Giovedì 9 maggio l’ultimo appuntamento con la 53a Stagione dell’OPV che sarà dedicato alla memoria del direttore svizzero Peter Maag – Sabato 11 maggio termina anche il ciclo “Lezioni di Suono” con Gianluigi Mattietti

Peter Maag (Foto Antonio Bortolami)

La 53a Stagione concertistica dell’Orchestra di Padova e del Veneto si conclude il prossimo 9 maggio, alle ore 20.45, con un programma di grande raffinatezza e con la partecipazione di una solista dal suono meraviglioso.
Il concerto, diretto da Marco Angius, vedrà infatti la pluripremiata Carolin Widmann, esibitasi da poco con orchestre come i Berliner Philarmoniker, la London Philarmonic e la BBC Philarmonic Orchestra, eseguire il Concerto per violino “Alla memoria di un angelo” di Alban Berg: l’ultimo capolavoro di uno degli autori del Novecento che meglio seppero equilibrare sperimentalismo ed intensità emotiva.
La serata, che comprenderà anche l’esecuzione dell’Offerta musicale di Bach nella bella orchestrazione di Igor Markevitch, è simbolicamente dedicata all’amato direttore svizzero Peter Maag, direttore principale dell’OPV dal 1983 al 2001, di cui ricorre il centenario della nascita (10 maggio).
L’OPV si unisce così alle molte istituzioni musicali – le ultime, in ordine di tempo, La Fenice di Venezia, il San Carlo di Napoli, il Regio di Parma – che ne ricordano la figura di uomo e di interprete, nell’ambito delle celebrazioni coordinate dal Fondo Musicale Peter Maag, nato nel 2012 dalla donazione della Signora Marica Franchi Maag del materiale della “Bottega” (il celebre laboratorio lirico trevigiano voluto dal maestro svizzero) e presieduto dal maestro Nicola Guerini.

Quando nel 1935 Alban Berg ricevette la commissione del Concerto per violino non sapeva di avere davanti a sé solo pochi mesi di vita.
Era però intimamente scosso da un’altra morte, quella della piccola Manon Gropius, figlia di Alma Mahler a cui il compositore era legato da grande affetto.
Uno stato d’animo che Berg riversò nel Concerto facendone, di fatto, una sorta di dolcissima meditazione sulla fine prematura della ragazza.
Per questo il compositore, allievo di Schönberg, utilizzò un linguaggio intermedio fra la dodecafonia ed il sistema tonale, con esiti espressivi straordinari.
Alla delicatezza dell’inizio Andante, tutto fatto di palpiti leggeri e brevi slanci acerbi, segue l’innocenza dell’Allegretto in cui Berg inserisce una melodia popolare della Carinzia: musica semplice e «domestica» che tuttavia, nei sogni della ragazza, è intrisa di desiderio e di promessa e dà vita ai primi voli nel mondo, ancora impastati di fantasia e di gioco.
Una narrazione tutta basata sull’opposizione di ritmo e non-ritmo, così come avviene nel successivo Allegro “Quasi una cadenza”, quello in cui ha luogo la battaglia fra la vita e la morte e il dramma infine si consuma.
Timbricamente stupefacente è poi l’Adagio conclusivo, tutto basato sul tema di un corale di Bach il cui testo parla di superamento della morte e di approdo alla dimora celeste.

Proprio questa citazione fa da collegamento con la seconda parte del concerto, in cui verrà eseguita l’Offerta musicale di Bach nell’orchestrazione che ne fece il grande direttore Igor Markevitch negli anni 1949-1950.
La storia che sta dietro a questo lavoro è una delle più famose della vita del compositore di Lipsia: giunto nel 1747 alla residenza del re Federico II di Prussia, musicista dilettante, Bach si offrì di realizzare estemporaneamente una fuga su un tema che il re gli avesse dato al momento.
Ottenuto il bellissimo tema regio, un arpeggio seguito da una discesa cromatica, Bach vi improvvisò una fuga a tre voci a cui poi associò una serie di altri contrappunti, sempre sullo stesso tema, a formare una delle sue più riuscite opere di «musica speculativa».
Proprio perché «speculativa», l’Offerta lascia libera la scelta degli strumenti con cui eseguire le varie parti: la strumentazione di Markevitch, per orchestra, si lascia alle spalle il suono eccessivamente romantico di alcune versioni ottocentesche e riesce ad ottenere una qualità sonora ialina come un acquerello, che lascia trasparire senza appensantirla la trama meravigliosa della costruzione bachiana.

Sarà Gianluigi Mattietti ad introdurre l’Offerta Musicale di Bach nel corso dell’ultima Lezione di Suono, che si terrà l’11 Maggio 2019.
Docente di Storia della musica all’Università di Cagliari, autore di saggi e studi sulla musica del Novecento e contemporanea, collaboratore di numerose riviste, Mattietti sarà chiamato ad illlustrare il contesto e la struttura di questo brano straordinario nato, in parte per caso, dall’incontro di Bach con il re Federico II e considerato uno dei vertici della produzione «speculativa» del compositore di Lipsia.
Ad affiancarlo ci sarà ancora Marco Angius alla direzione dell’OPV.

Il concerto sarà anticipato dalla prova generale aperta al pubblico alle ore 10.30 e da una introduzione all’ascolto con i protagonisti della serata alle ore 19.45 sempre in Auditorium.

La Stagione concertistica è realizzata con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, della Regione del Veneto, del Comune di Padova e di Fondazione Antonveneta.

