Giovedì 9 maggio nella Chiesa della SS. Trinità dei Pellegrini lo ScarlattiLab propone un concerto-spettacolo nell’ambito del ciclo “100 anni di musica ininterrotta”

Il prossimo appuntamento con la rassegna “100 anni di musica ininterrotta”, dedicata a celebrare i 100 anni della Associazione Alessandro Scarlatti si terrà giovedì 9 maggio, alle ore 18.30, nella Chiesa della SS. Trinità dei Pellegrini e si presenta come un vero e proprio spettacolo – curato da Dinko Fabris, con la voce narrante di un’attrice di grande personalità ed esperienza Elisabetta Piccolomini – che ripercorre sulla base di testi autentici il rapporto tra Cristina di Svezia e Alessandro Stradella nella Roma del ‘600, che portò alla creazione dell’unico testo per musica scritto dalla regina, la serenata ““La forza delle stelle” o “Il Damone”, che verrà eseguito dai giovani musicisti dello ScarlattiLab guidati da Antonio Florio.

Alessandro Stradella, uno dei più importanti oltre che inquieti musicisti del Seicento, entrò in contatto dopo il 1670 con la corte romana di Cristina di Svezia, producendo per la sovrana composizioni di rilevante importanza storica (che comprendevano tra l’altro le prime indicazioni di alternanza tra “concerto grosso” e “concertino”).
La deposta regina di Svezia si era autoconfinata in un esilio dorato a Roma dopo una inaspettata conversione al cattolicesimo e l’abbandono del trono protestante di Svezia al cugino Carlo; ottenendo mezzi economici e grande libertà dalla curia papale che le permise perfino di aprire un teatro d’opera pubblico in una città in cui l’opera era sempre stata osteggiata dai papi.

Nato nel 2011, l’innovativo progetto ScarlattiLab barocco è all’ottavo anno di attività, ha vinto nel 2011 il Premio delle Arti del Ministero per l’Istruzione e la Ricerca per la sezione Musica antica, è stato protagonista per la rivista Amadeus di un focus intitolato “Napoli dove il barocco è giovane” con un concerto live in download, ha realizzato 20 produzioni esclusive con programmi su temi insoliti e con musiche rare o in prima esecuzione moderna e ha coinvolto oltre cento musicisti tra studenti di Napoli e altri Conservatori (Bari, Cosenza, Palermo, Verona) docenti interni e prestigiosi tutor.

Antonio Florio è reduce dal grande successo ottenuto a Cracovia al prestigioso festival Misteria Paschalia: da tre anni la direzione musicale della manifestazione viene affidata ad un musicista di fama internazionale, e per questa edizione dedicata all’Italia è stato scelto Antonio Florio che con il suo ensemble Cappella Neapolitana ha presentato tre concerti.

Biglietti
Biglietto unico : €10
Biglietto Under 25 :€ 5 last minute

I biglietti sono in vendita online sul circuito Ticketonline

Per informazioni:
www.associazionescarlatti.it
info@associazionescarlatti.it
Infoline: 081 406011

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Giovedì 9 maggio, ore 18.30 – Chiesa della SS. Trinità dei Pellegrini (v. Portamedina – Napoli)

ScarlattiLab Barocco

Federica Altomare, Ester Facchini, soprani
Marco Piantoni, Giuseppe Grieco, violini
Chiara Mallozzi, violoncello
Luigi Trivisano, clavicembalo
Antonio Florio, direzione

Elisabetta Piccolomini, voce recitante

Programma

Alessandro Stradella (1643-1682)
Arie e Duetti da Il Damone ovvero La Forza delle stelle (ed. a cura di Carolyn Gianturco)
Lilla e Berillo, Cantata a 2 voci e strumenti (rev. Antonio Florio)

Selezione dei testi e drammaturgia a cura di Dinko Fabris

Si ringrazia per la gentile collaborazione Carolyn Gianturco direttore scientifico di Alessandro Stradella. Opera Omnia

