Martedì 25 settembre a Padova ultimo appuntamento con la rassegna di musica sacra “In principio”

Dopo i primi due fortunati appuntamenti si conclude, martedì 25 settembre, alle ore 21, nella Chiesa di Santa Maria dei Servi a Padova, la rassegna “In principio”, con un ricco programma che vedrà protagonista la figura di Arvo Pärt, portavoce di una speciale e personalissima scrittura minimalista anche nella sua produzione di musica sacra.
E proprio l’architettura della Chiesa di Santa Maria dei Servi rappresenta il luogo ideale per ascoltare e immergersi nelle opere del compositore estone che, più che un musicista di chiesa, si definisce «un musicista dell’acustica della chiesa».

L’Orchestra di Padova e del Veneto, guidata dal Maestro Fabio Sperandio, aprirà il concerto con la prima esecuzione italiana di In spe, composizione del 2010 per quintetto di fiati e orchestra d’archi, in cui minimalismo equivale a una riscoperta di essenzialità e purezza del gesto musicale, colto nella sua carica espressiva più arcaica e spoglia, davvero fuori del tempo.
Dalle atmosfere sonore contemporanee si passerà al mondo apollineo di Franz Schubert, di cui verranno proposti Tre Offertoria, interpretati dal giovane e talentuoso soprano Sara Fanin: al “Totus in corde langueo” op. 46 con il canto del clarinetto che si rincorre e si intreccia alla voce solista, seguiranno due dei sette Salve Regina scritti dal compositore nel corso della sua breve vita, rispettivamente l’op. 47 e l’op. 153, ultimata a distanza di quattro anni dalla precedente e venata, nello tipico stile del genio viennese, di grazia e melanconia.
Dopo Schubert sarà la volta dell’Incarnatus est, uno dei momenti più delicati ed estatici della Messa in do minore K 427 di W. A. Mozart, ancora una volta affidato all’interpretazione di Sara Fanin.

Il concerto terminerà, infine, con l’esecuzione di Fratres, celebre pagina di Arvo Pärt composta alla fine degli anni Settanta e rivista più volte in svariate versioni per diversi organici.
Nel brano si condensa e trova una forma compiuta quel particolare linguaggio musicale fondato sui “tintinnabuli” che caratterizza tanta parte del lavoro del compositore: la “tintinnabulatio”, afferma Pärt, «è uno spazio entro il quale mi muovo talvolta quando sono alla ricerca di risposte – per la mia vita, la mia musica, il mio lavoro. Nelle mie ore buie, ho la netta sensazione che tutto ciò che si trova al di fuori di quest’unica cosa sia privo di significato».

Ingresso libero e gratuito

L’attività dell’Orchestra di Padova e del Veneto è realizzata grazie al sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, della Regione del Veneto e del Comune di Padova.

Media partner: La Difesa del Popolo
La rassegna di musica sacra “In principio” è realizzata in collaborazione con la Diocesi di Padova
.

Info
T 049 656848 • 656626
info@opvorchestra.it
www.opvorchestra.it

Ufficio Stampa OPV
Studio Pierrepi
Alessandra Canella
348-3423647
opvorchestra@studiopierrepi.it
www.studiopierrepi.it

Ufficio Stampa Diocesi di Padova
Sara Melchiori
347 3367977
ufficiostampa@diocesipadova.it
http://ufficiostampa.diocesipadova.it

