Giovedì 28 febbraio l’Orchestra di Padova e del Veneto tra classica ed elettronica

Con il concerto del prossimo 28 febbraio, all’Auditorium Pollini di Padova, tutto all’insegna della sperimentazione e del confronto fra linguaggi musicali diversi, si apre la collaborazione fra l’Orchestra di Padova e del Veneto e il suo nuovo compositore in residence Nicola Sani.
Musicista dalle molte vocazioni formatosi, tra l’altro, con Stockhausen e Tristan Murail, Sani è autore di opere di teatro musicale e di brani per strumenti ed elettronica: un incontro importante per un’orchestra che vuol essere laboratorio di indagine attiva sul presente.
Sul podio ci sarà il direttore artistico dell’OPV Marco Angius, tra i protagonisti della musica di oggi in Italia; il concerto vedrà inoltre la partecipazione di Enrico Casari, tenore che dal suo debutto nel 2006 è stato protagonista di una brillante ascesa che l’ha visto cantare in moltissimi teatri in tutta Europa.
Oltre al lavoro commissionato a Nicola Sani, Tempestate per orchestra e live electronics, verranno eseguite Quattro versioni dalla Ritirata notturna di Madrid di Boccherini elaborate da Luciano Berio; il Rondò arlecchinesco di Ferruccio Busoni; i ballabili del terzo atto del Macbeth di Verdi e l’orchestrazione di Berio di Otto romanze per tenore e orchestra dello stesso autore.

Il titolo di Tempestate, oltre a richiamare quello della corrente stagione dell’OPV, «Tempi e tempeste», fa riferimento a «una sorta di irruzione e di devastazione di un contesto sonoro, un atto di ribellione» accompagnato da una ricostruzione del linguaggio musicale su altre basi.
Per quest’operazione di rottura e di ricomposizione sonora Nicola Sani si è servito fra l’altro di nuove tecniche di spazializzazione applicate a tutta l’orchestra, con movimenti e trasformazioni che portano ad un ascolto immersivo del suono strumentale.
Ma anche di tutta la sua abilità nel lavorare il suono come materia in continua trasformazione, di proiettarlo nello spazio, di provocarvi oscillazioni continue fra l’omogeneo e l’eterogeneo, fra il liscio e lo striato.
Tutta una manipolazione del suono che finisce per creare, per mezzo di contrasti dinamici, ritmici ed espressivi, una vera e propria drammaturgia.

“Tempestate” è dedicato alla memoria del compositore e amico Mario Bertoncini, recentemente scomparso, a cui Sani era molto legato.
Del quintetto Musica notturna delle strade di Madrid, un grande successo di fine ‘700, Boccherini preparò più versioni per organici diversi.
L’elaborazione di Luciano Berio (1975) sovrappone quattro di queste versioni, «mettendo in rilievo, verso la fine, alcuni “saporosi” conflitti armonici».
La Ritirata è l’ultimo movimento del brano e corrisponde al momento del coprifuoco, quando la movida notturna della città spagnola inizia a disperdersi e un velo di malinconia si mescola agli ultimi strascichi della festa.

L’Arlecchino protagonista del Rondò di Ferruccio Busoni, scritto a New York nel 1915, è una figura irrequieta che alterna profonda commozione e riso irrefrenabile, slanci coraggiosi e timide reticenze, trasporto amoroso e versacci di scherno – come nell’intervento finale del tenore fuori scena, che mima una sorta di sghignazzo.
Una maschera che però, presa tra tante passioni contrastanti, ci risulta fin troppo familiare: è un essere umano come noi.

Le scene di ballo del terzo atto del Macbeth, aggiunte da Giuseppe Verdi per la rappresentazione parigina del 1865, rappresentano una delle pochissime incursioni del compositore di Busseto nel mondo della danza.
L’aggiunta di queste scene, un’imposizione dell’uso francese, preoccupava non poco Verdi, che tuttavia realizzò pagine di grande efficacia e ben inserite nel contesto del melodramma: lo spunto è il ballo dei diavoli e delle streghe da cui Macbeth, non contento della profezia ottenuta nel primo atto, si reca per ottenere nuovi vaticinii.
Un esempio della versatilità di quello che fu forse il più grande compositore romantico italiano, il quale si cimentò anche nella musica da camera, come avviene con le Otto romanze per tenore e pianoforte in cui Berio vedeva quasi degli «studi per scene, arie e cabalette di melodrammi verdiani in fieri».
La raffinatissima orchestrazione di Berio, non sempre in stile storico, non stravolge il senso dei brani ma vi introduce a tratti degli «spaesamenti» generati dalle associazioni, lontane o vicine, che i vari passaggi delle romanze vengono suggerendo. Le Otto romanze saranno anche al centro della Lezione di Sabato del 2 Marzo 2019 di Sandro Cappelletto, direttore della pubblicazione “Studi Verdiani”.

