Alessandro Scarlatti: Il Dolore di Maria Vergine

Nato a Palermo nel 1660, Alessandro Scarlatti iniziò la sua carriera a Roma, al servizio di Maria Cristina di Svezia, per poi spostarsi a Napoli, dove giunse per la prima volta nel 1683, su richiesta del viceré Gaspar Méndez de Haro appena insediatosi.
Vi rimase fino al 1702, quando il dominio della città passò agli Austriaci, per cui Scarlatti preferì partire alla volta di Firenze.
L’attività alla corte di Ferdinando de’ Medici non fu molto fruttuosa e l’anno dopo lo ritroviamo a Roma, chiamato dal cardinale Ottoboni a ricoprire il ruolo di maestro di cappella della Basilica di Santa Maria Maggiore.
A Napoli tornò comunque in più riprese e chiuse lì la sua esistenza nel 1725.
Nel 1717, durante il penultimo soggiorno partenopeo, compose l’oratorio “Il Dolore di Maria Vergine”, che esordì probabilmente presso il palazzo del regio funzionario Carlo Carmignano.
Un recente doppio cd della Brilliant Classics (etichetta distribuita da Ducale Music), relativo ad un’incisione proveniente dal catalogo della casa discografica Bongiovanni, ci offre l’opportunità di apprezzare questa perla scarlattiana.
Il lavoro si inquadra in un genere esclusivamente extra-liturgico, che durante la quaresima si sostituiva al melodramma, consistente nella rievocazione degli avvenimenti legati alla Passione, affidata alla testimonianza di alcuni personaggi vicini al Cristo.
In questo caso la partitura prevedeva una parte vocale formata da due soprani, un contralto ed un tenore, corrispondenti rispettivamente alle figure di Maria Vergine, Giovanni, Nicodemo e Onìa (quest’ultimo, personaggio completamente inventato, rappresentava un sacerdote favorevole alla condanna a morte di Gesù), mentre l’organico strumentale era costituito da archi, flauto, oboe, tromba e basso continuo.
Nel complesso una composizione fortemente innovativa per l’epoca, in quanto priva sia di voce narrante, sia del coro, a differenza delle coeve passioni bachiane, che si concentrava soprattutto sugli stati d’animo dei protagonisti, a partire dalla Vergine Maria.
Peculiarità, questa, perfettamente evidenziata dai quattro splendidi solisti, i soprani Rosita Frisani e Anna Chierichetti, il contralto Gianluca Belfiori Doro ed il tenore Mario Cecchetti, accompagnati dall’ottimo Alessandro Stradella Consort, diretto da Estévan Velardi, meritevole di aver riportato alla luce la partitura originale, riproponendo in tempi moderni un autentico capolavoro del Settecento.

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