Venerdì 15 febbraio al Centro di Cultura Domus Ars conferenza-concerto “Martucci …e il suo tempo”

Venerdì 15 febbraio, alle ore 19.30, al Centro di Cultura Domus Ars (via Santa Chiara 10c – Napoli), conferenza concerto dal titolo “Martucci … e il suo tempo”, con la partecipazione del maestro Enzo Amato, del maestro  Filippo Zigante, della violoncellista Hanna Moiseieva e della pianista Tetyana Sapeshko.

Programma della conferenza

Enzo Amato: Martucci e la Scuola Napoletana

Filippo Zigante: Martucci musicista tra due culture

Programma del concerto

G. Martucci: Sonata in fa diesis minore per violoncello e pianoforte

Ingresso libero

Per info:
Domus Ars
Via Santa Chiara, 10
081.3425603
infoeventi@domusars.it

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Giuseppe Martucci
Figlio del trombettista Gaetano Martucci e di Orsola Martucciello, fu un bambino prodigio: a soli otto anni teneva concerti solistici al pianoforte.
Divenne ben presto un pianista apprezzato internazionalmente, allievo di Beniamino Cesi per il pianoforte e Paolo Serrao per la composizione al Conservatorio di Napoli; di lui tesserono le lodi Anton Rubinstein e Franz Liszt.
Non meno significativa fu la sua attività di direttore d’orchestra.
La sua fama è anche legata al suo impegno per il rinnovamento della cultura musicale italiana; contribuì notevolmente alla diffusione in Italia delle opere di Ludwig van Beethoven, di Robert Schumann, di Johannes Brahms, di Liszt, di Wagner, di César Franck, Vincent d’Indy, Édouard Lalo e di molti altri musicisti europei.
Nel 1880 fu nominato docente al Conservatorio di Napoli, dal 1886 fu direttore del Conservatorio di Bologna, dove ebbe come allievo prediletto il pianista Guido Alberto Fano, per poi ricoprire la stessa carica nuovamente a Napoli dal 1902; tra i suoi allievi si ricorda in particolare modo Ottorino Respighi.
Martucci fu tra i pochi autori italiani del suo tempo a non comporre opere teatrali, questo per evidente reazione al mondo musicale italiano dell’epoca, ancora orientato in modo quasi esclusivo verso il melodramma; ciononostante, Martucci fu tra gli artefici della prima esecuzione in Italia del Tristano e Isotta di Richard Wagner, avvenuta a Bologna nel 1888.
Il 25 maggio 1879 sposa Maria Colella alla quale aveva dedicato “Secondo Capriccio” (composizione: Napoli, 30 marzo 1872), “Prima barcarola” (composizione: 22 agosto 1874), “Sinfonia n. 1 in re minore” (composizione: Bologna, 1º gennaio 1889 – Castiglione dei Pepoli, luglio 1895) e “Sinfonia n. 2 in fa maggiore” (composizione: luglio 1899 – 11 settembre 1904).
La donna rimasta vedova, ottenne una pensione annua di lire 3.000 nel 1910 (Legge 272 del 19 maggio 1910, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 129 di venerdì 3 giugno 1910).
Alcuni degli oggetti e dei documenti a lui appartenuti sono ora conservati al Museo Provinciale Campano, nella sua cittadina natale.

La sua Musica
Il suo stile compositivo risente soprattutto della musica romantica centroeuropea, con punti di riferimento principali in Brahms, Schumann e Wagner, ma ciò non gli impedì di sviluppare tematiche personali, più vicine alla cultura popolare italiana.
In merito a tale dualismo (sinfonismo nordico e cantabilità latina), appare davvero paradigmatico il famoso Notturno in sol bemolle op. 70 (originariamente per piano, poi orchestrato), nel quale è possibile ravvisare una cantabilità crepuscolare e sensuale (benché controllata), la quale – grazie anche al magnifico timbro degli archi – sembra preannunciare alcune celebri melodie di Mascagni, Puccini e Cilea, nonché certe atmosfere mahleriane.
La sua musica ha trovato uno strenuo sostenitore nel celebre direttore d’orchestra Arturo Toscanini, che spesso eseguì nei suoi programmi concertistici i lavori sinfonici di Martucci.
Il compositore Gian Francesco Malipiero, inoltre, dichiarò che fu nella Seconda sinfonia di Martucci che riconobbe l’inizio del rinnovamento della musica non operistica italiana.
Il suo catalogo conta un centinaio scarso di opere, tra cui spiccano l’oratorio Samuel, il romantico ciclo per voce e orchestra La canzone dei ricordi (spesso eseguito negli ultimi anni da Riccardo Muti), due sinfonie, due concerti per pianoforte e orchestra, alcuni brani di musica da camera ed una notevole mole di musica pianistica.
L’intero operato sinfonico di Martucci è stato registrato da Francesco d’Avalos alla direzione della Philharmonia Orchestra

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