I “Concerti in Floridiana” si aprono con un duo di eccezionale livello

Foto Luciano Basagni

L’appuntamento inaugurale della settima edizione dei “Concerti in Floridiana”, rassegna organizzata dall’Associazione Musicale Golfo Mistico, in collaborazione con il Polo Museale della Campania, ha proposto un duo prestigioso formato da Liliana Bernardi (violino) e Massimiliano Negri (pianoforte).
Primo brano in programma, la Ciaccona del bolognese Tomaso Antonio Vitali (1663 –1745), che portò avanti l’intera carriera a Modena, nell’orchestra della corte estense, e fu anche fra i fondatori dell’Accademia Filarmonica di Bologna.
Scritta originariamente per violino e basso continuo, rientra in un genere, originariamente legato ad una danza del XVII secolo (la chacona, nata negli ambienti spagnoli o sudamericani), che nel periodo barocco finì per definire una composizione costituita da variazioni su una melodia, affidate al basso continuo.
Il pezzo di Vitali è stato oggetto, nel secolo scorso, di un’ampia discussione relativa alla effettiva paternità, poiché la melodia di partenza utilizzava il sol minore, una tonalità piuttosto inusuale per quel periodo, ed inoltre l’intero brano era apparso per la prima volta nella raccolta in due volumi Die hohe Schule des Violinspiels, pubblicata nel 1867 dal violinista e compositore tedesco Ferdinand David.
In molti erano convinti che la Ciaccona fosse stata scritta dallo stesso David poiché, in un primo momento, mancavano notizie sulla fonte di partenza alla quale il musicista aveva attinto.
I dubbi vennero fugati in seguito, quando nella biblioteca di Dresda fu ritrovato lo spartito originale (che David aveva un po’ “romanticizzato”), sicuramente settecentesco, ma resta comunque il dubbio relativo al vero autore, in quanto sul manoscritto si parla di un certo Antonio Vitalino.
La successiva Sonata in mi minore K. 304, appartenente alle cosiddette “Sonate Palatine”, così definite per la dedica alla principessa elettrice Maria Elisabetta del Palatinato, ci portava alla breve ed infruttuosa tournée parigina del 1778 di Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791).
Costituita da due movimenti, il primo concepito a Mannheim ed il secondo a Parigi, la K. 304 risulta l’unica sonata in tonalità minore, della produzione mozartiana destinata a tale organico.
Ciò è presumibilmente spiegato dal fatto che, durante la stesura, il musicista perse la madre, con la quale aveva intrapreso il viaggio nella capitale francese.
Il concerto proseguiva con due incursioni nel repertorio di Fritz Kreisler (1875-1962), virtuoso violinista austriaco che, come compositore, concepì diverse trascrizioni di brani celebri.
Ma la sua fama è legata soprattutto ai diversi pezzi, ispirati ad autori del passato, creati intorno agli anni ’10 del Novecento, spacciati inizialmente per originali.
Schiere di musicologi caddero nel tranello e si adirarono poi fortemente nei suoi confronti, quando Kreisler fece sapere di esserne lui l’autore.
A questi ultimi apparteneva il Preludio e allegro, nello stile di Pugnani, mentre le trascrizioni erano rappresentate dalla Melodia di Gluck, versione per violino e pianoforte della “Danza degli spiriti beati”, dall’opera “Orfeo ed Euridice”.
Chiusura con la Fantasia di Balletto, op. 100 di Charles Auguste de Bériot (1802-1870), fondatore della scuola violinistica belga,  passato alla storia soprattutto per aver sposato il celebre soprano Maria Malibran, dedicatario di questo brano ricco di richiami operistici.
Passando ai due interpreti, entrambi di assoluto valore, se consideriamo il programma nel suo complesso, è indubbio che la parte di maggiore virtuosismo era affidata alla violinista Liliana Bernardi.
Più di una volta la musicista ha dato l’impressione di danzare sulle note e, al termine del concerto, ha confessato al pubblico di aver quasi avuto la sensazione di volare.
Dal canto suo, il pianista Massimiliano Negri è apparso esecutore solido, dotato di un tocco che si traduceva in sonorità nitide e raffinate, contribuendo a consolidare l’insieme, caratterizzato da un perfetto affiatamento.
Pubblico non numerosissimo, ma attento e partecipe, come ormai sempre più raramente è possibile riscontrare, che ha applaudito ripetutamente e in modo entusiastico.
Meritava sicuramente un bel bis, e i due grandi protagonisti non si sono fatti pregare, chiudendo con Night Club, 1960, da “Histoire du Tango” di Piazzolla, a suggello di un recital di elevatissimo spessore che ha aperto nel migliore dei modi l’edizione 2018 dei “Concerti in Floridiana”.

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