Giovedì 26 e venerdì 27 luglio Uto Ughi ritorna dopo 20 anni in costiera sorrentina

Nell’ambito di Sorrento Classica Festival 2018, firmata dalla direzione artistica di Paolo Scibilia, giovedì 26 luglio, alle ore 21.15, presso il Chiostro di S. Francesco di Sorrento, dopo più di 20 anni di assenza dalla scena sorrentina, concerto del celebre violinista Uto Ughi, (già direttore artistico dell’ “Estate Musicale Sorrentina”) in duo con Andrea Bacchetti, uno dei massimi pianisti italiani dell’ultima generazione.
In programma la loro ultima produzione discografica “Note d’Europa”: viaggio in sette diverse nazioni, attraverso le musiche di Granados, Albéniz, Chopin, Ciaikovskij, Saint–Saëns, Gounod, Mozart, Brahms (pubblicata da Sony Classica)
Parallelamente al concerto, il 27 luglio, alle ore 20.30, presso la Terrazza “Vittoria” del Grand Hotel Continental, la retrospettiva autobiografica, dal titolo “Incontri con…..”, presieduta dall’ interprete stesso, Uto Ughi, con la presentazione del suo libro “Quel Diavolo di un Trillo: Note della mia vita” (Ed. Einaudi) e del Videodocumentario Rai a lui dedicato.
Conduce gli “Incontri con…” il musicologo Massimo Fargnoli.

L’iniziativa, ideata ed organizzata dalla S.C.S. Società dei Concerti, in coproduzione con AREALIVE e PDA artmedia, rientra nel programma ufficiale degli eventi della Città di Sorrento “Sorrento incontra – La luce dei Luoghi”, diretto da Mvula Sungani, promosso e sostenuto dal Comune di Sorrento – Assessorato Turismo ed Eventi.

Note d’Europa – La memoria viene dal cuore
Sette nazioni, forse otto, forse più ancora perché la musica è arte leggera, viaggia veloce, non conosce confini se non quelli imposti dal gusto, dalle mode o – atroci – dalle censure.
Questo nuovo disco di Uto Ughi è dedicato all’Europa.
Un omaggio, una constatazione della tanta meravigliosa musica che il Vecchio Continente – lo chiamiamo così, ma non è detto che una verità anagrafica significhi di conseguenza vecchiezza, stanchezza – ha saputo creare.
Ma anche un desiderio e un invito: perché la musica unisce.
Nella sua lingua ineffabile, non sensibile, che non si può vedere o toccare, rappresenta il solo linguaggio universale possibile, declinato in mille maniere e stili diversi.
Attraverso una selezione di autori e di brani amati nel corso di una carriera che rimane esemplare per dedizione alla musica e allo strumento che lo accompagna come un inseparabile altro sé stesso, Ughi – qui con la collaborazione del pianismo sensibile e reattivo di Andrea Bacchetti – compone, tra Seicento e Novecento, un viaggio del cuore e della memoria.
«La memoria viene dal cuore. Memoria significa ricordo e la parola ricordo nasce da cuore. Per me la memoria è ispirazione», dice.
È un’immagine di immediata efficacia, che il maestro illustra così: «Se penso alle esecuzioni di Yehudi Menuhin, al suo modo di suonare, alla sua gigantesca personalità, questa memoria mi ispira, mi spinge a dare il meglio di me. Una memoria spirituale».
Tale attitudine emerge nella scelta del repertorio e nella proposta esecutiva.
Nulla viene esibito, tutto è interiorizzato: sia la nostalgia per un Tango ormai soltanto sognato dello spagnolo Isaac Albéniz, o l’apparire lieve di «una vecchia canzone viennese», come Fritz Kreisler ha voluto chiamare il ciclo che si conclude con Schön Rosmarin.
L’approccio interpretativo di Ughi non tende mai a porre in primo piano l’abilità esecutiva, ma la bellezza e la specificità della musica che propone.
Anche nei momenti puramente virtuosistici, come la Ronde des lutins di Antonio Bazzini, la facilità dell’emissione, si direbbe la naturalezza, se questa naturalezza non fosse figlia di uno studio continuo (diceva Paganini: «Se non studio per un giorno me ne accorgo io, se non studio per due se ne accorgono gli altri»), è la prima impressione che emerge e rimane prevalente.
Ogni nota, ogni trillo, ogni accelerando, ogni scorribanda lungo le corde, scivola con intatta levità. Non c’è sforzo, non c’è esibizione.
La memoria, si diceva. Poco tempo fa, in occasione di un incontro pubblico, chiesi al maestro quale memoria di sé desiderasse lasciare, alla musica e ai tanti ammiratori che lo hanno seguito e amato lungo il percorso di una carriera iniziata quando era bambino e mai interrotta.
«Di una persona che non è scesa a compromessi con la sua arte, che, nel bene e nel male, con le sue qualità, i suoi limiti, ha provato sempre a servirla con onestà». Questo disco ne è una riprova, ancora.
(A cura di Sandro Cappelletto)

