Sabato 2 marzo nella libreria Ubik il Centro di Musica da Camera CERSIM, in collaborazione con il club UNESCO di Napoli, presenta il cd del violinista Vincenzo Bianco e dell’ensemble Mvsica Perdvta dedicato alle Sonate di Barbella

Sabato 2 marzo, alle ore 11.00, presso la libreria Ubik (v. Benedetto Croce, 28 – Napoli), nell’ambito delle attività del Centro di Musica da Camera CERSIM, in collaborazione con il club UNESCO di Napoli, presentazione del cd del violinista Vincenzo Bianco e dell’ensemble Mvsica Perdvta (violoncello, M° Renato Criscuolo; clavicembalo M° Alberto Bagnai), inciso dalla Da Vinci edition e dedicato alle “Six Violin Sonatas” di Emanuele Barbella.

Parteciperanno all’incontro:
Fortunato Danise (Presidente del Club per l’UNESCO di Napoli)
Ferdinando de Martino (Presidente del Centro CERSIM)
Stefano Valanzuolo (Critico musicale de “Il Mattino”)
Vincenzo Bianco (musicista e studioso di musica barocca)
Renato Criscuolo (musicista e direttore di Mvsica Perdvta)

Durante la presentazione verranno eseguiti alcuni brani del barocco napoletano per violino e basso continuo

Ingresso libero
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“Six Violin Sonatas” di Emanuele Barbella
CD Da Vinci edition
Violino Barocco, M° Vincenzo Bianco
Ensemble Barocco Mvsica Perdvta (violoncello M° Renato Criscuolo; Clavicembalo M° Alberto Bagnai)

I brani registrati e riproposti dal violinista barocco Vincenzo Bianco e dal violoncellista Renato Criscuolo con Mvsica Perdvta di Perugia, eseguiti su strumenti originali d’epoca, volgono uno sguardo al segno indelebile che la scuola napoletana ha impresso nella storia della musica italiana ed europea, ponendo l’attenzione sulle menti più brillanti del passato che hanno reso la città di Napoli, a partire dal 1600 “Culla della cultura europea”.
Questa definizione non è una mera espressione di un sentimento di autorivalutazione, bensì una vera e propria dichiarazione citata dalle più importanti guide per viaggiatori tedesche e francesi di tutto il Settecento.
E’ emblematico il caso di Emanuele Barbella, di cui lo scorso anno si è festeggiato (e, con questa pubblicazione diremmo, degnamente) il tricentenario dalla nascita.
Le sue sonate per violino, scritte probabilmente intorno agli anni ‘50 del ‘700, presentano tutto il “gusto” della concezione napoletana della musica strumentale, gradevole e ricca di pathos.
Non a caso nella didascalia di frontespizio del manoscritto dedicato al plenipotenziario scozzese, ammiraglio e commissario delle dogane inglesi Archibald Menzies of Culdares, l’autore sottolinea la assoluta volontà di porgere al pubblico un prodotto musicale “facile” nella sua spontaneità e “di gusto” , che oggi rappresenta un piccolo gioiello riscoperto.
La sua arte compositiva deriva infatti dalla semplicità e dalla pura bellezza melodica di Leonardo Leo, di cui era stato allievo, con una fantasiosa mistura di combinazioni ritmiche e virtuosistiche della scuola tartiniana derivata dal suo secondo maestro Pasqualino Bini.
La vita di Barbella importantissima per la storia della musica napoletana e per quella d’oltralpe.
Figlio del violinista e docente Francesco Barbella, fu bambino prodigio, cominciando a studiare il violino sin dall’ età di sei anni e formandosi con i migliori maestri dell’ epoca.
Grazie alla sua predisposizione ed alla sua veloce carriera ebbe, come tantissimi altri virtuosi, varie possibilità per divenir noto nel mondo futuro.
Già celebre professore d’orchestra e compositore, le sue opere strumentali furono pluripubblicate in Francia ed Inghilterra accanto ai nomi dei più grandi compositori-virtuosi del violino dell’epoca.
L’intensa attività musicale della città gli permise di prendere parte, oltre che alla vita teatrale e a quella sacra (essendo alla guida dell’orchestra del Teatro Nuovo, componente dell’orchestra del San Carlo e musicista straordinario alla Cappella del Tesoro di San Gennaro), anche alla vita musicale che si svolgeva presso i salotti nobiliari e i salotti culturali, tramite esecuzioni di musica strumentale (di proprio pugno il più delle volte), cantate ed oratori nelle tante Accademie e nei Concerti di beneficenza, per cui spesso si trovava ad esibirsi presso giureconsulti, nobili ed ambasciatori.
Due di essi furono Lord Hamilton, ambasciatore inglese a Napoli e lo scozzese Lord Fortrose, ossia Kenneth Mackenzie.
In questi due salotti ebbe occasione tra maggio e giugno del 1770 di incontrare e suonare con i due musicisti tedeschi al tempo del loro viaggio musicale in Italia: Leopold e Wolfgang Mozart, allora considerato già “giovane prodigio e promessa musicale”.
Inoltre, tra l’ ottobre ed il novembre dello stesso anno, nacque l’amicizia col musicologo inglese Charles Burney, che ebbe modo di ammirare le sue qualità virtuosistiche e caratteriali, nonché la sua scuola violinistica nell’ allievo Ignazio Raimondi che in seguito raggiunse la fama come solista e direttore in tutta Europa. Fu così che, da quegli incontri, nacque tutto il sapore mediterraneo della musica futura europea:
“in un pomeriggio assolato, la musica nel bel salotto di un appartamento napoletano, mentre fuori… tutta l’armonia: il canto degli uccelli, il suono del mare che si infrange sulla spiaggia e le voci colorate verso la villa reale…”
Vincenzo L. A. Bianco