Il concerto sarà anticipato dalla prova generale aperta al pubblico alle ore 10.30 e da una introduzione all’ascolto con i protagonisti della serata alle ore 19.45 sempre in Auditorium.

La Stagione concertistica è realizzata con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, della Regione del Veneto, del Comune di Padova e di Fondazione Antonveneta.

Biglietti
53a Stagione concertistica: 8-25 €
Prove generali: 3-8 €

In vendita online su www.opvorchestra.it (solo biglietti interi), da una settimana prima del concerto presso Gabbia Dischi (via Dante, 8) e al botteghino dell’Auditorium la sera del concerto dalle ore 20.00.

Info
T. 049 656848-656626
www.opvorchestra.it.

Ufficio Stampa
Studio Pierrepi – Alessandra Canella Padova
Cell: 348-3423647
opvorchestra@studiopierrepi.it
www.studiopierrepi.it

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Giovedì 28 febbraio 2019, ore 20.45 – Auditorium Pollini di Padova

Orchestra di Padova e del Veneto

Marco Angius, direttore
Enrico Casari, tenore

Programma

Nicola Sani: Tempestate, per orchestra, live elettronics e motion captures

Luigi Boccherini/Luciano Berio: Quattro versioni dalla Ritirata notturna di Madrid

Ferruccio Busoni: Rondò arlecchinesco

Giuseppe Verdi: Ballabili dal Macbeth

Giuseppe Verdi/Luciano Berio: Otto romanze per tenore e orchestra

Enrico Casari, Tenore
Ha iniziato lo studio del canto al Conservatorio di Verona con Maria Sokolinska Noto.
Successivamente ha proseguito i suoi studi con Augusto Vicentini, Ivo Vinco e Sherman Lowe.
Ha inoltre approfondito la sua formazione musicale presso la Facoltà di Musicologia dell’Università di Pavia.
Nel 2006 è stato selezionato per partecipare al Laboratorio Teatro Musicale del Settecento diretto da Enzo Dara, debuttando con il ruolo di Bastiano in Bastiano e Bastiana di Mozart al Teatro Bibiena di Mantova.
È stato poi membro presso l’Opera Studio della Vlaamse Opera a Gand e presso l’Opera Studio dell’Opéra National du Rhin di Strasburgo.
Vincitore di numerosi concorsi internazionali, tra gli ultimi impegni nel 2015 ha interpretato Beppe in Pagliacci al fianco di Marcelo Álvarez e Leo Nucci all’Opéra de Monte-Carlo, e poi Normanno nella Lucia di Lammermoor all’Opéra de Lille, Rouen, Limoges e Reims e Die Schöpfung di Haydn a Liegi.
Il 2016 lo ha visto impegnato in Věc Makropulos (Janek) con la regia di Robert Carsen all’Opéra National du Rhin e al Teatro La Fenice in Manon Lescaut (Des Grieux) di Auber al fianco di Sumi Jo, nel Requiem di Mozart all’Opéra Royal de Wallonie e di nuovo in Pagliacci all’Opéra de Metz.
Nel 2017 ha cantato Kudrjas in Kat’a Kabanová con la regia ancora di Carsen al Regio di Torino e in seguito ha partecipato alla Gazzetta (Alberto) alla Israeli Opera di Tel Aviv, alla Scala di seta (Dormont) al Théâtre des Champs Elysées e a Pagliacci all’Opéra National du Rhin.
Per la stagione 2017-2018 si segnalano Adriana Lecouvreur di Cilea al fianco di Roberto Alagna e I puritani di Bellini a Montecarlo, il debutto nel ruolo di Narraboth nella Salome di Strauss al Regio di Torino. Nel medesimo periodo ha cantato in Carmen e in Turandot all’ Arena di Verona.
Durante la stagione attuale (2018/2019) ha cantato il ruolo di François (debutto) in A quiet place di Bernstein e un’altra volta Narraboth al Teatro comunale di Bologna.

