Lunedì 24 settembre doppio appuntamento al Bologna Festival nel segno di Luciano Berio

Luciano Berio (foto Universal Edition Eric Marinistsch)

Lunedì 24 settembre, con un doppio appuntamento, prosegue il ciclo di concerti e conferenze “Omaggio a Berio” nell’ambito del Bologna Festival.
Alle ore 18.30, all’Oratorio di San Filippo Neri, vengono proiettati alcuni estratti dalla serie di programmi ideati da Luciano Berio per la RAI negli anni Settanta, “C’è Musica & Musica”.
Commenta la proiezione il critico musicale Enzo Restagno.

A seguire, alle ore 20.30, sempre all’Oratorio di San Filippo Neri, il Quartetto Prometeo propone pagine per quartetto d’archi di Berio, Stravinskij e Berg, due compositori di riferimento per lo stesso Berio.
Sul palcoscenico dell’Oratorio dei Filippini per questo concerto c’è anche il flautista Mattia Petrilli, impegnato nell’esecuzione della ardua Sequenza I per flauto, una delle pagine più conosciute del compositore.
Così Berio descrive la sua Sequenza per flauto: “La durata di ciascuna nota dipenderà dal valore che l’esecutore vorrà conferirle nel contesto delle costanti quantità di spazio, corrispondenti a costanti pulsazioni di metronomo”.

Rete Toscana Classica, media partner del ciclo “Omaggio a Berio”, il 2 dicembre ore 20.30 trasmetterà il concerto in differita su www.retetoscanaclassica.it.

Vendita biglietti:
online su www.bolognafestival.it oppure un’ora prima dell’inizio del concerto all’Oratorio di San Filippo Neri
.

Ingresso libero alla conferenza “C’è Musica & Musica”.

Informazioni:
Bologna Festival 051 6493397
www.bolognafestival.it

Ufficio Stampa Bologna Festival
Paola Soffià
tel. 051 6493397
cell. 328 7076143
stampa@bolognafestival.it

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Lunedì 24 settembre, ore 18.30 – Oratorio di San Filippo Neri
“C’è musica & musica”
proiezione di estratti dalle trasmissioni RAI del 1972, a cura di Enzo Restagno

Polifonia di opinioni diverse, in cui Berio coinvolse musicisti come Pierre Boulez, György Ligeti, Bruno Maderna e Luigi Nono, i dodici programmi ideati nel 1972 per la RAI sono, nelle parole stesse dell’autore, «una cronaca, un divertimento e più spesso una meditazione sul quel processo sempre aperto che è l’espressione, l’esecuzione, la creazione e la ricerca musicale in genere».
Risulta illuminante, anche ora, quella sua capacità di restituire la “sostanza morale e spirituale del lavoro musicale”.

Ingresso libero

Lunedì 24 settembre ore 20.30 – Oratorio di San Filippo Neri
Quartetto Prometeo
Mattia Petrilli flauto

Programma

Igor Stravinskij: Tre Pezzi per quartetto d’archi

Luciano Berio
Sincronie per quartetto d’archi
Sequenza I per flauto
Les mots sont allés recitativo per violoncello solo

Alban Berg: Quartetto per archi op.3

Nel ciclo “Omaggio a Berio” vengono presentati una serie di programmi cameristici appositamente definiti in modo da restituire la varietà e la tensione intellettuale della ricerca compositiva di Berio.
Il flautista Mattia Petrilli si cimenta con la virtuosistica Sequenza I mentre il Quartetto Prometeo affronta le ardite Sincronie per quattro archi e il recitativo per violoncello solo Les mots sont allés dedicato al grande Mstislav Rostropovich. Nel programma del concerto figurano anche Tre pezzi per quartetto d’archi di Stravinskij e il Quartetto op.3 di Berg, creando ideali legami con autori del passato, vicini al pensiero artistico di Berio.

Quartetto Prometeo
Ospite delle più importanti istituzioni concertistiche italiane ed europee, il Quartetto Prometeo si è distinto in diversi concorsi internazionali e nel 2012 ha ottenuto il Leone d’Argento alla Biennale Musica di Venezia.
Quartetto “in residenza” alla Britten Pears Academy di Aldeburgh (1998), si è aggiudicato il Premio Thomas Infeld della Internationale Sommer Akademie Prag-Wien-Budapest nel 1999 e il Premio Speciale Bärenreiter del Concorso ARD di Monaco nel 2000.
Particolarmente interessati al repertorio contemporaneo, hanno instaurato una stretta collaborazione con Salvatore Sciarrino, che ha dedicato loro gli Esercizi di tre stili e il Quartetto n.8.
Dal 2013 è “quartetto in residenza” all’Accademia Chigiana di Siena in collaborazione con la classe di composizione di Salvatore Sciarrino.
Importante, anche il lavoro svolto con Stefano Gervasoni e con Ivan Fedele di cui ha eseguito in prima assoluta Morolòja.
Tra le registrazioni discografiche realizzate per Ecm, Sony e Brilliant, si segnalano le monografie dedicate a Salvatore Sciarrino, Stefano Scodanibbio e Ivan Fedele, oltre all’integrale dei Quartetti di Schumann.
Il Quartetto Prometeo spesso si esibisce insieme a musicisti quali Antonii Baryshevskyi, Enrico Bronzi, Mario Brunello, David Geringas, Veronika Hagen, Alexander Lonquich, Enrico Pace, Stefano Scodanibbio, Mariangela Vacatello, Lilya Zilberstein.
Nell’ambito del progetto “Casa del quartetto”, promosso dalla Fondazione i Teatri di Reggio Emilia, quest’anno è stato impegnato in attività di alta formazione rivolte a giovani quartetti d’archi.
Da settembre 2018 fa parte del Quartetto Prometeo la violista Danusha Waskiewicz, che è stata prima viola dei Berliner Philharmoniker e ha collaborato per lungo tempo con Claudio Abbado.

Mattia Petrilli

Foto Hamza Saad

Diplomato in flauto a soli 16 anni, sotto la guida di Vincenzo Gallo al Conservatorio di Como, si è perfezionato con János Bálint, Jacques Zoon, Emmanuel Pahud e Aurèle Nicolet.
Nel 2005 entra nell’Orchestra Mozart fondata da Claudio Abbado e dal 2006 al 2008 è primo flauto della Gustav Mahler Jugendorchester.
Ha suonato sotto la guida dei più celebri direttori, tra cui Haitink, Gardiner, Pinnock, Blomstedt, Maazel, Chung, Harding e Jurowski.
Primo flauto degli Essener Philharmoniker, collabora abitualmente con la Swedish Radio Symphony Orchestra, i Bamberger Symphoniker, la Camerata Salzburg e la Mahler Chamber Orchestra.
Molto intensa anche l’attività solistica e cameristica.
A Bologna Festival si è esibito per la prima volta nel 2008, nell’ambito della rassegna Talenti.
Mattia Petrilli tiene corsi di perfezionamento all’Hochschule di Detmold, alla Soochow University di Suzhou (Cina), ad Al Kamandjati (Palestina) e nei Conservatori di Piacenza, Bratislava e Saragozza.

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