Vincenzo Lucio Antonio Bianco
Violinista, napoletano di formazione, docente di violino a Napoli presso la scuola Secondaria di I grado, ha conseguito la Maturità Classica presso il Liceo A. Genovesi, contemporaneamente ha studiato con il maestro G. Francavilla, prima viola della vecchia Orchestra Scarlatti, diplomandosi con il maestro F.Mezzena presso il Conservatorio di Pescara.
Ha conseguito la Laurea di II livello per l’Alta formazione Musicale presso il Conservatorio “S. Pietro a Majella” di Napoli.
Ha approfondito la prassi esecutiva del violino barocco con Enrico Onofri e con Chiara Banchini, con Nicholas Robinson ed Alessandro Ciccolini, specializzandosi presso i Conservatori “D. Cimarosa” di Avellino e “S. Pietro a Majella”.
Collabora con formazioni di musica antica (Musica Perduta, Musica Sacra Basel, Concerto Dei Cavalieri, Talenti Vulcanici, Il Labirinto, I Solisti della Cappella della Pietà dei Turchini, Ensemble Le Musiche da Camera, Ensemble Carlo Gesualdo e Fanzago Baroque di cui è leader e fondatore) ed importanti Orchestre napoletane (Orchestra del Teatro S. Carlo- direzione di Jeffrey Tate e Riccardo Muti, Orchestra A. Scarlatti e Orchestra del Conservatorio S. Pietro a Majella , Orchestra I Solisti di Napoli ed I Solisti del S. Carlo”).
Si è esibito come solista nel 2002 a Roma, in nel 2005 presso il Kammermusik Festival di Oslo, tra il 2006 ed il 2015 in tournée concertistiche a Basilea, Monaco di Baviera, Hildesheim, Roma, Assisi e Napoli.
Nel 2016 a Milano, nel giugno 2017 nel “Festespielmusik” presso la “Handel Haus” di Halle (Germania) e le città di Varese e di Todi.
Il 20 ottobre 2017 è stato Violino solista e di Spalla nella cantata “Apollo e Dafne” di G. F. Haendel eseguita per i proprietari londinesi del Museo della “Haendel- House” di Londra.
Ha inciso per diverse case discografiche.
Per OFM conv. tra il 2004 e il 2007 ha registrato i tre cd di “Incanto Serafico” per i quali ha ricevuto una lettera di lode di Papa Benedetto XVI.
Per altre case discografiche quali Dynamic, Bongiovanni ed Arcana ha inciso, con diversi gruppi, musiche del barocco napoletano.
Per Brillant, ha inciso nel febbraio 2017 con l’Ensemble “Musica Perduta” inediti strumentali di Nicola Porpora.
Ha appena concluso l’incisione della seguente raccolta di Sonate per Violino e Basso continuo di Emanuele Barbella e si occupa della rivalutazione della storia violinistica napoletana.
In qualità di esecutore, ricercatore, compositore e trascrittore di inediti, per il gruppo cinematografico “The Jackal” ha scritto ed eseguito diverse colonne sonore per i loro corti e frammenti.
Ha composto alcune musiche del film di Francesco Albanese con Giancarlo Siani “Ci devo pensare”.
E’stato cofondatore de “I Figlioli di Santa Maria di Loreto”.
Ha fondato e dirige attualmente l’Ensemble “Fanzago Baroque” di Napoli e collabora, nel ruolo di violino di spalla, con il notissimo Ensemble barocco “Mvsica Perdvta” di Perugia.
Suona uno strumento del 1780.

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