Al Teatro Sannazaro il suono limpido della violoncellista Sol Gabetta al suo esordio a Napoli

Foto Giancarlo De Luca

Il quarto appuntamento della stagione dell’Associazione Alessandro Scarlatti ha ospitato la violoncellista argentina di fama internazionale Sol Gabetta, accompagnata dal pianista francese Bertrand Chamayou.
Il concerto ha avuto inizio con i Fünf Stücke im Volkston, op. 102 di Robert Schumann (1810–1856), scritti nel 1849 durante la sua permanenza a Dresda e dedicati all’amico violoncellista Andreas Grabau, attivo a Lipsia, rientrano in un repertorio destinato all’intrattenimento salottiero.
Si passava quindi alla Sonata in do maggiore op. 65 di Benjamin Britten (1913–1976), completata nel 1961, che segnò l’inizio di una lunga collaborazione con Mstislav Rostropovich.
Non a caso la “prima”, avvenuta durante lo stesso anno al Festival di Aldeburgh, fu eseguita dal solista russo, accompagnato al pianoforte dal compositore britannico.
Britten volle corredare ogni movimento con una breve descrizione, che aiuta a comprendere meglio un brano decisamente moderno, che evidenzia la sua abilità compositiva.
Un breve intervallo ha preceduto la seconda parte, interamente rivolta alla Sonata in sol minore, op. 19 di Sergej Rachmaninov (1873-1943), terminata nel 1901, che segnò la definitiva uscita dell’autore russo dal lunghissimo stato di depressione, con relativo blocco compositivo, causato dall’insuccesso ottenuto nel 1897 dalla sua Sinfonia n. 1.
Creata soltanto pochi mesi dopo il celeberrimo Concerto per pianoforte ed orchestra n. 2, il pezzo esordì a Mosca a inizio dicembre, con l’autore al pianoforte e il talentuoso Anatoliy Brandukov, dedicatario del brano, al violoncello.
Rachmaninov, volendo sottolineare l’equilibrio da lui concepito fra i due strumenti, tese sempre a definire questo suo pezzo Sonata per violoncello e pianoforte e non, genericamente, Sonata per violoncello.
Venendo agli interpreti, tutta l’attenzione era puntata su Sol Gabetta, che attualmente rappresenta una delle violoncelliste più note e acclamate in ambito internazionale.
Una fama guadagnata meritatamente perché, non lo scopriamo certo noi, siamo di fronte ad un grande talento che, a nostro avviso, presenta un approccio abbastanza particolare con il brano da eseguire.
Ci sono artisti che si appropriano di un pezzo e poi lo re-interpretano secondo un gusto personale, cercando anche di fare presa sugli spettatori (parliamo naturalmente sempre di interpreti di altissimo livello).
La Gabetta invece assorbe la partitura, analizzandola nelle sue sfaccettature più recondite, e la restituisce all’ascoltatore in modo rigoroso, facendo così da tramite fra l’autore ed il pubblico.
Un modo che, probabilmente, non incontra favori unanimi, perché talora si può incorrere in una mancanza di pathos, ma con il programma proposto, appartenente al repertorio di tre grandissimi autori, Sol Gabetta ha saputo descrivere uno Schumann che utilizzava tematiche popolari in modo estremamente colto, un Britten, a tratti algido, di difficile ascolto e di grande sostanza, e un Rachmaninov pervaso da un romanticismo non stucchevole.
Inutile sottolineare, forse, che in tutti e tre i casi, grazie ad una nitidezza del suono e ad una precisione straordinaria, il risultato complessivo è stato notevolissimo, e abbiamo avuto quasi l’impressione che ad assistere al concerto ci fossero anche i compositori, evocati dalle loro musiche.
Fatte queste considerazioni su un’artista di caratura mondiale, che era giustamente attesissima, capace di riempire il Teatro Sannazaro in ogni ordine di posto, qualche parola va spesa anche per il pianista Bertrand Chamayou, che spesso suona in duo con la Gabetta, autore di una prova di altissimo livello, dove ha evidenziato notevole bravura e affiatamento perfetto von la violoncellista.
Pubblico entusiasta, che ha chiesto il bis, ottenendone due, entrambi tratti dalla Suite popolare di Manuel de Falla, a conclusione di un concerto con il quale Sol Gabetta ha ottimamente esordito a Napoli, per cui l’augurio finale è quello di poter riascoltare la violoncellista, non solo in ambito cameristico, ma anche insieme ad un’orchestra.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Recensioni concerti e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.