Lunedì 11 febbraio al Museo Archeologico Nazionale il Festival del Barocco Napoletano ospita il Gino Giovannelli Trio

Lunedì 11 febbraio 2019, alle ore 18.00, nella Sala del Toro Farnese del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, prosegue la III Edizione del Festival del Barocco Napoletano, rassegna organizzata dal presidente dell’Associazione Festival Barocco Napoletano dott. Massimiliano Cerrito e affidata alla direzione artistica del maestro Giovanni Borrelli.

Protagonista del quarto appuntamento, intitolato “L’arte della variazione e dell’improvvisazione barocca in chiave moderna – Percorsi creativi Jazz da Domenico Scarlatti a Oscar Peterson”, il Gino Giovannelli Trio, formato da Gino Giovannelli (pianoforte), Umberto Lepore (contrabbasso) e Salvatore Rainone (batteria)

In ambito jazzistico, con il termine improvvisazione si identifica, più comunemente, una peculiare pratica musicale consistente nella capacità , talvolta di carattere virtuosistico-circense, di creare melodie estemporanee di eguale efficacia ma alternative a quella precedentemente esposta.
L’ improvvisazione ha però radici ben più antiche ed è intrinsecamente legata alla figura del musicista e alle sue capacità.
Volendo dare una lettura più ampia del fenomeno, per citare Bill Evans, si tratta di “creare un minuto di musica in un minuto di tempo”.
Va da sé che l’improvvisazione non riguarda solo la melodia ma può includere tutti gli ambiti dell’esecuzione.
Prendersi ogni tipo libertà musicale nell’interpretazione di una composizione comporta dunque l’assunzione di molteplici rischi.
Qual è allora il codice che ci permette di comunicare non verbalmente le nostre intenzioni musicali?
La risposta sembra banale ma non lo è: il suono.
Il suono diventa il nostro logos, attraverso il quale diamo e riceviamo tutte le indicazioni necessarie.
E non ci sono gerarchie.
È compito dei musicisti, compito nostro, quello di conferire un’esperienza sonora unica all’ascoltatore. Qualcosa che, letteralmente, non ha mai sentito prima e non sentirà mai più.
E questo è certo, proprio per la natura dell’approccio.
Questo è il programma.
Ma potrebbe accadere qualunque cosa.
(Gino Giovannelli)

Programma

Domenico Scarlatti: Sonata K1 in re minore

Arthur Schwartz: Alone together

Johann Sebastian Bach: Preludio in do minore BWV 847 

Frank Churchill: Someday my prince will come

Domenico Scarlatti – Sonata K466 in fa minore

George Friedrich Händel: Sarabande HWV 437 in re minore

Gino Giovannelli: Un giorno qualunque

Ingresso libero

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