Pietro Mascellino inaugura la quarta edizione dell’Ottobre Organistico Francescano confermando tutto il suo talento

Foto Fulvio Calzolaio

La quarta edizione dell’Ottobre Organistico Francescano, rassegna organizzata dall’Associazione Organistica “Giovanni Maria Trabaci”, in collaborazione con i Frati Minori Conventuali della chiesa dell’Immacolata al Vomero, ha portato nuovamente alla ribalta Pietro Mascellino, organista della chiesa dei Santi Cosma e Damiano di Vairano Scalo (Ce).
Questa volta il giovane talento del 1992, nativo di Capua, ha focalizzato la sua attenzione su un monumento bachiano la partita corale Sei gegrüsset, Jesu gütig BWV 768 (Salute a te, Gesù buono), formata da un tema e undici variazioni, risalente al periodo giovanile del sommo autore che, presumibilmente, lo scrisse in varie riprese.
Il motivo di partenza era contenuto nel Neu Leipziger Gesangbuch (nuovo innario di Lipsia), dato alle stampe nel 1682 dall’accademico luterano Gottfried Vopelius (1645-1715), che comprendeva sia suoi lavori originali, sia pagine, come in questo caso, tratte da una precedente raccolta del compositore Johann Hermann Schein (1586–1630).
Secondo pezzo in programma, una Polonese dell’emiliano Antonio Diana (1815-1876), di stampo tipicamente operistico.
Diana è noto esclusivamente per aver pubblicato, con l’editore Ricordi, il volume dal titolo Raccolta di composizioni per organo d’ogni genere, datato 1862 e diviso in due parti (una dedicata all’organo “semplice” e l’altra rivolta all’organo “moderno”), con una terza, che doveva trattare dell’organo “corale”, mai portata a termine per la morte prematura dell’autore (anche se c’è chi pensa che dietro Diana si celasse addirittura Giuseppe Verdi).
Un salto nel Novecento con il movimento centrale (Ruhig bewegt) della Sonata n. 2 di Paul Hindemith (1895-1963), fra i rari contributi del compositore tedesco alla letteratura organistica, al contrario del francese Théodore Dubois (1837–1924).
A quest’ultimo, musicista vincitore del Prix de Rome nel 1861 e fra l’altro autore di un “Trattato d’armonia teorica e pratica” ancora oggi di grande validità, è stata dedicata la chiusura del concerto, con la famosa Toccata in sol maggiore, tratta dalla raccolta “Douze pièces pour orgue” (1886).
Per quanto riguarda l’interprete, Pietro Mascellino si è confermato organista di grande talento e molto versatile, sulla strada giusta per raggiungere una completa maturazione, avendo in questo un valido appoggio nella figura del suo docente Mauro Castaldo, che certamente saprà ben indirizzarlo anche in futuro.
In conclusione un concerto che ha inaugurato nel migliore dei modi la quarta edizione dell’Ottobre Organistico Francescano.

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