Venerdì 25 maggio per i suoi 25 anni di suoni contemporanei Dissonanzen Ri-incontra Markus Stockhausen alla Domus Ars

Venerdì 25 maggio, alla Domus Ars, ore 20.30, Dissonanzen, in collaborazione con il Goethe-Institut di Napoli, presenta Markus Stockhausen in Musica Porosa II.
Dissonanzen compie venticinque anni, grazie alla tenacia e alla passione dei musicisti che compongono il direttivo dell’associazione e l’organico dell’ensemble.
Musicisti che si sono distinti nel panorama musicale italiano percorrendo strade artistiche individuali parallelamente all’attività di gruppo.
Percorsi artistici che spaziano dalla musica contemporanea alla musica antica, dal jazz d’avanguardia all’improvvisazione e alla musica elettronica, esperienze che, nel segno della condivisione, hanno conferito al gruppo una speciale peculiarità.
Per il primo appuntamento dell’anno, che segna i 25 anni della fondazione, l’ensemble napoletano sceglie di rielaborare le tematiche di Musica Porosa, la prima pubblicazione discografica dell’ensemble del 2004, edita da Niccolò, frutto del fortunato incontro umano e artistico con Markus Stockhausen.
Sul palco della chiesa di san Francesco delle Monache il trombettista tedesco si esibirà con l’ensemble Dissonanzen in un concerto che si muoverà con estremo equilibrio lungo il tracciato di una estrema libertà di improvvisazione e che si alimenterà di elementi concettuali come dallo spirito del momento, per un’esibizione intensa e emozionale in cui lo spazio fisico diventa spazio acustico. Un concerto che rivendica una sua unicità, avvalendosi anche della speciale acustica del luogo previsto per la performance: la chiesa di via santa Chiara, nel cuore della città.

Prezzo del biglietto 10 euro, intero, e 5 euro, ridotto under 25 e Goethe card

Domus Ars, via Santa Chiara, 10
Infoline
www.dissonanzen.it
www.domusars.it

Ufficio Stampa:
Giusi Zippo
mobile 339 6276954
mail: giusizippo939@gmail.com

Markus Stockhausen e Ensemble Dissonanzen
Musica Porosa II

Markus Stockhausen, tromba
Ensemble Dissonanzen:
Tommaso Rossi, flauti
Claudio Lugo, sax
Marco Cappelli, chitarra
Francesco D’Errico, pianoforte
Ciro Longobardi, tastiere e elettronica
Ron Grieco, contrabbasso
Stefano Costanzo, batteria

Musica Porosa nacque dalla proposta a Stockhausen dell’ensemble napoletano di lavorare sul concetto di porosità che Walter Benjamin individuò, nei suoi lunghi soggiorni in area partenopea, come un carattere essenziale della struttura antropologica e urbanistica di Napoli, tenendo conto delle caratteristiche fisiche del materiale tufaceo di origine vulcanica, fatto di vuoti e pieni, che circonda e pervade la città. L’idea di porosità, nel disco, non è solo un pretesto, ma una declinazione ulteriore del carattere “intuitivo” dell’approccio estetico di Stockhausen, condiviso da Dissonanzen.
Un approccio straordinariamente evocativo e nello stesso tempo indirizzato alla costruzione di un suono d’insieme.<> – spiega Tommaso Rossi presidente dell’Associazione Dissonanzen –
<<Ovviamente l’approccio musicale a questo tema non può che essere astratto, simbolico. Ma sono convinto che riflettere sul concetto di pieno e di vuoto, di dentro e di fuori aiuta a pensare anche in termini musicali. L’approccio di Stockhausen è libero da schemi e da dogmatismo. A lui interessa lavorare sul suono e sulla relazione tra “anime” che fanno musica. Sono convinto che il lavoro di Dissonanzen in questi 25 anni è stato segnato e orientato da questo desiderio: mettere in comunicazione tra loro i musicisti e attraverso questo rapporto offrire al pubblico una visione diversa e più aperta del fare musica.>>
<< Il Goethe-Institut non poteva mancare a quest’appuntamento in cui si accendono 25 candeline per l’anniversario dell’associazione Dissonanzen>> –
Aggiunge Maria Carmen Morese direttrice del Goethe Institut di Napoli – <<Fin dagli inizi abbiamo sostenuto l’idea di Dissonanzen di diffondere in Campania i linguaggi musicali contemporanei e di realizzare progetti musicali inediti. Numerosissimi sono i concerti e gli eventi realizzati un quest’arco di tempo. Vivissimi complimenti a Dissonanzen per aver introdotto a Napoli un nuovo modo di fare musica. Al presidente Tommaso Rossi e a tutti i musicisti i nostri più affettuosi auguri per altri 25 anni di brillanti realizzazioni! >>

Dissonanzen in questi venticinque anni ha prodotto e organizzato 200 tra concerti, eventi, rassegne di cinema sonorizzato, festival, pubblicazioni e 5 incisioni discografiche. Venticinque anni di grandi successi e di prestigiose collaborazioni, che hanno animato la scena della musica contemporanea a Napoli, in Italia al Ravenna festival, al Cantiere Internazionale di Montepulciano, al festival Traiettorie di Parma, con apparizioni significative anche all’estero al Festival di Salisburgo, al Guggenheim di New York, al Festival di Annecy.
Vent’anni di suoni contemporanei, caratterizzati da un lavoro svolto all’insegna della ricerca e della sperimentazione.
Dissonanzen ha sviluppato in questi anni un percorso di produzione di progetti inediti attraverso l’attività dell’Ensemble Dissonanzen, realizzando in prima esecuzione napoletana fondamentali opere del secondo ‘900 come Le Marteau sains Maitre di Pierre Boulez e Autotono di Sylvano Bussotti.
Un lavoro in continuo divenire e sempre diversificato attraverso la collaborazione di ospiti di assoluto rilievo come Cristina Zavalloni, Marc Ribot, Michel Godard, Markus Stockhausen, Adam Rudolph, Alvin Curran, Stefano Scodanibbio, Agostino Di Scipio, Jim Pugliese, Evan Parker, cercando sempre strade nuove, senza mai identificarsi in un suono predefinito. Un’avventura cominciata a Napoli nel 1993 grazie all’intuizione di Marco Vitali, e proseguita con l’impegno corale dei membri dell’Associazione, e i musicisti dell’ensemble, Marco Cappelli, Daniele Colombo, Francesco D’Errico, Raffaele Di Donna, Ciro Longobardi, Claudio Lugo, Marco Sannini, Tommaso Rossi, l’attore Enzo Salomone e la danzatrice Alessandra Petitti.

Markus Stockhausen durante la sua carriera ha attraversato tutti i generi musicali. Dalla contemporanea, eccellentissimo interprete di numerose opere di suo padre Karlheinz, al jazz, agli intrecci con la musica elettronica e l’improvvisazione totale.
Ha messo a punto una tecnica d’improvvisazione musicale chiamata musica intuitiva: un’azione musicale estemporanea che prende spunto non già da temi musicali, ma da elementi concettuali estratti da testi, o da altri supporti comunicativi, o semplicemente dallo spirito del momento.

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