Sabato 31 marzo a Positano l’Hadimova String Quartet interpreta la versione per quartetto d’archi del Requiem mozartiano di Peter Lichtenthal

Sabato 24 marzo, alle ore 12.00, nella Chiesa Parrocchiale di S. Maria Assunta a Positano (SA), la S.C.S. Società dei Concerti Sorrento, propone il concerto dell’Hadimova String Quartet, formato da Ilario Ruopolo e Alessia Avagliano (violini), Paolo Di Lorenzo (viola) e Nicola Dario Orabona (violoncello), che eseguirà il Requiem in re minore K 626 di Mozart nella trascrizione di Peter Lichtenthal.

Direzione artistica: Paolo Scibilia

Programma

W. A. Mozart: Requiem in re minore K 626 nella trascrizione storica per Quartetto d’Archi
di Peter Lichtenthal (1778 – 1853), in occasione del 165° anniversario della sua morte “1853 – 2018” e 215° anniversario della prima esecuzione “1803 – 2018”

Ingresso libero

Note al concerto
Opera fra le più note di Mozart (anche se il genio salisburghese riuscì a completare solo i primi due movimenti), il Requiem in re minore K. 626 ha affascinato il pubblico fin dalla prima rappresentazione.
E’ indubbio che la sua particolare genesi abbia fornito l’occasione per alimentare una serie di fantasie, alle quali non fu estranea nemmeno Constanze, la moglie di Mozart, riportate prepotentemente alla ribalta grazie al film Amadeus di Milos Forman, pellicola splendida, ma infarcita di fuorvianti inesattezze, che nel 1985 si aggiudicò ben otto Premi Oscar.
Cercando di entrare nel concreto, si sa per certo che il committente del Requiem fu Franz von Walsegg zu Stuppach, nobile, musicista dilettante e massone, che commissionava lavori ad altri autori e poi li spacciava per suoi.
Rimasto vedovo nel febbraio del 1791, e desideroso di avere a disposizione un brano per commemorare la moglie, in occasione del primo anniversario della morte, pensò di affidare il compito a Mozart, servendosi di un suo incaricato come intermediario.
Non sappiamo se il musicista conoscesse il vero committente (probabilmente sì, data la modalità della richiesta) e sicuramente, come artista, si sarà sentito abbastanza ferito nell’orgoglio, ma il consueto bisogno di soldi gli fece accettare l’offerta.
Non lavorò comunque molto attorno a questa composizione, anche perché nel 1791 la sua attività fu piuttosto frenetica, dovendo far fronte a scadenze improrogabili, per cui è ipotizzabile che abbia ricevuto periodiche sollecitazioni, anche pressanti, da parte dell’emissario del nobile.
Ma, il 5 dicembre dello stesso anno, Mozart morì, lasciando un Requiem largamente incompiuto, in quanto solo i primi due movimenti (Requiem e Dies Irae) erano nella stesura definitiva, mentre il resto risultava allo stato embrionale, se non peggio, e disseminato in una marea di carte lasciate alla rinfusa dal musicista.
Constanze, non volendo rinunciare ai ricchi proventi della composizione, assicurò al committente che il marito aveva portato a termine il suo compito, e che doveva attendere giusto il tempo legato al recupero dello spartito fra le innumerevoli carte.
Contemporaneamente affidò ad alcuni dei migliori allievi di Mozart il gravoso incarico di completare il brano e, soprattutto grazie all’abilità di Franz Xavier Süssmayr, che prese spunto dagli appunti disordinati del compositore, il Requiem conobbe una forma compiuta al punto che, appena un paio di mesi dopo la morte di Mozart, Constanze lo consegnò al nobile, spacciandolo per originale.
La verità venne quasi subito a galla, ma per molti anni, stranamente, si proseguì nell’attribuire il Requiem al solo Mozart ed inoltre, curiosamente, la “prima” ufficiale avvenne il 2 gennaio 1793, per l’interessamento di Constanze, che in tal modo bruciò sul tempo von Walsegg, il quale lo diresse il mese successivo, nel secondo anniversario della morte della moglie.
Giusto dieci anni dopo, la storia del Requiem si arricchì di un ulteriore contributo, da parte di Peter Lichtenthal (1780-1852), figura di grande erudito che, oltre ad essere un apprezzato medico, fu musicista, musicologo e si occupò anche di botanica, astronomia e geografia.
Nato a Bratislava, si era laureato a Vienna, dove aveva stretto amicizia con alcuni parenti di Mozart e, affascinato dal brano, curò una versione per quartetto d’archi del Requiem, la cui edizione critica è stata pubblicata solo in tempi recentissimi.

(Marco del Vaglio – Critica Classica gennaio 2013, link: https://criticaclassica.wordpress.com/2013/01/30/il-quartetto-gagliano-ottimo-interprete-di-un-requiem-di-mozart-suggestivo-ed-essenziale-nellambito-della-stagione-del-centro-di-musica-antica-pieta-de-turchini/)

Hadimova String Quartet
Dalla passione per la musica di quattro musicisti napoletani nasce il Quartetto d’archi Hadimova.
Il nome, fusione delle iniziali di illustri compositori del Settecento, Haydn, Dittersdorf, Mozart, Vanhal, racchiude l’essenza della formazione cameristica: l’esecuzione dei capolavori per quartetto d’archi.
Infatti, ha eseguito l’integrale delle composizioni di Mozart, Mendelssohn ed è in procinto di terminare quelle di Haydn, Schubert e Beethoven. I componenti del Quartetto vantano attività artistica per prestigiose istituzioni napoletane, quali Teatro S. Carlo e Orchestra Scarlatti.
Il Quartetto vanta nel suo repertorio anche rari capolavori di compositori di scuola napoletana come Jommelli, Andreozzi e Cimarosa.
L’intensa attività concertistica, la duttilità della formazione, che fonda le radici nelle singole peculiarità dei componenti ha permesso al Quartetto d’archi Hadimova di farsi apprezzare anche con pregevoli esecuzioni in formazione di Quintetto: con clarinetto (Brahms, Mozart, von Weber); con viola (Mozart); con pianoforte (Brahms, Franck, Fauré, Schumann); con chitarra (Boccherini e Donizetti).

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