A Piano City le note alchemiche di Maria Grazia Ritrovato in duo con lo scrittore Martin Rua

La Cappella Sansevero è stata forse la location più suggestiva nell’ambito del recente Piano City Napoli, ospitando lo spettacolo “Serenata alchemica per pianoforte e voce recitante”, consistente in un duplice omaggio, da parte della pianista Maria Grazia Ritrovato e dello scrittore Martin Rua, al padrone di casa, Raimondo di Sangro, (1710-1771) e a Mario Buonoconto (1940-2003), marito della musicista ed uno dei massimi studiosi della vita e delle opere del misterioso nobile.
La serata era divisa in tre parti, denominate Nigredo, Albedo e Rubedo, come le fasi che ogni “iniziato” era tenuto a percorrere per raggiungere la purificazione e trasfigurazione interna, che corrispondevano anche alla progressiva trasformazione della materia, dal piombo all’oro, passando per l’argento.
Dopo la lettura di metà dell’iscrizione posta sulla porta laterale della Cappella, la “Nigredo” si apriva con Evocazione n. 1, di Maria Grazia Ritrovato, seguita da Suggestion diabolique di Sergej Prokofiev (dai Quattro pezzi per pianoforte, op. 4, risalenti al periodo 1910-12) e da una versione pianistica del “Lacrimosa”, dal Requiem mozartiano, brani intervallati da alcuni passi del libro “Madre di Pietà” di Beatrice Cecaro, diretta discendente del principe, che collega in modo intrigante gli avvenimenti che portarono al duplice omicidio di Maria d’Avalos e dell’amante Fabrizio Carafa, con l’edificazione di un luogo ricco di fascino e mistero come la Cappella Sansevero.
L’ “Albedo” iniziava invece con un paio di letture legate al “Viaggio Fantastico alla luce del lume eterno” di Mario Buonoconto, incentrate sul profilo del principe e sul suo laboratorio sotterraneo, inframmezzate da Quinta di luna della Ritrovato e Variazione XI, dall’ultimo movimento della Sonata n. 6 in re maggiore K. 284 di Mozart.
Anche la “Rubedo” cominciava con alcuni passo del “Viaggio fantastico”.
Questa volta gli argomenti sviluppati riguardavano gli esperimenti portati avanti dal principe, nel tentativo di replicare il miracolo dello scioglimento del sangue di San Gennaro, ed un colloquio fra Raimondo di Sangro ed il conte di Saint-Germain, altra figura misteriosa di alchimista, rosacrociano e uomo di grande cultura francese, la cui biografia presenta notevoli lacune, causate dal fatto che il nobile aveva spesso l’abitudine ad eclissarsi per lunghi periodi, tornando poi improvvisamente alla ribalta.
La parte musicale, sempre alternata a quella letteraria, prevedeva il Reciproco rondò della Ritrovato, la Fuga n. 2, dal secondo volume del Clavicembalo ben temperato di Bach e l’Étude n. 3 (Un sospiro), ultimo dei Tre studi da concerto S. 144 di Franz Liszt, mentre la conclusione era affidata alla lettura del resto dell’iscrizione apposta sulla porta laterale della Cappella Sansevero.
Pubblico numeroso, oltremodo attento e silenzioso che, attirato inizialmente soprattutto dalla possibilità di entrare in un luogo turistico fra i più visitati, si è poi lasciato letteralmente conquistare dalle fortissime suggestioni dello spettacolo ed ha lungamente applaudito solo al termine dell’intero percorso artistico (secondo una buona prassi ormai fuori moda).
Prima di accomiatarsi, Maria Grazia Ritrovato ha voluto eseguire, come bis, un omaggio al marito, intitolato “Elegia per Mario Buonoconto” in prima esecuzione assoluta, a suggello di una serata meritevole di una riproposizione a breve scadenza, sia per le tematiche affrontate, sia per il valore assoluto dei due protagonisti.

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