Quel Diavolo di un Trillo: “Note della mia vita” (Ed. Einaudi).
La storia di una vita incredibile, interamente dedicata alla Musica.
Il violinista Uto Ughi racconta sé stesso in un libro: la propria carriera e la vita privata.
La sua famiglia di origine istriana (Uto Ughi ha soltanto tre anni quando il suo primo maestro, l’amico di famiglia Ariodante Coggi, gli mette in mano un violino minuscolo, e glielo lega al collo perché non cada. Nasce cosi uno dei più grandi talenti musicali del nostro tempo, un esecutore dalla naturale e precoce attitudine a “tirar l’arco”, che calca, ad appena sette anni, i palcoscenici dei teatri per i primi concerti in pubblico).
Tuttavia questo libro non si limita a ripercorrere l’apprendistato del musicista, le lezioni con George Enescu, i concerti tenuti in tutto il mondo, i sodalizi artistici con i più grandi interpreti degli ultimi cinquant’anni.
Questo libro ci svela un inedito Uto Ughi, un uomo che, lontano dai riflettori, ama la letteratura, i viaggi e la natura, il silenzio consapevole e i luoghi del mito, dove poter ritrovare se stesso.
Capace come pochi di mantenere intatto nel tempo il rapporto con il pubblico, Uto Ughi condivide per la prima volta con i lettori i tesori accumulati durante il suo cammino professionale e umano, e mette insieme il racconto di una vita ricca di passioni.

Costo del biglietto: 30 Euro

Biglietteria all’ingresso del Chiostro di S. Francesco (Tel. 334.3117961)
Orario 10.00 – 13.00 / 18.30 – 21.30

Alberghi, agenzie turistiche e rivendite autorizzate.
Prevendita On – Line: Local Emotion – www.localemotions.com

“Conversazioni con…” è ad ingresso libero con prenotazione obbligatoria presso il luogo dell’evento.

Il voucher o titolo d’ingresso (ove previsto) al concerto dell’artista ospite dell’evento, dà priorità sulla prenotazione.
In caso di maltempo i concerti si terranno presso il vicino teatro Tasso o luogo alternativo al chiuso.
Il programma potrebbe subire variazioni in caso di forza maggiore.

Info:
Azienda Autonoma Turismo
Via Luigi De Maio, 35 – Sorrento
Tel. (+39) 0818074033
www.sorrentotourism.com
www.societaconcertisorrento.it
Facebook: societa concerti sorrento
www.comune.sorrento.na.it

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Giovedì 26 luglio, ore 21.15, chiostro di San Francesco (Sorrento)
Uto Ughi – violino
Andrea Bacchetti – pianoforte
“Note d’ Europa”: Viaggio tra le più belle pagine del repertorio violinistico

