A “Passione Musica” l’intrigante “Serenata alchemica” del duo Ritrovato-Rua

Foto Daniela Vellani

Dopo la “prima” avvenuta lo scorso anno nella Cappella Sansevero, dove era inserita in Piano City Napoli, “Serenata alchemica per pianoforte e voce recitante” è stata riproposta, con diverse modifiche, al Teatro “Salvo D’Acquisto” dell’Istituto dei Salesiani al Vomero, nell’ambito della rassegna “Passione Musica”.
Lo spettacolo, concepito dalla pianista e compositrice Maria Grazia Ritrovato, in collaborazione con lo scrittore Martin Rua, è nato per omaggiare sia il principe Raimondo di Sangro (1710-1771), sia Mario Buonoconto (1940-2003), marito della musicista ed uno dei massimi studiosi della vita e delle opere del misterioso nobile.
Come nello spettacolo d’esordio, vi era la divisione in tre parti, definite “Nigredo”, “Albedo” e “Rubedo”, ovvero le fasi che ogni “iniziato” era tenuto a percorrere per raggiungere la purificazione e trasfigurazione interna, corrispondenti anche alla progressiva trasformazione della materia, che dal piombo passava attraverso l’argento per giungere infine all’oro.
Ogni parte era contraddistinta da brani musicali, alternati a letture tratte da “Viaggio Fantastico alla luce del lume eterno” di Mario Buonoconto, che riprendevano un immaginario dialogo fra il principe Raimondo di Sangro ed il conte di Saint-Germain, alchimista, rosacrociano e uomo di grande cultura francese e figura alquanto misteriosa, che aveva l’abitudine a scomparire per lunghi periodi, tornando poi improvvisamente alla ribalta.
Così la “Nigredo” si apriva con Evocazione n. 1 di Maria Grazia Ritrovato, seguita da Consolazione n. 4 e n. 1, entrambe di Franz Liszt, da una raccolta di sei, la cui prima versione risale al 1844-1849 e la seconda, maggiormente nota, venne pubblicata da Breitkopf & Härtel nel 1850.
La successiva “Albedo” era formata da due pezzi, il celebre Menuet à l’antique del polacco Ignacy Jan Paderewski, scritto nel 1887, primo dei sei brani che costituiscono Humoresques de concert, Op. 14, e Quinta di luna della Ritrovato.
La conclusiva “Rubedo” comprendeva due composizioni di Fanny Mendelssohn Hensel, Notturno napolitano e Klavierstück in mi minore, intervallate con Barche alla marina di Maria Grazia Ritrovato e Consolazione n. 3 di Liszt.
A completare l’allestimento, il susseguirsi di immagini proiettate sullo sfondo, legate soprattutto ai capolavori della Cappella Sansevero, e un piccolo tavolino “alchemico” sul lato del palcoscenico, con bilancino ed alambicchi.
Nel complesso, anche portato fuori dalla prestigiosa ed unica cornice d’esordio, lo spettacolo mostra di poter funzionare bene, grazie alla bravura di entrambi gli interpreti e ad una figura particolarmente intrigante e misteriosa come il principe Raimondo di Sangro.
Pubblico piuttosto numeroso e partecipe, che ha a lungo applaudito i due protagonisti ed è stato omaggiato con un bis pianistico costituito dalla struggente “Elegia per Mario Buonoconto”, emozione conclusiva di uno spettacolo molto ben congegnato.

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