Giovedì 17 gennaio l’OPV, diretta da Nikolas Nägele, apre il 2019 nel segno di Brahms, Berg e Beethoven

La musica è narrativa: fra i suoi slanci e le sue reticenze, fra i suoi flussi e i suoi silenzi scorrono le grandi tensioni dell’inconscio e della storia.
Ne avremo conferma il prossimo giovedì 17 gennaio, alle 20.45, in Auditorium Pollini, nel corso del primo concerto del 2019 della 53a Stagione dell’Orchestra di Padova e del Veneto, incentrato su alcuni dei lavori più intensi di Beethoven, Brahms e Alban Berg.
Alla direzione ci sarà Nikolas Nägele, giovane direttore d’orchestra tedesco vincitore di diversi premi importanti e attualmente legato alla Deutsche Oper, il più grande teatro d’opera di Berlino, di cui è Kapellmeister dal 2017.

Johannes Brahms aveva solo 26 anni quando scrisse la Serenata n. 2 in la maggiore op. 16, ed era più o meno la prima volta che si cimentava con la composizione orchestrale.
E però la Serenata è un’opera straordinariamente raffinata, ricca di elementi genuinamente brahmsiani (come i riferimenti alla musica popolare, il richiamo all’invenzione melodica di Schubert, il rigore costruttivo mutuato dallo studio di Bach) e particolarissima sul piano timbrico.
Nell’organico della Serenata, infatti, manca la sezione dei violini: una scelta piuttosto rara (c’è il precedente del 6° Concerto Brandenburghese di Bach, e ci sono casi successivi, come la versione originale del Requiem di Fauré).
Questo espediente conferisce un timbro più «scuro» al lavoro di Brahms, e soprattutto gli dà la possibilità di affidare sistematicamente la linea principale ai fiati.

Nella sua autobiografia il compositore Hans Werner Henze, cresciuto in Germania nel periodo in cui gran parte della musica moderna era bandita, racconta di quando, già maturo, ebbe modo di ascoltare per la prima volta una composizione dodecafonica.
“Era musica dolcissima”, scrive: musica in un certo senso veramente «pericolosa» per il regime, perché in grado di muovere gli animi nel profondo.
Quanto la musica della Seconda Scuola Viennese possa essere emozionante lo si può constatare ascoltando la Lyrische Suite per quartetto d’archi di Alban Berg, scritta in un periodo in cui il compositore si tormentava per un amore difficile.
Dietro alla Suite – si è scoperto – c’è un programma dettagliatissimo volto a rappresentare l’alternanza fra momenti di speranza e momenti di disperazione amorosa; ma c’è anche tutto un intrico di procedimenti numerologici, di citazioni, di riferimenti alle iniziali dei nomi di Berg e dell’amata che ne fanno un’opera così densa da meritare più di un ascolto solo.
Nel corso di questo concerto verranno eseguiti tre dei brani della Suite nell’orchestrazione che ne fece lo stesso Berg, su richiesta dell’editore Universal, a seguito del grande successo dell’originale per quartetto.

Ugualmente visuale e narrativa, ma di segno affettivo opposto è la Terza Sinfonia detta “Eroica” di Ludwig van Beethoven.
Concepita inizialmente come omaggio alla figura di Napoleone Bonaparte, che per Beethoven, come per Hegel, incarnava lo spirito del tempo (uno spirito rivoluzionario e democratico), questa sinfonia è una celebrazione della possibilità di un epos del presente: mette in musica la sensazione di vivere nel bel mezzo della storia.
La narrazione, molto cinematografica, avviene in modo non lineare, per flashback e fughe in avanti, fino all’ultimo tempo, un po’ inconsueto, in forma di variazioni: una successione di quadri molto diversi, che fa di questo movimento un tentativo di conciliare, anziché una coppia, una pluralità di opposti – le tensioni e le contraddizioni di un’intera stagione storica.

Il concerto sarà anticipato dalla prova generale aperta al pubblico alle ore 10.30 e da una introduzione all’ascolto con i protagonisti della serata e con il critico musicale Cesare Galla alle ore 19.45 sempre in Auditorium.

La Stagione concertistica è realizzata con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, della Regione del Veneto, del Comune di Padova e di Fondazione Antonveneta.

Biglietti
53a Stagione concertistica: 8-25 €
Prove generali: 3-8 €

In vendita online su www.opvorchestra.it (solo biglietti interi), da una settimana prima del concerto presso Gabbia Dischi (via Dante, 8) e al botteghino dell’Auditorium la sera del concerto dalle ore 20.00.

Info
T. 049 656848-656626
www.opvorchestra.it.

Ufficio Stampa
Studio Pierrepi – Alessandra Canella Padova
Cell: 348-3423647
opvorchestra@studiopierrepi.it
www.studiopierrepi.it

Nikolas Maximilian Nägele
Nato nel 1987 a Radolfzell am Bodensee (Germania), Nikolas Maximilian Nägele si è diplomato in direzione d’orchestra, pianoforte e clarinetto presso la Hochschule für Musik di Monaco e Lipsia.
Attualmente Kapellmeister alla Deutsche Oper di Berlino, dove dirigerà le produzioni di Die Fledermaus, Die Zauberflöte e Il barbiere di Siviglia, il direttore tedesco ha debuttato nel 2017 presso il Festival di Pentecoste di Salisburgo come assistente musicale di Christian Thielemann per la produzione di Die Walküre.
Nel luglio 2017 ha debuttato presso il Festival della Valle d’Itria di Martina Franca con Gianni Schicchi.
Fino al luglio 2017 è stato impegnato anche come pianista e direttore d’orchestra presso l’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino Opera di Firenze.
Nel 2015 ha diretto la produzione di Hänsel and Gretel alla Staatsoper di Hannover.
Vincitore nel 2013 del prestigioso premio “Aspen Festival Conducting Prize” e nel 2012 del premio “James Conlon Conducting Prize”, ha lavorato come direttore assistente del suo mentore Roberto Spano presso l’Aspen Music Festival.
Nel 2014 ha debuttato negli Stati Uniti sul podio della Aspen Philharmonic Orchestra dirigendo la VIII Sinfonia di Dvořák e il Concerto per pianoforte in Sol Maggiore di Ravel. È risultato inoltre finalista alla seconda edizione della “International Sir Georg Solti Conducting Competition” della Chicago Symphony Orchestra.
Ancora studente ha lavorato come maestro di cappella e ripetitore presso il Teatro statale di Oldenburg (2013/15), dove ha avuto modo di dirigere produzioni quali Il barbiere di Siviglia, La Dame Blanche e Carmina Burana.

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