Marco Angius, Direttore
Ha diretto Ensemble Intercontemporain, London Sinfonietta, Tokyo Philharmonic, Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, Orchestra Haydn di Trento e Bolzano, Orchestra Verdi, Orchestra della Svizzera Italiana, Orchestre de Lausanne, Orchestre de Nancy, ORT, Pomeriggi Musicali, Orchestre Philharmonique Luxembourg, Muziekgebouw/Bimhuis di Amsterdam.
Tra i teatri: Comunale di Bologna, La Fenice di Venezia, Opera di Firenza/Maggio Fiorentino, Regio di Parma, Regio di Torino, Lirico di Cagliari.
Tre i “Premi Abbiati” consecutivi per Il suono giallo di Alessandro Solbiati (Bologna 2016), Aquagranda di Filippo Perocco (Venezia 2017) e recentemente Medeamaterial di Pascal Dusapin (Bologna 2018).
Nel 2007 ha inoltre ottenuto il Premio Amadeus per il CD Mixtim di Ivan Fedele, compositore del quale ha inciso tutta l’opera per violino e orchestra con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI.
Tra le produzioni più recenti: Inori di Stockhausen alla Biennale di Venezia (concerto di inaugurazione del Festival 2017), Káťa Kabanová di Janáček al Teatro Regio di Torino con la regia di Robert Carsen, Prometeo di Luigi Nono al Teatro Regio di Parma, Aspern di Sciarrino al Teatro La Fenice, Jakob Lenzdi Rihm e Don Perlimplin di Maderna al Teatro Comunale di Bologna.
Già direttore principale dell’Ensemble Bernasconi dell’Accademia Teatro alla Scala, dal settembre 2015 è direttore musicale e artistico dell’Orchestra di Padova e del Veneto.
La nutrita discografia comprende opere da Bach ai giorni nostri.
Tra i suoi libri: Come avvicinare il silenzio (Rai Eri, 2007), Del suono estremo (Aracne, 2014).

Nicola Sani, Compositore e direttore artistico
Ha studiato composizione con Domenico Guaccero, specializzandosi con Karlheinz Stockhausen e composizione musicale elettronica con Giorgio Nottoli.
Ha seguito inoltre i seminari di composizione di Tristan Murail, George Benjamin e Jonathan Harvey.
È autore di opere di teatro musicale, opere per la danza, composizioni sinfoniche e da camera, opere elettroniche e installazioni intermediali, eseguite e presentate nei principali festival e stagioni internazionali.
I suoi lavori sono stati interpretati da direttori, solisti e formazioni strumentali di fama internazionale.
Ha collaborato inoltre con alcuni tra i più grandi artisti nel campo del cinema e della videoarte, tra cui Michelangelo Antonioni e Nam June Paik.
Per le sue opere e per la sua attività nel campo della direzione artistica nel 2011 è stato insignito dal Ministro della Cultura francese del titolo di “Chevalier des Arts et des Lettres”.
Ha inoltre ottenuto numerosi premi e riconoscimenti in Italia e all’estero, tra i quali il New Connections Award del British Council, il Prix “Ars Electronica” del Festival di Linz, il Premio Guggenheim, il Premio “Capitani dell’Anno” per la Cultura, il Premio Scanno “Fondazione Tanturri” per la musica, il Premio “Giuseppe Verdi” alla carriera, il premio “Erato Farnesina” del Ministero degli Affari Esteri.
Con il Teatro Comunale di Bologna ha ottenuto quattro “Premi Abbiati” per altrettante produzioni realizzate nelle Stagioni 2015 e 2017.
É autore di libri, saggi e articoli pubblicati in Italia, Europa e negli USA.
Il catalogo delle sue opere è pubblicato dalle Edizioni Suvini Zerboni, Milano.
Svolge parallelamente all’attività compositiva quella di direttore artistico e manager di istituzioni musicali.
Attualmente è direttore artistico dell’Accademia Chigiana di Siena e Presidente dell’Istituto Nazionale di Studi Verdiani di Parma.
É inoltre consigliere di amministrazione della Fondazione “Archivio Luigi Nono di Venezia”, consigliere artistico della IUC-Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma, consulente dell’Accademia Tedesca “Villa Massimo” e dell’American Academy in Rome per l’Italian Affiliated Fellowship.
È stato sovrintendente e direttore artistico del Teatro Comunale di Bologna, consigliere di amministrazione e direttore artistico del Teatro dell’Opera di Roma, presidente della Fondazione Isabella Scelsi di Roma, dedita al lascito culturale del compositore Giacinto Scelsi.
Ha ideato il Progetto “Sonora” promosso dal Ministero degli Affari Esteri italiano per il sostegno e la diffusione della nuova musica italiana all’estero, realizzato in collaborazione con la Federazione CEMAT.
È stato inoltre membro del board di Opera Europa.

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