Dyson: Sinfonia Corale – Il viaggio di S. Paolo a Melita

Sir George Dyson (1883-1964) nacque ad Halifax in una famiglia di operai di religione battista e apprese i primi rudimenti musicali frequentando la locale chiesa.
Il suo talento emerse molto presto e, a 16 anni, vinse una borsa di studio presso il Royal College of Music di Londra, dove studiò organo ed in seguito composizione con Charles Stanford.
Dopo un periodo di perfezionamento in Germania ed in Italia, su raccomandazione di sir Hubert Parry, fu ammesso come cadetto al Royal Naval College.
Una situazione piuttosto anomala che però, dato il molto tempo a disposizione in un’istituzione nella quale la musica era scarsamente considerata, gli permise di proseguire gli studi a Oxford come studente esterno, ottenendo prima il BMus e poi il DMus (rispettivamente il Baccalaureato e il Dottorato in Musica).
Grazie a questi titoli portò avanti una brillante carriera, ricoprendo, fra l’altro, il ruolo di direttore del Royal College of Music dal 1938 al 1952.
Nonostante sia stato uno dei maggiori compositori del suo tempo, Dyson oggi è poco conosciuto e, per tale motivo, risulta quanto mai interessante il cd che la Naxos (distribuita in Italia da Ducale Music) ha dedicato al musicista britannico, comprendente la Sinfonia Corale, per voci soliste, coro e orchestra e Il viaggio di San Paolo a Melita, per tenore ed orchestra.
Per la Sinfonia si tratta della “prima registrazione mondiale” in quanto il brano, concepito da Dyson nel 1910 per poter accedere al dottorato, conservato nella Bodleian Library di Oxford, è stato riportato alla luce solo recentemente dal compositore e direttore d’orchestra Paul Spicer.
Al centro dell’intenso affresco musicale le vicende del popolo Ebreo, descritte nel Salmo 107, dalla cattività babilonese al ritorno in patria dopo la liberazione.
Il secondo brano, ispirato invece agli Atti degli Apostoli, narra l’approdo di San Paolo a Malta (Melita in latino), a seguito del naufragio della nave che doveva portarlo a Roma, dove era atteso dall’imperatore per essere giudicato.
Chiudiamo citando i magnifici interpreti Elizabeth Watts (soprano), Caitlin Hulcup (mezzosoprano), Joshua Ellicott (tenore), Roderick Williams (baritono) e The Bach Choir, accompagnati dall’ottima Bournemouth Symphony Orchestra, il tutto sotto l’attenta direzione di David Hill, che contribuiscono a far emergere il caratteristico stile corale degli autori britannici attivi fra Ottocento e Novecento.

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