ScarlattiLab Barocco direzione artistica di Antonio Florio e Dinko Fabris

In collaborazione con il Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli

Antonio Florio
Nato a Bari, riceve una formazione classica, diplomandosi in Violoncello, Pianoforte e Composizione al Conservatorio di Bari, sotto la guida di Nino Rota.
Approfondisce, in seguito, lo studio degli strumenti antichi e della prassi esecutiva barocca.
Dopo aver dato vita, nel 1987, all’ensemble i Turchini, si dedica con pari impegno all’attività concertistica e ad un’intensa ricerca musicologica, esplorando soprattutto il repertorio della musica napoletana dei secoli XVII e XVIII, recuperando in quest’ambito capolavori dell’opera assolutamente inediti, curandone infine la proposta per i più prestigiosi teatri europei e italiani.
Tra i molti titoli riscoperti da Florio citiamo “La colomba ferita” (1670), “Il schiavo di sua moglie”(1671) e “La Stellidaura vendicante” (1674) di Francesco Provenzale; “Il disperato innocente” di Francesco Boerio (1673);“La finta cameriera” di Gaetano Latilla (1673); “Li Zite’n Galera” di Leonardo Vinci (1722); “Il Pulcinella vendicato” di Giovanni Paisiello (1767); “La Statira” di Francesco Cavalli (nell’edizione per Napoli del 1666); “Motezuma” di Francesco De Majo (1765).
Nel 1999 e nel 2000 ha diretto l’Orchestra Sinfonica di Santiago de Compostela, presentando “La serva padrona” e lo “Stabat Mater” di Giovan Battista Pergolesi.
Non meno impegnativa è la sua attività didattica: ha tenuto seminari e masterclass sulla vocalità barocca e sulla musica da camera per il Centre de Musique Baroque di Versailles, per la Fondation Royaumont e per il Conservatorio di Toulouse.
È, inoltre, titolare della cattedra di Musica da camera del Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli dove svolge un corso universitario sullo stile e il repertorio barocco.
E’ direttore artistico dello “Scarlatti LAB” , laboratorio per la musica barocca a cura dell’Associazione Scarlatti di Napoli.
Tra i suoi impegni più recenti citiamo l’opera di recupero e di revisione dell’opera seria di Leonardo Vinci “La Partenope”, la cui edizione è stata realizzata nel 2004 e sarà proposta in forma scenica quest’anno nel Teatro di Ponferrada e nell’Auditorio di León, in Spagna.
Il 2005 ha visto Antonio Florio dedicarsi alla riscoperta e revisione dell’opera “La finta giardiniera” di Pasquale Anfossi, già proposta insieme all’omonimo titolo mozartiano presso la Fondation Royaumont, in forma di concerto e successivamente in forma teatrale, costituendo anche argomento di uno stage internazionale.
Quindi, nel 2006, ha diretto i Turchini nell’ambito del prestigioso festival “Anima Mundi” di Pisa, prima di portare in Cina, attraverso quattro tappe, lo spettacolo “Festa Napoletana”.
Nello stesso anno, nell’ambito del Festival di musica antica del Mediterraneo Mousiké di Bari, Antonio Florio ha ricevuto il primo “Premio per la diffusione della Musica Mediterranea”.
Nel corso della stagione concertistica del 2007 è stato ospite dell’Accademia Chigiana di Siena e del Ravenna Festival, dell’Associazione Scarlatti di Napoli, del Centre Lyrique D’Auvergne di Clermont Ferrand in Francia e del Ravello Festival.
Nel 2008 ha diretto al Teatro Valli di Reggio Emilia e al Mercadante di Napoli l’opera “Alidoro” di Leo, il cui allestimento, racchiuso in un dvd, si è recentemente aggiudicato il prestigioso riconoscimento del “Diapason d’Or” e “Orphèe d’or-Paris-accademie du disque lyrique”.
Insieme a quest’ultimo, ad Oviedo in Spagna, gli è stato attribuito il premio “Luis García Iberni” – corrispondente al nostro premio Abbiati – per la Miglior Direzione Musicale in occasione della prima esecuzione in tempi moderni dell’opera “Ottavia restituita al trono” di Domenico Scarlatti, presentata a San Sebastian nell’agosto del 2007.
Nell’ottobre 2008, insieme con i Turchini, si è aggiudicato inoltre il “Premio Napoli”, nella sezione “Eccellenze Nascoste” della città.
Ha partecipato al Festival “MITO” presentando in versione concertistica l’opera “Aci, Galatea e Polifemo” di Haendel nel Teatro dell’Arte di Milano, poi nel giugno 2009 in versione scenica, con la regia di Davide Livermore, al Teatro Regio di Torino.
Sempre nel 2009, ha presentato “La Partenope” di Vinci in coproduzione con il teatro di Leon in Spagna Teatro S. Carlo di Napoli, La Maestranza di Sevilla, La Coruna, Santander, Murcia e Premio Oviedo per la miglior produzione teatrale e una lunga tournée in Italia con lo “Stabat Mater“ di Pergolesi.
Nel 2010, ha diretto “Orfeo e Euridice” di Fux alla Konzerthaus di Vienna, e in più occasioni l’orchestra barocca “Casa da Musica” di Oporto e l’Orchestra di Galicia-La Coruna.
Nel 2012 ha diretto alla Konzerthaus di Vienna “Dorimena e Tuberone” di Francesco Conti e “Incoronazione di Poppea” di Monteverdi al Teatro Calderon di Valladolid con la regia di E. Sagi

