Ai “Concerti in Villa Floridiana” un trio di grande spessore

Nuovo appuntamento, nel Salone delle Feste del Museo Duca di Martina, con i “Concerti in Villa Floridiana”, rassegna organizzata dall’Associazione Musicale Golfo Mistico, in collaborazione con il Polo Museale della Campania.
Ospite della mattinata il Trio Kubrick, formato da Lorenzo Ceriani (violoncello), Salvatore Lombardo (violino) e Giacomo Serra (pianoforte), che si è confrontato con il Trio in sol maggiore Hob. XV:25, op. 82 n. 2 di Franz Joseph Haydn (1732-1809) ed il Trio n. 1 in si bemolle maggiore, op. 99 D 898 di Franz Schubert (1797-1828).
Il primo appartiene ad un trittico composto nel 1795, durante il secondo soggiorno londinese di Haydn, dedicato a Rebecca Scott Schroeter, pianista dilettante, vedova del musicista Johann Samuel Schroeter, con la quale l’autore ebbe quasi sicuramente una relazione.
In particolare, il Trio in sol maggiore è noto anche con il soprannome di “Gipsy Trio” in quanto il terzo ed ultimo movimento, denominato “Rondo a l’ongarese”, si basa su ritmi della tradizione gitana, che Haydn aveva spesso ascoltato dai musicisti ambulanti di passaggio ad Eisenstadt, situata al confine con l’Ungheria, dove risiedeva la famiglia Esterházy.
Il Trio n. 1 in si bemolle maggiore, op. 99 rientra invece nella produzione schubertiana conclusiva, e vide la luce nel 1827, insieme al più famoso Trio in mi bemolle maggiore, op. 100.
L’esordio, avvenuto in un contesto privato, fu comunque affidato ad un ensemble di alto livello, costituito da Carl Maria Bocklet (pianoforte), Ignaz Schuppanzigh (violino) e Joseph Linke (violoncello), questi ultimi due componenti del prestigioso Quartetto Schuppanzig, interprete dei brani cameristici beethoveniani della maturità.
Ciò non bastò alla sua diffusione, per cui venne pubblicato postumo da Diabelli solo nel 1836, ricevendo gli elogi di Robert Schumann che, sul Neue Zeitschrift für Musik, rivista da lui fondata e diretta, sottolineando l’assoluto valore del brano, lo descrisse come “passivo, femminile, lirico” (definendo di contro il Trio, op. 100 “attivo, virile, drammatico”).
Per quanto riguarda il Trio Kubrick, rappresenta sicuramente un ensemble di elevato livello, grazie al fatto che i suoi componenti, oltre ad essere degli ottimi solisti, hanno una spiccata propensione verso la musica cameristica, evidenziando così un notevolissimo affiatamento, abbinato ad una interpretazione estremamente ricercata.
Pubblico numeroso ed entusiasta, che ha espresso tutto il suo gradimento ed è stato omaggiato dal trio con la riproposizione di un movimento del brano di Haydn, a coronamento di una mattinata di splendida musica.

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