La “Rassegna di concerti a San Nicola al Nilo” si apre con le splendide sonorità pasquali del Coro Mysterium Vocis

Il Coro Mysterium Vocis, diretto dal maestro Rosario Totaro, ha inaugurato la seconda edizione della “Rassegna di concerti a San Nicola al Nilo”, affidata alla direzione artistica di Roberto Franco.
L’appuntamento, dal titolo “Musiche per la Settimana Santa nella Napoli del XVIII secolo”, tenutosi nella sede napoletana della Comunità di S. Egidio, aveva anche lo scopo di raccogliere fondi a sostegno delle attività portate avanti nel martoriato Mozambico.
La serata si è aperta con il mottetto Justus ut palma florebit del sannita Nicola Sala (1713 – 1801), allievo di Leo e Fago al Conservatorio della Pietà de’ Turchini e autore di grande prestigio ai suoi tempi, caduto poi nel dimenticatoio e, solo da qualche anno oggetto di un rinnovato interesse, al punto che a lui è intitolato, dal 2006, il Conservatorio di Benevento.
Toccava quindi alla Salve Regina per soprano, contralto e basso continuo, tratta dalla produzione sacra di Domenico Scarlatti (1685-1757), seguita dal Miserere di Pasquale Cafaro (1715-1787).
Quest’ultimo, musicista originario di S. Pietro in Galatina (Le), si trasferì a Napoli per motivi di studio, quando aveva circa vent’anni, e studiò al Conservatorio della Pietà de’ Turchini, avendo gli stessi docenti di Sala, e lì iniziò anche la sua carriera di docente.
Fu poi primo maestro della Cappella Reale, maestro di canto e di cembalo della regina Maria Carolina ed anche soprintendente del Teatro di San Carlo.
La sua produzione comprende opere serie, cantate profane e numerosi brani sacri, risalenti agli anni in cui lavorava alla Cappella Reale ma, caso abbastanza raro per un autore del Settecento, nessuna opera buffa.
Il concerto continuava con le Litaniae Virginis Mariae di Sala, con i complessi e splendidi Responsori del Venerdì Santo di Cafaro (intervallati da letture sulla Passione), e si chiudeva con Sepulto Domino, ancora di Sala.
Per quanto riguarda i protagonisti, il Coro Mysterium Vocis ha evidenziato, come sempre, grande compattezza ed affiatamento, e una serie di voci soliste di elevato spessore, quali i soprani Angela Luglio e Virginia Cimino, i contralti Marina Esposito e Tiziana Fabbricatti, i tenori Alessandro Caro e Mattia Totaro ed i bassi Roberto Gaudino e Guglielmo Gisonni.
Va ancora osservato come l’organico si sia recentemente ringiovanito, ma il coro ha mantenuto le notevoli qualità che lo contraddistinguono, il che fa ben sperare, in quanto quello del ricambio generazionale sta diventando uno dei problemi più seri legati a tali realtà.
Un cenno ancora meritano l’organista Pierfrancesco Borrelli, che ha ottimamente accompagnato il coro, il fagottista Guido Mandaglio, impegnato nella Salve Regina e nelle Litanie, e le intense voci di Fiorella Orazzo e Guglielmo Gisonni, protagonisti della lettura di alcuni brani della Passione.
Pubblico numeroso e partecipe, che è stato omaggiato con il Resurrexit di Antonio da Nola, splendida conclusione di un concerto di altissimo livello, che ha portato alla ribalta compositori attivi a Napoli nel Settecento, sicuramente meritevoli di ulteriori approfondimenti.

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