Dinko Fabris
Dinko Fabris, è uno dei musicologi italiani più conosciuti nel mondo.
Dopo i primi studi al Conservatorio di Bari, allora diretto da Nino Rota, ha studiato musica antica (diploma di liuto al Conservatorio di Verona) e musicologia (Laurea in Letteratura umanistica a Bari, Specializzazione in musicologia a Bologna) ottenendo il Dottorato di ricerca all’Università di Londra nel 2002.
Docente in ruolo di Storia della musica nel Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli fino al 2018 (dove è stato responsabile delle relazioni internazionali e dirige il Master di Beni Musicali), dal 2001 è anche professore di Storia della Musica all’Università della Basilicata a Matera, vincendo nel 2014 la doppia abilitazione nazionale come professore ordinario e associato nelle università italiane.
E’ inoltre professore associato onorario dell’Università di Melbourne e docente nei corsi di dottorato dell’Università di Leiden (programma DocArtes).
Dal 2012 al 2017 è stato il primo italiano eletto presidente della International Musicological Society, di cui è ora Last President e coordinatore dei gruppi regionali fino al 2022.
Dal 2013 fa parte del comitato musica del Pontificio Consiglio della Cultura ed è membro della Academia Europaea.
Membro del Consiglio Direttivo degli Amici del Teatro San Carlo e membro del comitato artistico dell’Associazione Scarlatti di Napoli, dal 2015 è stato direttore artistico ed ora è consulente dello storico Teatro Mercadante di Altamura, avviando un progetto di riscoperta di Saverio Mercadante.
Dopo aver letto la laudatio per la Laurea Honoris Causa assegnata nel 2003 dall’Università della Basilicata a Claudio Abbado, su indicazione di quest’ultimo è stato tra i fondatori del Sistema Orchestre Giovanili in Italia gemellato con El Sistema venezuelano, per il quale cura la cooperazione internazionale e le attività di formazione.
Ha fondato il Coro dell’Università della Basilicata e la rassegna “Universa Musica”, di cui è direttore artistico dal 2016.
E’ stato selezionato come esperto di valutazione ANVUR per i Conservatori italiani dal MIUR e fa parte del primo comitato di valutazione dei Conservatori europei organizzato dall’Association Européenne des Conservatoires.
Collabora attivamente nelle programmazioni del Festival Duni di Matera.
Giornalista pubblicista collabora con Repubblica, il Giornale della Musica e Radiotre Rai.
Membro di numerosi comitati scientifici di riviste internazionali e di edizioni critiche e curatore della nuova Edizione delle Opere di Carlo Gesualdo (Bärenreiter Verlag), è membro della redazione dell’Edizione delle Opere di Francesco Cavalli, per la quale prepara l’edizione critica di Didone (2017), la prima opera rappresentata nel Seicento a Napoli.
Ogni anno tiene conferenze in più lingue in tutto il mondo.
Ha pubblicato circa 150 saggi scientifici e alcuni libri tra cui, in lingua inglese, Music in seventeenth-century Naples.
Francesco Provenzale (Ashgate 2007; ristampa Routledge 2016) e inoltre i recenti Partenope da Sirena a Regina. Il mito musicale di Napoli (Cafagna 2016) e Le Memorie dell’Abate Pecorone della Città di Saponara (Irsina 2017).
Il suo territorio di ricerca prediletto è la storia musicale di Napoli dal Quattrocento all’Ottocento, lavoro che lo ha visto per oltre trent’anni al fianco come musicologo del direttore d’orchestra barocca Antonio Florio, con il quale ha riscoperto i “Tesori musicali di Napoli” con edizioni critiche e oltre quaranta incisioni discografiche a cura della compagine specializzata diretta da Florio, la Cappella della Pietà dei Turchini (dal 2016 rinominata Cappella Neapolitana), che ha diffuso l’antica musica napoletana in tutto il mondo.
Dal 2016 dirige il gruppo di studio sul Mediterraneo dell’International Musicological Society, che si riunisce ogni anno in una nazione mediterranea diversa, e dal 2017 è membro del Consiglio Scientifico del Centre des Musiques Arabes et Mediterraneennes di Sadi Bou Said in Tunisi