Programma

I. Albéniz: Tango Op.165 n.2 da “España”
E. Granados: Danza spagnola n.5 “Andaluza”
A. Bazzini: Scherzo fantastico “La ridda dei folletti” Op.25
C. Saint-Saëns: Havanaise Op.83
F. Chopin: Notturno in do diesis min. Op.Post.
W. A. Mozart: Rondò dalla Serenata “Haffner” K.250
C. W. Gluck: Melodia da “Orfeo ed Euridice”
J. Brahms: Valzer Op.39 n.15
J. Brahms: Danza Ungherese n.5
J.S. Bach / Gounod: Ave Maria
T. A. Vitali: Ciaccona in sol minore
F. M. Veracini: Largo
P. I. Ciaikovskij: Melodie da “Souvenir d’un lieu cher” Op.42
P. I. Ciaikovskij: Valse sentimentale Op.51 n.6
H. Wieniawski: Scherzo – Tarantella Op.16

Venerdì 27 luglio, ore 20.30, Hotel “Continental” – Terrazza “Vittoria”
“Conversazioni con…Uto Ughi”
Presentazione del suo libro “Quel Diavolo di un Trillo: Note della mia vita” – Ed. Einaudi., presieduta dall’interprete stesso e del videodocumentario Rai a lui dedicato
Conduce l’incontro il musicologo Massimo Fargnoli.

Uto Ughi – violinista.
Erede della tradizione che ha visto nascere e fiorire in Italia le prime grandi scuole violinistiche.
Uto Ughi ha mostrato uno straordinario talento fin dalla prima infanzia: all’età di sette anni si è esibito per la prima volta in pubblico eseguendo la Ciaccona dalla Partita n. 2 di Bach ed alcuni Capricci di Paganini.
Ha eseguito gli studi sotto la guida di George Enescu, già maestro di Yehudi Menuhin.
Quando era solo dodicenne e la critica scriveva: “Uto Ughi deve considerarsi un concertista artisticamente e tecnicamente maturo”.
Ha iniziato le sue grandi tournée europee esibendosi nelle più importanti capitali europee.
Da allora la sua carriera non ha conosciuto soste.
Ha suonato infatti in tutto il mondo, nei principali Festivals con le più rinomate orchestre sinfoniche sotto la direzione dei più importanti Direttori d’Orchestra.
Uto Ughi non limita i suoi interessi alla sola musica, ma è in prima linea nella vita sociale del Paese e il suo impegno è volto soprattutto alla salvaguardia del patrimonio artistico nazionale.
In quest’ottica ha fondato il festival “Omaggio a Venezia”, al fine di segnalare e raccogliere fondi per il restauro dei monumenti storici della città lagunare.
Conclusa quell’esperienza, il festival “Omaggio a Roma” (dal 1999 al 2002) ne ha raccolto l’ideale eredità di impegno fattivo, mirando alla diffusione del grande patrimonio musicale internazionale; concerti aperti gratuitamente al pubblico ed alla valorizzazione dei giovani talenti formatisi nei Conservatori italiani.
Tali ideali sono stati ripresi nel 2003 portati avanti dal festival “Uto Ughi per Roma” di cui Ughi è ideatore, fondatore e direttore artistico.
La Presidenza del Consiglio dei Ministri lo ha nominato Presidente della Commissione incaricata di studiare una campagna di comunicazione a favore della diffusione della musica classica presso il pubblico giovanile.
Il 4 settembre 1997 il Presidente della Repubblica gli ha conferito l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce per i suoi meriti artistici.
Nell’Aprile 2002 gli è stata assegnata la Laurea Honoris Causa in Scienza delle Comunicazioni.
Intensa è la sua attività discografica con la BMG Ricordi S.p.A- e per Sony classical. Ultime incisioni sono: “Il Trillo del diavolo” (disco “live” dei più importanti pezzi virtuosistici per violino); il Concerto di Schumann diretto dal M° Sawallisch con la Bayerischer Rundfunk; i Concerti di Vivaldi con i Filarmonici di Roma; la Sinfonia Spagnola di Lalo con l’Orchestra RAI di Torino e de Burgos; l’incisione discografica per Sony Classical, nel 2013, dal titolo “Violino Romantico”, una raccolta di pezzi emblematici del Romanticismo sul violino, con la partecipazione dell’Orchestra da Camera I Filarmonici di Roma.
Altro evento di particolare rilievo è la pubblicazione del libro “Quel Diavolo di un Trillo – note della mia vita”, avvenuta nel 2013, edito da Einaudi: la storia di una vita incredibile, interamente dedicata alla musica.
Uto Ughi suona con un violino Guarneri del Gesù del 1744, che possiede un suono caldo dal timbro scuro ed è forse uno dei più bei “Guarneri” esistenti, e con uno Stradivari del 1701 denominato “Kreutzer” perché appartenuto all’omonimo violinista a cui Beethoven aveva dedicato la famosa Sonata.
Nel 2014 due sono stati gli eventi di maggior prestigio che hanno visto coinvolto il M° Ughi nel progetto europeo “all’insegna di ciò che può unire e non dividere”: nel luglio ha tenuto un concerto al Teatro Bolshoi di Mosca, in occasione dell’apertura del semestre italiano in Europa; l’1 ottobre poi, in occasione della Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea (luglio – dicembre 2014) e della Giornata Internazionale della Musica (1 ottobre 1975), l’Ambasciata della Repubblica Italiana in Romania, insieme all’Associazione Musica, Arte e Cultura e alla Filarmonica George Enescu, ha organizzato un concerto del Maestro presso l’ateneo Romeno di Bucarest.
In quella stessa occasione è stata conferita al M° Ughi una seconda Laurea Honoris Causa, dall’Ambasciatore di Bucarest, dando all’iniziativa un forte carattere culturale, oltre che politico legato alla presidenza italiana del semestre dell’UE.
Nel febbraio 2015 è stato invitato dal Sistema venezuelano del Maestro Abreu per commemorare il Maestro Claudio Abbado nel primo anniversario della sua morte. Nel 2015 l’Università di Palermo gli ha conferito la laurea magistrale ad honorem in “Scienze pedagogiche”.

