Giovedì 31 gennaio l’Orchestra di Padova e del Veneto, diretta da Fabián Panisello, esegue brani di Ligeti, Schumann-Ravel e Haydn

Dopo il Concerto per violino e orchestra di Ligeti, eseguito nel corso della stagione passata, il prossimo 31 gennaio l’Orchestra di Padova e del Veneto si confronterà con un altro lavoro centrale della produzione del grande compositore ungherese: il Concerto per pianoforte e orchestra, lavoro di ampio respiro completato nel 1988, nel quale, per sua stessa affermazione, Ligeti presenta il suo «credo artistico» nel modo più autentico.

Durante la serata, che si terrà in Auditorium Pollini, alle ore 20.45, verranno eseguiti anche Carnaval di Schumann nella trascrizione per orchestra di Ravel e la Sinfonia n. 101 “L’Orologio” di Joseph Haydn.
La qualità e l’originalità dell’interpretazione saranno assicurate dalla presenza, sul podio, del musicista argentino-spagnolo Fabián Panisello: formatosi alla scuola di Elliott Carter, Franco Donatoni e Peter Eötvös, Panisello è molto richiesto nella sua duplice veste di compositore e direttore d’orchestra, e nel 2016 la sua prima opera Le malentendu ha ricevuto la première a Buenos Aires.

Il Concerto per pianoforte segna l’incontro di Ligeti con i ritmi sovrapposti della musica africana, che vengono fusi con le sue ricerche precedenti sulla musica popolare dell’Est Europa e sulla polifonia occidentale per creare una sorta di macchina selvaggia in cui ad un certo punto – sempre nelle parole del compositore – «l’azione ritmica, troppo complessa per essere seguita in dettaglio, inizia a “decollare”».
L’influenza delle tradizioni musicali non europee si fa sentire, oltre che nel vigore ritmico, anche nel linguaggio armonico «illusorio», che «viene sì creato all’interno del temperamento equabile, ma per qualità sonora non gli appartiene più».
Tutto ciò viene integrato in una struttura complessiva molto rigorosa, fondata su una sorta di geometria immaginaria alla Escher: è il caso del quarto movimento, che prende ispirazione dalla forma matematico-geometrica del frattale.
In questa grandiosa architettura rimane spazio per alcune isole di incanto e sospensione, come il Largo e deserto che può ricordare quei passaggi di Musica Ricercata di Ligeti che compaiono nella colonna sonora del film di Kubrick Eyes Wide Shut”.
Per questo brano l’orchestra dialogherà con un solista d’eccezione della musica contemporanea, il pianista Dimitri Vassilakis.
Formatosi al Conservatorio di Parigi, Vassilakis dal 1992 è uno dei solisti dell’Ensemble Intercontemporain e ha collaborato con numerosissimi compositori tra cui Karlheinz Stockhausen e Luciano Berio.

Il concerto si aprirà con Carnaval, ciclo di brani brevi composto da Schumann, un po’ per gioco, intorno al Carnevale del 1835.
Si tratta di un’opera di grande sperimentalismo che include giochi linguistico-musicali, parodie, omaggi ad altri compositori e riferimenti a maschere come Pierrot, Arlecchino, Colombina, ma anche a Florestano ed Eusebio, i nomi che Schumann dava alle sue due opposte «personalità».
L’orchestrazione di Ravel, realizzata nel 1914 su richiesta del danzatore e coreografo Nižinskij, più che sovrapporre un ulteriore strato di significato, finisce spesso per alleggerire il tessuto originario trasformandolo in qualcosa di più etereo e più adatto alla danza.
Interessante sarà la lettura che ne darà Alessandro Zattarin, sabato 2 Febbraio, alle ore 17.30 in Sala dei Giganti per Lezioni di Sabato.

Il concerto si concluderà con una delle ultime sinfonie di Haydn, la Sinfonia n. 101 “L’Orologio”, che deve il suo appellativo al ticchettio che percorre il movimento Andante.
A Londra, dove si recò negli anni ’90 del ’700 grazie ad un invito dell’impresario Peter Salomon, Haydn poté avere a disposizione musicisti molto migliori di quelli presenti alla corte del suo mecenate austriaco, il principe Nicola Esterházy: fu qui, dunque, che scrisse le sue sinfonie più estese e complesse.
La n. 101 è una di queste sinfonie «londinesi» ed è una delle più raffinate per costruzione: il gioco di rimbalzi motivici, i gesti contrastanti ed i ritmi di danza trascinano l’ascoltatore senza che questi se ne accorga fino al virtuosistico ultimo tempo, in cui tecniche compositive complesse si fondono tra loro con la sapiente leggerezza che è il tratto distintivo della vena creativa di Haydn.

Il concerto sarà anticipato dalla prova generale aperta al pubblico alle ore 10.30 e da una introduzione all’ascolto con i protagonisti della serata alle ore 19.45, sempre in Auditorium Pollini.

La Stagione concertistica è realizzata con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Regione del Veneto, del Comune di Padova e di Fondazione Antonveneta.

Biglietti
53a Stagione concertistica 8-25€
Prove generali 3-8€

In vendita online su www.opvorchestra.it (solo biglietti interi), da una settimana prima del concerto presso Gabbia Dischi (via Dante, 8) e al botteghino dell’Auditorium la sera del concerto dalle ore 20.00.

Info
T. 049 656848-656626
www.opvorchestra.it.