Elisabetta Piccolomini
Dopo il diploma alla scuola Fersen ha lavorato con molti dei maggiori registi teatrali italiani.
Nel cinema ha interpretato ruoli con registi come Montaldo e Soldini, Di Maio, De Gregorio, Infascelli e altri.
Attrice teatrale, inizia a lavorare accanto ad Alessandro Fersen, interpretando sotto la sua direzione, fra il 1977 e il 1979, “Fuenteovejuna” di Lope de Vega, “La Fantesca” di Giovan Battista Della Porta e “Leonce e Lena” di Georg Büchner.
A queste rappresentazioni seguono quelle dirette da Sandro Sequi: “Stella”, “L’isola disabitata”, “I pettegolezzi delle donne”, “Bellini”, “I pitocchi fortunati”, “I villeggianti”, “La sposa di campagna” e “Olimpiade e Britannicus”.
Nel 1984, interpreta “La guerra di Troia non si farà”, l’anno successivo recita in “Diluvio a Norderney”, poi la si vedrà in “Clavigo”, “Zoo o lettere di non amore”, “Il misantropo”, “Saluti dal buco nero”, “La dama e il cavaliere”, “Lunaria”, “Cocktail Party”, “Il marinaio”, “Gelato di campagna”, “Medea” di Luca Ronconi, “Il ventaglio bianco”, “Il folle e la morte”, “Un equilibrio delicato”, “Il nipote di Wittgenstein” e “Erano tutti miei figli”.
Come attrice cinematografica ha partecipato al film di Nina Di Majo Autunno con Marino Masé, partecipando poi nel 2010 alla sua commedia “Matrimoni e altri disastri”.
Prende parte anche a Chimera, Fino a farti male, Un gioco da ragazze di Matteo Rovere con Filippo Nigro, “Cosa voglio di più” di Silvio Soldini e “Gianni e le donne”, secondo lavoro dell’attore e regista Gianni Di Gregorio.
Nel 2012 è nel cast del drammatico “L’industriale”, diretta da Giuliano Montaldo e nel 2015 nel film di Fiorella Infascelli “Era d’estate”.
Televisivamente appare in alcuni episodi di Don Matteo e I liceali.
Attualmente interpreta madame Pernelle nel Tartufo di Molière regia di Roberto Valerio produzione teatro di Pistoia.

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