Andrea Bacchetti – pianista
Ancora giovanissimo raccoglie consigli da Karajan, Magaloff e Berio.
Debutta ad 11 anni a Milano con i Solisti Veneti diretti da Claudio Scimone.
Suona in Festival quali Lucerna, Salisburgo, Tolosa (Piano aux Jacobins), Lugano, Sapporo, Brescia e Bergamo, Martina Franca, La Roque d’Anteron (Radio France), Milano (MiTo), La Coruna (Festival Mozart), Pesaro, Ravenna, Varsavia (Beethoven Festival); e presso centri musicali come: Konzerthaus (Berlino), Salle Pleyel (Parigi), Rudolfinum Dvořák hall (Praga), Rachmaninov Saal, the Moscow State Philharmonic Society (Mosca), Auditorium Nacional de España (ciclo Scherzo e CNDM), teatro Real (Madrid), Musashino Concert hall (Tokyo), Parco della Musica (Roma), Gewandhaus (Lipsia), Asai Concert hall.
Ha lavorato con numerose orchestre (Lucerne Festival Strings, Camerata Salzburg, RtVE Madrid, MDR Lipsia, Filarmonica della Scala, Nazionale della Rai, oRF Vienna, Philarmonie der Nationen, Amburgo, Enescu Philharmonic, Bucarest) e con direttori come Venzago, Luisi, Zedda, Lu Ja, Justus Frantz, Baumgartner, solo per citarne alcuni, incide per Sony Classical.
Fra la sua discografia con Sony Classical sono da ricordare il SACD con le sonate di Cherubini (Penguin guide uK, Rosette 2010), the Scarlatti Restored Manuscript (vincitore dell’iCMA 2014 Baroque instrumental), di Bach invenzioni e Sinfonie (CD del mese BBC Music Magazine, Settembre 2009), the italian Bach (Cd del mese Record geijutsu, maggio 2014).

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