Un tris d’assi della chitarra al Teatro Sannazaro

Foto Max Cerrito

Il recente appuntamento della stagione dell’Associazione Alessandro Scarlatti ha avuto come protagonisti tre virtuosi della chitarra, il napoletano Aniello Desiderio, il greco Costas Cotsiolis ed il croato Zoran Dukić, che hanno proposto un programma molto vario ed interessante.
Il primo a salire sul palcoscenico del teatro Sannazaro è stato Costas Cotsiolis, che si è confrontato con alcuni brani della produzione di Leo Brouwer, chitarrista, compositore e direttore d’orchestra cubano nato nel 1939.
Nell’ordine ha eseguito Hika, in memoria di Toru Takemitsu (1996), La Risa de los Griots, dalla Sonata n. 3 “Decamerón Negro”, risalente al 2012 e dedicata proprio all’artista greco e An Idea (passacaglia por Eli), datata 1999.
Dopo questi pezzi, di chiara impronta contemporanea, Zoran Dukić si è affiancato a Cotsiolis nell’esecuzione di Mallorca, op. 202 che, come molte composizioni di Isaac Albéniz (1860 – 1909), concepite originariamente per pianoforte, devono il loro successo alle trascrizioni chitarristiche operate da Andrés Segovia.
I due hanno poi interpretato Jongo del brasiliano Paulo Bellinati (1950), pezzo moderno e di piacevole ascolto.
E’ quindi salito in cattedra Aniello Desiderio, dando vita ad un terzetto di brani rivolti ad autori spagnoli, consistente nel Capricho Catalan di Albéniz (da España, op. 65 per pianoforte), El testament d’Amèlia, da Canzoni Popolari Catalane di Miguel Llobet (1878-1938) e Cancion y Danza n. 1 di Antonio Ruiz-Pipó (1934–1997), compositore che trascorse gran parte della sua vita a Parigi.
Il chitarrista partenopeo ha in seguito duettato con Cotsiolis, eseguendo prima un omaggio al napoletano Domenico Scarlatti (1685-1757), consistente nella Sonata K. 9 in re minore, e poi Lo que vendrà dalla produzione di Astor Piazzolla (1921-1992).
A chiudere questa prima parte la Danza del Molinero di Manuel de Falla (1876-1946), dal balletto “Il cappello a tre punte”, affidata a tutti e tre i chitarristi.
Dopo un breve intervallo, l’inizio della seconda parte vedeva Dukić alle prese con le sonorità tradizionali di Cancion y danza balcanica di Miroslav Tadić (1959), nato a Belgrado ma residente da più di 30 anni negli USA.
In duo con Desiderio si confrontava, invece, con Circus Music, pezzo molto particolare del cesenate Carlo Domeniconi (1947), diviso in nove brevissimi movimenti, contraddistinti da titoli piuttosto bizzarri, come ad esempio Plik, la Pulce delle Ande, annunciati prima della loro proposizione in due lingue (per l’occasione in italiano da Desiderio e in napoletano, da Dukić).
Infine, i tre chitarristi si sono nuovamente riuniti per il gran finale, dedicato alla Danza Spagnola n. 1, da “La vida breve” di Manuel de Falla.
Per quanto riguarda i protagonisti della serata è quasi superfluo sottolineare la loro estrema bravura come solisti e il perfetto affiatamento ed equilibrio nel momento in cui hanno suonato in duo o in trio.
A ciò va aggiunta la confortante presenza di tantissimi spettatori, che hanno apprezzato gli artisti, applaudendoli a lungo e chiedendo loro un bis.
Sono stati accontentati con una versione chitarristica della Danza Slava, op. 46 n. 8 di Dvořák, a conclusione di una serata piacevole, in compagnia di tre virtuosi che, nonostante l’eccezionale valore, riescono a non prendersi troppo sul serio, divertendosi e creando uno splendido feeling con il pubblico.

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