Domenica 27 gennaio a Piano di Sorrento concerto per il Giorno della Memoria con quattro inediti di Robert Alexander

Domenica 27 gennaio, alle ore 17.45, presso il Centro Anziani di Piano di Sorrento (piazza Cota), in occasione del Giorno della Memoria, l’Associazione Aequa 20 propone il concerto della pianista Rosanna Bono che eseguirà brani di Bach, Bach-Busoni, Mozart, Liszt, Wagner-Liszt, Stravinski e, in prima assoluta, quattro pezzi di Robert Alexander, compositore ed organista austriaco di origini ebraiche, morto esule a New York nel 1966.

Programma

J. S. Bach / F. Busoni:
Wachet auf, ruft uns die Stimme
Ich ruf’ zu dir, Herr Jesu Christ, BWV 639

J. S. Bach: Jesus bleibet meine Freude (arr. Myra Hess)

W. A. Mozart
Fantasia in do minore KV 396
Rondo in la minore KV 511
Dodici variazioni in do maggiore sulla canzone francese “Ah, vous dirai-je Maman” KV 265

Robert Alexander: Quattro inediti del 1945
Au jardin d’automne, op. 194
Winter, op. 206 H
The song of Spring, op. 206
Walzer in 100 Takte, op. 206/L

F. Liszt: Sonetto 47 del Petrarca

R. Wagner-F- Liszt: Isolden Liebestod, da “Tristano e Isotta”

I. Stravinskij: Tango

Info:
cuomobenjamin@yahoo.it
cell.: 339 6031725

Robert Alexander
Bambino prodigio, a quattro anni iniziò lo studio del violino e a sei del pianoforte.
Nel 1898 entrò al Cäcilienverein di Vienna studiando con importanti didatti dell’epoca.
Venne scelto come pianista dal violinista Edmund Weiss ed incoraggiato dal soprano Anna Eder a comporre brani di vario genere.
Nel 1914 partì per il fronte della prima guerra mondiale, combattendo per 4 anni, senza mai dimenticare la musica.
Sul fronte russo scrisse la sua “sesta sinfonia” (in realtà le sinfonie erano per pianoforte, probabilmente in attesa dell’orchestrazione), nei Balcani dirigeva spettacoli per la truppa.
Terminata la guerra riprese a comporre ed eseguire suoi brani, soprattutto per organo. Negli anni 30 fu l’organista della Chiesa di S. Agostino.
Purtroppo l’annessione dell’Austria da parte della Germania nazista fu l’inizio di una triste –e tragica – storia che coinvolse la sua famiglia.
Alexander decise, con lungimiranza, di abbandonare l’Austria per l’America dove l’unica figlia Hedy aveva sposato il medico J. Bronitski.
Partì nel 1939 da Genova con la nave Saturnia, ma senza la moglie Anna Jarosch che, disperata, si era suicidata.
In America tra mille difficoltà riprese a suonare, in particolare l’organo della Cattedrale di S. Patrick; si risposò e morì a New York nel 1966.
(Parte delle notizie qui sintetizzate sono state fornite da Jiulius Mattfeld , responsabile all’epoca della biblioteca della CBS, mentre le notizie sulla partenza dall’Europa sono state fornite da Steven Vitto, storico del Museo dell’Olocausto a Washington.)

Si deve a Beniamino Cuomo la “scoperta” della vasta produzione di Alexander che l’ha individuata “digitalizzata” nel sito web del Leo Baeck Institute a New York.
E’ stata certamente una “scoperta” importante al punto che anche il responsabile musicale del citato Museo, Bret Werb, ha espresso meraviglia ed interesse per il lascito del musicista viennese.
Si può dire che certamente si tratta di un dignitoso musicista che, probabilmente a causa della sua adesione agli stilemi del classicismo viennese, venne considerato “antiquato” ed emarginato in un’epoca contraddistinta prima da Strawinski, Bartok, Prokofiev, ed in seguito dalla dodecafonia di Schoenberg, Berg.

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