianoforte, violino, violoncello e composizione nella sua città natale, Budapest, proseguendoli a Vienna sotto la guida di Hans Swarowsky e Nikolaus Harnoncourt. Sue opere vengono eseguite sempre più spesso sia in Europa che negli Stati Uniti. Fondatore della Hungarian Gustav Mahler Society, nel 2006 Iván Fischer è stato insignito del Premio Kossuth, la massima onorificenza artistica ungherese. Sostenitore della British Kodály Academy, ha ricevuto diversi riconoscimenti dal governo ungherese per i servizi resi nell’ambito delle relazioni culturali internazionali.
Dal 2013 è socio onorario della Royal Academy of Music di Londra.
Nella trentennale collaborazione con la Budapest Festival Orchestra ha realizzato numerose tournée all’estero e registrazioni discografiche per Philips Classics e Channel Classics.
Tra queste si distinguono i Concerti per pianoforte di Bartók con Zoltán Kocsis, i Concerti per violino n.1 e n.2 di Bartók con Thomas Zehetmair, le Sinfonie n.1, n.5 e n.9 di Mahler, la Sinfonia “Grande” di Schubert, le Sinfonie n.2 e n.4, l’Ouverture tragica e l’Ouverture accademica di Brahms, la Settima Sinfonia di Bruckner.

Emanuel Ax

Foto Lisa Marie Mazzucco

Nato a Lvov, in Polonia, ancora bambino si è trasferito in Canada.
Ha studiato alla Juilliard School e alla Columbia University.
Vincitore del Concorso pianistico internazionale “Arthur Rubinstein’ di Tel Aviv, nel 1979 riceve l’ambito Avery Fisher Prize.
Una brillante carriera internazionale lo vede impegnato in recital e in programmi cameristici al fianco di musicisti come Yo-Yo Ma, Leonidas Kavakos, Edgar Meyer, Peter Serkin, Cho-Liang Lin, Jaime Laredo.
Insieme a Itzhak Perlman ha registrato le Sonate di Fauré e Strauss, pubblicate nel 2015 da Deutsche Grammophon.
Suona con le principali orchestre europee e americane.
Negli ultimi anni ha ampliato il suo repertorio con pagine di compositori contemporanei, eseguendo in prima assoluta opere di Adams, Rouse, Penderecki, Sheng.
Emanuel Ax incide in esclusiva per Sony Classical dal 1987.
Tra le sue registrazioni si segnalano le Sonate di Haydn, le Sonate per violoncello e pianoforte di Beethoven e Brahms insieme a Yo-Yo Ma, i Trii di Mendelsshon con Yo-Yo Ma e Itzhak Perlman e musiche di Brahms e Rachmaninov per due pianoforti eseguite insieme a Yefim Bronfman.

Budapest Festival Orchestra
Fondata nel 1983 da Iván Fischer e Zoltán Kocsis la Budapest Festival Orchestra è oggi una delle maggiori formazioni sinfoniche a livello europeo.
Fulcro della vita musicale della capitale ungherese, l’orchestra svolge la sua attività anche all’estero, ospite di importanti festival internazionali e di istituzioni musicali come il Musikverein di Vienna, il Lincoln Center di New York o il Concertgebouw di Amsterdam.
Fondata più trent’anni fa con l’intento di dotare la città di Budapest di una realtà sinfonica di respiro internazionale, la Budapest Festival Orchestra ha collaborato con direttori e solisti di assoluto prestigio: Georg Solti, che ne è stato direttore onorario a vita, Yehudi Menuhin, Pinchas Zukerman, Gidon Kremer, Radu Lupu, Sándor Végh, András Schiff.
Impegnata tanto nel repertorio sinfonico che in quello operistico ha realizzato produzioni liriche accolte con successo in diversi teatri europei; tra queste figurano “Le nozze di Figaro”, “Il flauto magico”, “Così fan tutte”, “Idomeneo”.
I cicli sinfonici dedicati a Mahler, Bartók, Liszt-Wagner sono da annoverare tra le migliori prove dell’orchestra, che ha ricevuto un Diapason d’Or per l’incisione della Quinta di Mahler nel 2014 e un Grammy Award per la Prima di Mahler nel 2013. Grande attenzione viene posta inoltre alla musica del Novecento e contemporanea, eseguendo opere di compositori come Kurtág, Holliger, Doráti, Copland, Adams o prime assolute di lavori appositamente commissionati.

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