I “Vespri d’organo” 2018 chiudono in grande stile con il concerto del maestro Walter d’Arcangelo ospite dell’appuntamento congiunto fra l’Associazione Trabaci ed Area Arte Associazione

L’ultimo concerto dei “Vespri d’organo”, nato dalla collaborazione fra l’Associazione Trabaci, che organizza la rassegna, presieduta dal maestro Mauro Castaldo, e Area Arte Associazione, ha ospitato l’organista abruzzese Walter d’Arcangelo, che si è confrontato con un repertorio compreso fra Seicento e prima metà del Novecento.
La serata ha avuto inizio con il Preludio in sol minore BuxWV 163 ed il Preludio corale In Dulci Jubilo BuxWV 197 di Dietrich Buxtehude (1637–1707), danese di nascita ma tedesco di adozione, grande virtuoso della tastiera e fra i maggiori compositori di musica organistica di tutti i tempi.
Non a caso nel 1705 Bach, all’epoca ventenne, per conoscerlo (e per carpirne i segreti del mestiere), affrontò un viaggio di oltre 400 chilometri, distanza che intercorreva tra Arnstadt, dove lavorava, e Lubecca, città nella quale Buxtehude ricopriva il ruolo di organista titolare della Marienkirche.
Il concerto proseguiva proprio con Johann Sebastian Bach (1685-1750) del quale sono stati eseguiti la Sinfonia di apertura della cantata “Wir danken dir, Gott wir danken dir” BWV 29, scritta nel 1731 a Lipsia in occasione dell’inaugurazione del nuovo consiglio municipale, il Preludio al corale Liebster Jesu,wir sind hier BWV 731, concepito per il tempo di Pentecoste e una Fuga sul Magnificat BWV 733.
Era quindi la volta di Marco Enrico Bossi (1861-1925), uno dei pochi compositori italiani ad aver fornito un significativo contributo alla letteratura organistica mondiale, a cavallo fra la fine dell’Ottocento e gli albori del Novecento.
Due i brani eseguiti, entrambi dall’op. 104, pubblicata nel 1895, Redemption (n. 5) e la celebre Ave Maria (n. 2), che traduce in musica l’omonima preghiera in modo mirabilmente suggestivo.
A seguire si ritornava al repertorio tedesco con la Sonata in do minore n. 2 dall’op. 65, raccolta consistente in sei brani, frutto di una richiesta della casa editrice inglese Coventry & Hollier, e da questa data alle stampe nel 1845.
In effetti, almeno inizialmente, i britannici desideravano che Mendelssohn scrivesse una serie di voluntary (genere tipicamente inglese), mentre l’autore preferì utilizzare come fermo punto di riferimento i corali di Bach, ai quali aggiunse una impronta personale.
Rimanendo sempre in Germania, si passava al poco conosciuto Otto Dienel (1839-1905) ed al suo preludio al corale Wer nur den lieben Gott op. 52, tratto dai 43 Choralvorspiele, op. 52,  pubblicati postumi nel 1910.
Ultimi due pezzi in programma l’Elevazione in re minore, dal carattere fortemente operistico, di Felice Moretti, meglio noto come Padre Davide da Bergamo (1791-1863), ai suoi tempi richiestissimo organista e collaudatore di organi e la Fantasie “Een Vaste Burg is onze God” dell’olandese Jan Zwart (1877-1937), basata sul celeberrimo corale Ein feste Burg ist unser Gott, il cui motivo venne concepito da Lutero in persona.
Riguardo all’interprete, Walter d’Arcangelo ha proposto un programma molto interessante, adatto a mettere in evidenza la sua notevole versatilità, abbinata ad una grande solidità esecutiva e ad un’immediata dimestichezza nei confronti dello strumento, nonostante il poco tempo avuto per provarlo, conquistando gli spettatori,  purtroppo ancora pochi, a dispetto della continuità di una rassegna che si appresta a raggiungere il tredicesimo anno di attività.
Anche per tale motivo, dalla prossima stagione, la Messa vespertina che precede il concerto sarà accompagnata dall’organista ospite, in modo da cercare di coinvolgere i fedeli già presenti in chiesa.
L’augurio conclusivo è che questa innovazione possa raggiungere l’obiettivo di aumentare il novero degli appassionati, nell’ambito di una rassegna praticamente unica in città, che ha portato a Napoli (ancor meglio nel quartiere Vomero), artisti di caratura internazionale, favorevolmente impressionati dalla presenza dell’organo Mascioni op. 1072, uno dei migliori strumenti presenti in città.

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