Emanuele Barbella: Six Violin Sonatas – Vincenzo Bianco e Musica Perduta interpretano la musica da camera del compositore napoletano

Nell’anno del terzo centenario dalla nascita del violinista e compositore Emanuele Barbella (1718-1777), non molte sono state le iniziative di valore volte a celebrare o rendere noto al grande pubblico la musica di uno dei tanti compositori che portò avanti quella particolare caratteristica di scrittura e didattica di composizione nota come scuola napoletana.
Sicuramente è da segnalare il cd uscito da poco nei migliori stores per la OMK-Da Vinci Classics, opera di gran valore culturale e pregio interpretativo, frutto della collaborazione del violinista Vincenzo Bianco, specializzato nel repertorio barocco, con il gruppo di musica antica Musica Perduta, portato avanti da tempo dal violoncellista Renato Criscuolo, interprete e studioso appassionato.
Barbella, pur essendo un compositore noto soprattutto ad un gruppo di musicofili ed amanti del Barocco Napoletano, fu un autore affermato nell’epoca in cui visse ed un violinista di talento.
Allievo di Pasquale Bini , venne iniziato dal maestro alla scuola tartiniana ed ebbe grande influenza sia su di un certo approccio al violino nel seno della scuola partenopea, sia sui compositori di aria francese.
Inoltre l’aver collaborato con un gruppo di musici protetti da Lord Hamilton gli diede certamente la possibilità prendere contatti e di esibirsi nella maggiori corti europee.
Il progetto discografico comprende l’incisione di sei sonate inedite del maestro napoletano, studiate dal violinista Vincenzo Bianco direttamente da un manoscritto e proposte in una versione filologica.
La formazione di Musica Perduta è composta per l’occasione dal violoncellista Renato Criscuolo, dal clavicembalista Alberto Bagnai e dallo stesso Vincenzo Bianco in qualità di violinista; il gruppo ha lavorato più volte assieme in formazioni diverse ed anche in questa occasione ha rivelato un ottimo affiatamento e grande professionalità.
Riguardo alla partitura molto ci sarebbe da scrivere e, al proposito, le note contenute nel libretto del cd, scritte dal M° Bianco, sono certamente esaurienti ed hanno il pregio di incuriosire il lettore stimolandolo ad approfondire la storia dei tempi di Barbella.
Un’unica considerazione va fatta, sulla forma adottata dal compositore, lo schema A , A1 , B presente in tutte le composizioni e che permette all’autore di donare grande fluidità alla scrittura, creando quella forma ancora tutta cameristica che non cerca mai un forte contrasto tematico, indugiando piuttosto verso un plastico e malinconico succedersi delle sezioni e dei temi .
Delle sei sonate sicuramente spicca per interesse strumentale la seconda in Fa Maggiore, per quanto la bellezza dei temi non sia all’altezza dello sviluppo e della ricerca di un uso del violino più solistico e moderno .
Di grande fascino è il terzo tempo della sonata in Re Maggiore, quasi una tarantella, che porta come indicazione “alla napolitana sul far di Pulcinella” .
La freschezza tematica si unisce con l’uso disinvolto e colto del contrappunto, chiudendo la forma con un movimento di grande efficacia ma mai banale .
Di grande equilibrio e forte di un solido impianto compositivo è anche la sesta sonata, il primo tempo è brillante e ben concepito, il secondo si caratterizza per la cantabilità tematica ed il terzo che porta la dicitura “alla francese”, nel dialogare contrappuntistico tra gli strumenti e la scrittura sempre in bilico tra rigore e dolcezze delle melodie, lascia un piacevole ricordo di tutta la struttura.
In ultima analisi il giudizio su Barbella compositore è certamente positivo, in quanto l’autore dimostra una profonda conoscenza dei mezzi tecnici ed un mestiere ricco di possibilità; l’ascolto non risulta mai ostico, piuttosto si è spesso colpiti dalla dolcezza delle linee melodiche e di alcune soluzioni armoniche .
L’ensemble affronta i pezzi con sicurezza e grande espressività, dimostrando grande affiatamento nel suono d’assieme ed una rara capacità di cogliere i punti di forza dei pezzi nello sviluppare eventuali decisioni interpretative.
Il lavoro si presenta così molto ben confezionato (anche alcune scelte nella grafica dimostrano un senso di eleganza ed equilibrio in linea con il progetto musicale) e getta luce su di un compositore meno noto dei tanti grandi nomi a lui contemporanei seppure egualmente partecipe di quella stagione unica della musica, e dell’arte più in generale, che fu la tanto acclamata ed ancora poco approfondita Scuola Napoletana.

(recensione a cura del maestro Ferdinando de Martino)

Questa voce è stata pubblicata in Recensioni Cd e Sacd e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.