Biglietti
53a Stagione concertistica: 8-25 €
Prove generali: 3-8 €

In vendita online su www.opvorchestra.it (solo biglietti interi), da una settimana prima del concerto presso Gabbia Dischi (via Dante, 8) e al botteghino dell’Auditorium la sera del concerto dalle ore 20.00.

Info
T. 049 656848-656626
www.opvorchestra.it.

Ufficio Stampa
Studio Pierrepi – Alessandra Canella Padova
Cell: 348-3423647
opvorchestra@studiopierrepi.it
www.studiopierrepi.it

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Giovedì 9 maggio 2019, ore 20.45 – Auditorium Pollini di Padova

Orchestra di Padova e del Veneto
Marco Angius, direttore
Carolin Widmann, violino

Programma

Alban Berg: Concerto per violino e orchestra

Johann Sebastian Bach/Igor Markevitch: Offerta musicale BWV 1079

Sabato 11 maggio 2019, ore 17.30 – Sala dei Giganti al Liviano (Padova)
Lezioni di Suono- Ripetizioni di musica

Orchestra di Padova e del Veneto
Marco Angius, direttore
Gianluigi Mattietti, docente di Storia della musica all’Università di Cagliari

Programma

Johann Sebastian Bach/Igor Markevitch: Offerta musicale BWV 1079

Carolin Widmann
Musicista straordinariamente versatile, Carolin Widmann ha sviluppato una carriera che abbraccia i grandi concerti classici, le nuove commissioni appositamente scritte per lei, i recital, un’ampia attività di musica da camera e, sempre più, le prestazioni con strumenti d’epoca in veste di solista/concertatore.
Nel 2017 Carolin Widmann è stata insignita del premio “Bayerischer Staatspreis” per la musica, per i suoi meriti artistici e personali. Nello stesso anno ha vinto l’”International Classical Music Award” (categoria concerto) per l’incisione dei Concerti di Mendelssohn e Schumann con la Chamber Orchestra of Europe per la ECM in veste di solista/concertatore.
Nominata ‘artista dell’anno’ agli “International Classical Music Awards” nel 2013, Carolin Widmann suona regolarmente con orchestre di grande prestigio quali la Philharmonia Orchestra, la Seattle Symphony, la Royal Stockholm Philharmonic, la London Philharmonic, la Deutsche Sinfonie-Orchester di Berlino, la Gewandhausorchester di Lipsia, l’Orchestre National de France, la Tonhalle-Orchester di Zurigo, la Czech Philharmonic, la Vienna Radio Symphony, la Bayerische Rundfunk e la Sydney Symphony, collaborando con importanti direttori d’orchestra quali Sir Simon Rattle, Riccardo Chailly, Sir Roger Norrington, Vladimir Jurowski, Edward Gardiner, Sakari Oramo, Marek Janowski, Christoph von Dohnányi e Pablo Heras-Casado. Viene regolarmente invitata presso prestigiosi festival quali il Berliner Festspiele, i Festival di Salisburgo e Lucerna, il Festival d’Automne di Parigi, il Ravinia Festival e il Mecklenburg- Vorpommern.
Durante la stagione 2014/15, Carolin Widmann è stata Artist in Residence presso la Alte Oper di Francoforte dove, oltre a numerosi recital, ha anche suonato e diretto con il violino barocco la Akademie für Alte Musik Berlin.
La stessa stagione ha visto la prima mondiale di un nuovo concerto per violino scritto per lei da Julian Anderson, eseguito al Southbank Centre con la London Philharmonic diretta da Vladimir Jurowski.
Fra i principali impegni della stagione 2018/19 ricordiamo i concerti con i Berliner Philharmoniker, la Netherlands Radio Philharmonic, la BBC Philharmonic, la RSB Orchester Berlin, la London Philharmonic, la Gulbenkian Orchestra, la BBC Scottish Symphony, l’Orchestra della Svizzera italiana and la MDR Sinfonieorchester di Lipsia.
Presenterà anche la prima assoluta del Concerto No 2 di Jörg Widmann alla Suntory Hall di Tokyo e con l’Orchestre de Paris e la Swedish Radio Symphony Orchestra sotto la direzione di Daniel Harding e con la Frankfurt Radio Symphony Orchestra alla Alte Oper diretta da Andrés Orozco-Estrada.
Musicista da camera prolifica, Carolin Widmann è ospite regolare delle principali sale concertistiche internazionali, fra le quali la Wigmore Hall, il Bozar di Bruxelles, la Festspielhaus di Baden Baden e l’Alte Oper di Francoforte.
In questa stagione, i recital la porteranno in tournée nel Nord e Sud America e ritornerà alla Wiener Konzerthaus per eseguire il ciclo integrale delle Sonate di Beethoven.
Le pubblicazioni delle opere di Schubert e Schumann hanno ricevuto importanti riconoscimenti di critica tra cui il “Diapason D’Or” e il “German Record Critics’ Award”.
Nel 2006 il CD di debutto di Carolin Widmann, intitolato Reflections I, è stato nominato “Critics’ Choice” dalla “German Record Critics’ Award Association”.
Nel 2013 è stata pubblicata la registrazione del Concerto “Violin and Orchestra” di Morton Feldman realizzata insieme all’Orchestra Sinfonica della Radio di Francoforte diretta da Emilio Pomarico.
Carolin Widmann è nata a Monaco di Baviera e ha studiato con Igor Ozim a Colonia, Michèle Auclair a Boston e David Takeno alla Guildhall School of Music and Drama di Londra.
Dal 2006 presiede la cattedra di violino alla University of Music and Theater “Felix Mendelssohn-Bartholdy” di Lipsia.
Carolin Widmann suona un violino di G. B. Guadagnini del 1782.

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