Sabato 29 settembre il duo formato dal baritono Antonio Sarnelli de Sylva e dal pianista Paolo Scibilia ospite dell’Antola Festival

Sabato 29 settembre 2018, alle ore 21.00, nella Villa Borzino di Busalla (GE), nell’ambito dell’Antola Festival – Suoni sull’Appennino Ligure, concerto del duo formato da Antonio Sarnelli de Sylva (baritono) e Paolo Scibilia (pianoforte).

Programma

F. P. Tosti
Ideale
’A vucchella
L’ultima canzone

R. Leoncavallo: Mattinata

S. Gastaldon: Musica proibita

V. Bellini: “Vaga luna”

G. Verdi: Di Provenza il mar, il suol (da “Traviata”)

G. Donizetti
“Bella sì come un angelo” (“Don Pasquale”)
“Cruda funesta smania” (da “Lucia di Lammermoor”)

G. Bizet: Aria del Toreador (da “Carmen”)

S. Cardillo-R. Cordiferro: Core ’ngrato

E. Di Capua-G. Russo: I’ te vurria vasà

E. De Curtis-L. Bovio: Tu ca nun chiagne

Ingresso libero

Organizzazione Musicamica: http://www.musicamica.it/wp/
Parco Antola: http://www.parcoantola.it/

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Antonio Sarnelli de Sylva – baritono
Napoletano, si è formato sotto la guida del soprano Carmen Lucchetti.
E’ vincitore di numerosi concorsi nazionali ed internazionali.
Svolge intensa attività artistica in Italia e all’estero (Germania, Svizzera, Grecia, Ungheria, Romania Stati Uniti), in campo operistico (Opera di Craiova, Cebocsari, Livov, Timisoara, Opera di Roma…), cameristico, liederistico e come promotore di musica moderna e contemporanea.
Ospite straordinario e rappresentante del “Bel canto” italiano in Germania (“Elbang Festival” di Dresda), Romania (Museo – Casa Memoriale “Gheorghe Enescu”).
Ha sostenuto ruoli ed Opere di Puccini (Ping – Turandot, Scarpia – Tosca, Marcello – Bohème, Schicchi – Gianni Schicchi, Console – Butterfly); Rossini (Figaro – Barbiere di Siviglia); Mascagni (Alfio – Cavalleria Rusticana); Verdi (Rigoletto, Germont – Traviata, Renato – Un Ballo in Maschera); Donizetti (Dott. Malatesta – Don Pasquale, Enrico – Lucia di Lammermoor); Marzano (I Normanni a Salerno); Pergolesi (Il maestro di musica, Livietta e Tracollo); Mozart (Bastiano e Bastiana); Jommelli (Don Trastullo); e come protagonista di Opere contemporanee.

Paolo Scibilia
Pianista, music-promoter e direttore.
Studia pianoforte a Napoli.
Diplomato col massimo dei voti nel 1988, si perfeziona con Sergio Fiorentino, György Sándor, Peter Rosel, Dan Grigore e presso l’Accademia Pianistica di Imola. Vince la borsa di studio dal governo italiano, perfezionandosi presso la prima “Scuola di Alto Perfezionamento Musicale” della Comunità Europea (Saluzzo – Torino), con Alexander Lonquich e Jean Fassina, e all’Accademia di Musica di Zagabria (Croazia) con Vladimir Krpan (allievo prediletto di A. B. Michelangeli).
Ha eseguito più di 500 concerti. Musica da camera: “Belle Epoque Ensemble”, Trio Caruso-Darclèe.
Accompagnatore di prime voci: Blazenka Milic (Opera Croazia), J. Lesaja (Opera Slovena), K. Eickstaedt (Opera Munchen), Michael Aspinal – sopranista e Avon Stuart – baritono spiritual.
Solista in orchestra: Moldova Radio – Tv, Tirana Radio-Tv, Conservatorio di Mosca, Filarmonica di Chernivsky ed Ivano Frankivsk (Ucraina).
E’ laureato col massimo dei voti in “Musica, Scienze e Tecnologia del Suono”, con la tesi “Il talento del Pianista” (la tecnica pianistica, secondo i principi di F. M. Alexander e R. Thiberge).
E’ titolare della cattedra di Pianoforte presso gli Istituti Secondari Statali di Primo Grado.
Tiene masterclass all’estero sui “Fondamenti Tecnici della Scuola Pianistica Napoletana” e Tecnica “Alexander”.
E’ presidente della “Società dei Concerti di Sorrento e dell’ “A.Gi.Mus” – Sez. di Napoli. Consulente musicale della Società dei Concerti di Cosenza ed enti pubblici. Direttore artistico di festival internazionali a Napoli, Sorrento, Amalfi, Positano, Cosenza (Teatro Rendano) ed all’estero.
Si dedica attivamente alla promozione di prestigiose orchestre, ensemble da camera, artisti e solisti italiani e stranieri.

Villa Borzino
La costruzione fu progettata dall’architetto Giuseppe Crosa di Vergagni per conto dell’onorevole Emilio Borzino – personalità nota nell’ambiente economico e politico genovese – e i lavori per la sua edificazione furono intrapresi nel 1919.
Subì tra il 1927 e il 1936 nuovi lavori di ampliamento che portarono la struttura all’attuale aspetto in stile seicentesco genovese.
La villa, di proprietà comunale dal 1972, è circondata da un parco ricco di alberi con viali, siepi di bosco e un bellissimo ninfeo.
L’edificio è sede dell’Ente Parco Antola e di numerose associazioni culturali oltre che, fino alla sua soppressione, della Comunità montana Alta Valle Scrivia.
E’ circondato da un ampio parco, oggi in parte ridimensionato da lottizzazioni risalenti agli anni ‘70 del Novecento.
Nella parte alta il parco ha oggi riassunto un aspetto prevalentemente naturalistico mentre nella zona compresa tra l’accesso e la villa presenta ancora l’originario assetto connotato da viali con siepi.
L’accesso pedonale al complesso è caratterizzato da una splendida grotta a ninfeo decorata da una tessitura musiva contenente pietre pregiate, conchiglie, coralli, tessere vitree, copia perfetta del ninfeo di villa Sauli a Genova.
Le stanze sono oltre cinquanta: dal seminterrato, in cui erano sistemate le cucine, la lavanderia e le cantine, al piano terra, con la sala da pranzo, lo studio, la biblioteca e varie stanze di rappresentanza, per finire all’ambiente a pianta ovale posto all’interno della torre.
Belli e d’effetto gli arredi interni, progettati dallo stesso architetto.
Al piano terra e al primo piano, pur bisognosi di interventi di conservazione e restauro, restano gli splendidi pavimenti in lastre di marmo intarsiate e in graniglia alla genovese e mosaici, le porte ed infissi, i camini in ardesia e marmo, le decorazioni dipinte a trompe l’oeil, quelle in stucco e lignee, il vano scala con una complessa ringhiera in ferro battuto, alcuni pezzi di mobilio, i bagni piastrellati con formelle dipinte a mano e arredati con ceramiche ancora integre e, perfettamente intatto, lo splendido studio di Borzino.
Bei pavimenti in graniglia ma nessun apparato decorativo, invece, al secondo piano, destinato ad usi più funzionali e meno rappresentativi, eccezion fatta per l’interno della torre.

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