Ufficio Stampa
Studio Pierrepi – Alessandra Canella Padova
Cell: 348-3423647
opvorchestra@studiopierrepi.it
www.studiopierrepi.it

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Giovedì 31 Gennaio 2019, ore 20.45 – Auditorium Pollini di Padova

Orchestra di Padova e del Veneto
Fabián Panisello, Direttore
Dimitri Vassilakis, Pianoforte

Programma

Robert Schumann / Maurice Ravel: Carnaval

György Ligeti: Concerto per pianoforte e orchestra

Joseph Haydn: Sinfonia n. 101 “L’orologio”

Fabián Panisello
Compositore e direttore d’orchestra ispano-argentino, è internazionalmente conosciuto nell’ambito della musica contemporanea per lo straordinario livello del proprio lavoro.
È fondatore e direttore di PluralEnsemble e direttore della Scuola Superiore di Musica “Reina Sofía” e dell’Istituto Internazionale di Musica da camera di Madrid.
Come compositore si è formato con Francisco Kröpfl e Julio Viera a Buenos Aires e con Bogusław Schaeffer al Mozarteum di Salisburgo, dove ha conseguito il Diploma d’eccellenza nel 1993.
Ha completato la sua formazione, tra gli altri, con Elliott Carter, Franco Donatoni, Brian Ferneyhough, Luis de Pablo e Peter Eötvös, ed è stato premiato con il Mozarts Erben della città di Salisburgo e il Premio Iberoamericano de Composición “Rodolfo Halffter”.
È membro dell’Accademia Nazionale Argentina di Belle Arti.
La prima esecuzione della sua opera da camera Le Malentendu, coprodotta da Teatro Colón di Buenos Aires, Festival d’Autunno di Varsavia, Neue Oper Wien e dal Teatros del Canal e Teatro Real di Madrid, è stata acclamata da critica e pubblico.
Attualmente sta lavorando all’opera di teatro musicale multimediale Les Rois Mages, una coproduzione internazionale commissionata dalla Ernest von Siemens Music Foundation attraverso il Centro Superior de Investigación y Promoción de la Música e la Fondazione Universidad Autónoma di Madrid.
Ha ricevuto inoltre commissioni da Orchestra Nazionale di Spagna, Festival di Donaueschingen, Ensemble Modern, Goethe Institut, Orchestra della Comunità di Madrid, BBVA Foundation, Istituto Italiano di Cultura, Alte Oper di Francoforte, Festival Takefu Giappone.
Il suo lavoro è stato riconosciuto e supportato da personalità quali Pierre Boulez, Luciano Berio e Karlheinz Stockhausen.
Con quest’ultimo ha collaborato in due prime esecuzioni mondiali con la Westdeutscher Rundfunk di Colonia e con la Deutsches Symphonie-Orchester di Berlino.
Suoi lavori sono stati eseguiti da artisti quali Pierre Boulez, Peter Eötvös, Susanna Mälkki, Leigh Melrose, Allison Bell, Marco Blaauw e Francesco D’Orazio; da BBC Symphony Orchestra, Deutsches Symphonie-Orchester di Berlino, Orchestra del Mozarteum di Salisburgo, Orquesta Nacional de España, Shanghai Symphony Orchestra, Arditti Quartet e Ensemble Modern, tra molti altri.
Viene invitato dai principali festival di musica contemporanea di tutto il mondo, come Wien Modern, Munich Biennale, Présences, Ars Musica, Ultraschall, Aspekte, Manca e Klangspuren Schwaz.
Recentemente è stato invitato in qualità di direttore e compositore in residenza al Sound Ways Festival di San Pietroburgo, al New Music Week Festival di Shanghai, al Festival Manca di Nizza, al Centro Nacional de las Artes (CENART) in Messico, alla Fundación Baremboim-Said, al Bridges Festival al Konzerthaus di Vienna e all’International Summer Academy del Mozarteum di Salisburgo, tra gli altri.

Dimitri Vassilakis
Nato ad Atene nel 1967, ha cominciato gli studi musicali nella sua città, proseguendo al Conservatoire National Supérieur de Musique a Parigi, in particolare sotto la guida di Gérard Frémy, dove ha vinto il Primo premio nella categoria pianoforte (all’unanimità), musica da camera e accompagnamento pianistico. Si è perfezionato successivamente con Monique Deschaussées e György Sebok.
Dal 1992 è solista dell’Ensemble Intercontemporain.
Tra i compositori con i quali ha collaborato Iannis Xenakis, Luciano Berio, Karlheinz Stockhausen, e György Kurtàg.
La sua registrazione de Le Scorpion di Martin Matalon con il gruppo Percussions de Strasbourg è stata premiata con il “Grand Prix du Disque” 2004 della Charles Cros Academy nella categoria “Miglior registrazione di musica contemporanea”.
È stato invitato in alcuni tra i Festival più prestigiosi a Salisburgo, Edimburgo, Lucerna, Firenze (Maggio Musicale), Varsavia (Autunno Musicale), Ottawa (Chamber Music Festival) e Londra (BBC Proms). Si è esibito in sale quali Filarmonica di Berlino (diretto da Sir Simon Rattle), Carnegie Hall di New York, Royal Festival Hall di Londra, Concertgebouw di Amsterdam, Teatro Colón di Buenos Aires.
Il suo repertorio spazia da Bach alla musica d’oggi e include l’opera pianistica completa di Pierre Boulez e Iannis Xenakis.
Le sue incisioni comprendono, tra gli altri, le Variazioni Goldberg e una selezione dal Clavicembalo ben temperato di Bach (per l’etichetta Quantum), Studi di György Ligeti e Fabián Panisello (Neos) e la prima incisione dell’opera pianistica completa di Boulez (Cybele).
La sua registrazione di Incises (che ha eseguito in prima mondiale) è stata inclusa nel cofanetto dedicato all’integrale della musica di Boulez pubblicato da Deutsche Grammophon.

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