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Fabio Sperandio, direttore
Fabio Sperandio, nato a Pordenone da una famiglia di musicisti, si diploma a Modena in violino con il massimo dei voti e la lode e si perfeziona con Salvatore Accardo e con Ana Chumachenco a Monaco di Baviera.
Influenzato dalla personalità carismatica di direttori come C. M. Giulini, R. Muti, al fianco dei quali ha collaborato come primo violino, sviluppa fin da giovane una forte passione per la direzione d’ orchestra.
Compie studi di composizione e direzione specializzandosi nel repertorio contemporaneo a Lugano presso il Conservatorio della Svizzera italiana.
Apprezzato da molti direttori come Piero Bellugi, Donato Renzetti, Arturo Tamayo, suo mentore per il repertorio contemporaneo, è considerato un direttore dalla gestualità bella, morbida e chiara, elegante e autorevole, di ottima corrispondenza col contesto musicale come ha voluto definirlo Alberto Zedda.
Dopo il debutto a Berlino per MärzMusik2013 in un brano di B. Ferneyhough per grande orchestra con la Konzerthaus Orchester, è regolarmente presente in festival come MITO, Angelica e il Cantiere di Montepulciano.
Ha fondato nel 2012, Ensemble Zipangu, orchestra d’archi con la quale si è fatto promotore della musica del nostro tempo curando anche prime esecuzioni mondiali di autori emergenti.
Sensibile alla diffusione del repertorio contemporaneo anche tra i giovanissimi, in sinergia con il DAMS di Bologna, la Filarmonica del Teatro Comunale, i Conservatori di Padova e Bologna, la Scuola di Musica Antica di Assisi ha curato un progetto sul Pollicino di Werner Henze che ha ottenuto una nota di merito al Premio Abbado per la scuola.
Nel 2017 è stato invitato a chiudere il Festival Bologna Modern#2 con un concerto monografico per gli ottanta anni di Azio Corghi, apprezzato notevolmente dalla critica, con il soprano Laura Catrani e il pianista Maurizio Baglini e il 2018 lo vedrà impegnato con la Roma3 Orchestra oltre che in alcune tournée in Turchia e Israele.
Nell’ambito del teatro musicale dirigerà Histoire du Soldat per la stagione del Teatro Verdi di Pordenone nella versione originale con la regia di Gianni Farina e la compagnia Menoventi e a Mantova l’opera di Paola Samoggia 20Dollars dedicata al premio Nobel per la pace Muhammad Yunus.

Sara Fanin, soprano
Nata a Padova, Sara Fanin si è diplomata in canto a soli 23 anni con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio Statale di Musica “C. Pollini” di Padova, seguita da Cosetta Tosetti.
Ha in seguito perfezionato lo studio del canto con William Matteuzzi, Elizabeth Norberg-Schulz e Antonella Pianezzola, e ha partecipato attivamente a masterclass con importanti interpreti e direttori d’orchestra, tra cui Sara Mingardo, Mara Zampieri, M. Emiliano Facchinetti, Mariella Devia, Mietta Sighele, Luciana Serra, M. Nahel Al Halabi, Josef Wallnig (Universität Mozarteum, Salzburg). Attualmente frequenta il biennio di perfezionamento in canto presso il Conservatorio Statale di Musica “Benedetto Marcello” di Venezia sotto la guida di Stefano Gibellato.
Terza classificata al Concorso Internazionale di canto “Voci nuove per Volterra”, Sara ha cantato presso la Daegu Opera House in Corea del Sud (Le nozze di Figaro di W. A. Mozart, Susanna), il Teatro alla Scala di Milano (Il ratto dal serraglio per i bambini di W. A. Mozart, Bionda), il Teatro Malibran (Fondazione “Teatro La Fenice”) di Venezia (Giulietta e Romeo di N. Zingarelli, Matilde), il Teatro Olimpico di Vicenza (La cambiale di matrimonio di G. Rossini, Clarina), il Teatro Comunale Mario Del Monaco di Treviso (Atlas 101 di G. Mancuso, Maria; La Cecchina, ossia la buona figliuola di N. Piccinini, Il Cavaliere Armidoro) e il Teatro Persio Flacco di Volterra (Rigoletto di G. Verdi, Gilda). Ha partecipato come solista a più concerti all’interno della manifestazione internazionale Festival Galuppi di Venezia, al “Concerto per le sacre ceneri – Giovanni Gabrieli e l’Europa” (organizzato in collaborazione con la Fondazione “Teatro La Fenice” di Venezia) ed al 130° anniversario de Il Gazzettino, alla presenza del Presidente della Repubblica italiana.
Svolge regolarmente attività concertistica in Italia e all’estero, spaziando dal repertorio operistico, sacro e cameristico antico e barocco a quello lirico, moderno e contemporaneo.

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