Giovedì 22 marzo concerto dell’OPV diretta dal tedesco Roland Böer, con la partecipazione del violinista Francesco D’Orazio

Giovedì 22 marzo, alle 20.45, presso l’Auditorium Pollini, la 52ᵃ Stagione concertistica OPV, intitolata Teatri del suono, pone l’accento su un singolare aspetto della composizione musicale con un programma capace di attraversare la storia, a partire dall’Ouverture Leonore II di Ludwig van Beethoven al Concerto per violino e orchestra di György Ligeti eseguito dal solista Francesco D’Orazio, passando attraverso la Serenata in re maggiore n. 1 di Johannes Brahms.
Sul podio dell’OPV, il direttore tedesco Roland Böer.

Il viaggio esplorativo verso territori musicali insoliti, intrapreso negli ultimi anni dall’Orchestra di Padova e del Veneto, pone l’accento su un particolare aspetto dell’esecuzione musicale. Le tre composizioni in programma, seppur diversissime tra loro, condividono infatti un percorso generativo che porta i segni di molteplici elaborazioni successive.

La presenza di Leonore II di Ludwig van Beethoven chiude simbolicamente il cerchio delineato dall’esecuzione delle altre due versioni dell’Ouverture nei passati appuntamenti dell’attuale Stagione concertistica.
Sebbene sia stata la prima introduzione del Fidelio ad essere stata ascoltata dal pubblico viennese del 1805, oggi sappiamo che questa Ouverture rappresenta in realtà la seconda versione dell’unica opera che il compositore tedesco ha concepito per il teatro musicale, già oggetto di uno speciale approfondimento e confronto dell’Orchestra di Padova e del Veneto durante la prima Lezione di Sabato del mese di marzo.

Inizialmente concepito in otto movimenti, il Concerto per violino e orchestra di György Ligeti ha trovato la sua prima concreta definizione nel 1990 in tre tempi, ai quali ne sono stati accostati successivamente altri due.
A questi, va aggiunta una terza e ultima versione che ha determinato il riassetto dell’intera orchestrazione.
Profondamente legato alla tradizione musicale, e all’arte di Brahms in particolare, il Concerto per violino intende superare il traguardo raggiunto dai capolavori del romanticismo per varcare la soglia di nuove avventure stilistiche e insieme virtuosistiche. L’essenza di tradizioni musicali a noi lontane, come quelle dell’Indonesia e della Nuova Guinea, convivono ora in una scrittura di chiara ispirazione haydiniana per purezza ed essenzialità, incarnata da uno dei più grandi compositori del Novecento.
Un intenso processo di lavorazione culminato nel 1993 con la trionfale esecuzione dell’Ensemble Intercontemporain diretta da Pierre Boulez.
Grazie a questo Concerto, il violinista Saschko Gawriloff, solista e dedicatario dell’opera, registrò un sensibile incremento della propria attività musicale superato la soglia delle cento esecuzioni, acclamate sui palcoscenici più importanti del mondo.

Tra i primi lavori sinfonici di Johannes Brahms a essere pubblicati, la Serenata in re maggiore segna un importante traguardo all’interno della produzione del compositore, concludendo la stagione creativa giovanile pur di aprire nuovi orizzonti al suo comporre.
I modelli classici – da Haydn a Beethoven, da Mozart a Schubert – risaltano all’interno dell’opera negli equilibri di chiara derivazione cameristica, conservati all’interno della scrittura nonostante l’immediata elaborazione sinfonica dell’opera.
La Serenata venne infatti eseguita nel 1859 ad Amburgo in un concerto privato, prima di svilupparsi nella definitiva versione sinfonica l’anno successivo.
Una trasformazione capace di conservare l’originale spirito dell’opera, come testimonia la particolare attenzione riposta alla sezione dei fiati, alla quale viene affidata l’enunciazione del primo tema dagli echi quasi popolarechi, per intrecciarsi successivamente ai ritmi di danza che attraversano i sei tempi della Serenata.

Come di consueto, il giorno del concerto alle ore 10.30, sempre all’Auditorium Pollini, sarà aperta al pubblico la prova generale: biglietto intero € 8, ridotto studenti € 3.

Il concerto sarà preceduto da una breve introduzione all’ascolto di Alberto Massarotto.

La 52ª Stagione concertistica dell’Orchestra di Padova e del Veneto è realizzata con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Regione del Veneto, del Comune di Padova e di Fondazione Antonveneta
Le introduzioni all’ascolto sono sostenute dalla Associazione Amici dell’OPV
.

Biglietti concerto
Interi: €25
Ridotto riservato ai titolari di OPV Card: €20
Ridotti under 35: €8
Ridotti speciali famiglie: €30
.

I biglietti saranno disponibili in prevendita a partire da una settimana prima rispetto alla data del concerto presso Gabbia (via Dante, 8) o in vendita al botteghino dell’Auditorium Pollini, il giorno del concerto dalle ore 20.00.

I biglietti interi possono essere online sul sito www.opvorchestra.it

Info
T 049 656848 · 656626
info@opvorchestra.it
www.opvorchestra.it

Ufficio Stampa
Studio Pierrepi
Alessandra Canella Padova
Cell: 348-3423647
opvorchestra@studiopierrepi.it
www.studiopierrepi.it

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Roland Böer – Direttore

Roland Böer credit Carlo Cofano

Roland Böer studia pianoforte con Thodora Lungu e Edith Tahuer, composizione con Claus Kühnl e Hainz Winbeck e direzione con Günther Wich e Peter Falk al Conservatorio di Francoforte e alla Staatliche Hochschule für Musik a Würzburg.
Ha partecipato inoltre alla masterclass di Karl Österreicher e Hans Graf a Vienna.
In seguito ai primi incarichi come accompagnatore al pianoforte all’Opera di Francoforte, diviene direttore alla Deutsche Oper am Rhein di Düsseldorf e contemporaneamente assistente di Antonio Pappano al Bayreuth festival, al Teâtre de la Monnaie a Brussels e alla Royal Opera House Covent Garden a Londra. Dal 2002-2008 ha ricoperto il ruolo di Kapellmeister all’Opera di Francoforte.
Dal 2009 Roland Böer è Direttore musicale al Festival Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, e Direttore artistico dal 2015.
L’intensa attività musicale lo porta sul podio del Teatro alla Scala di Milano, alla Royal Opera House Covent Garden e al National Opera di Londra, al Théâtre del la Monnaie di Brussels, alla Deutsche Oper e alla Komische Oper di Berlino, alla Royal Opera di Stoccolma e Copenaghen, all’Opéra National di Rhin di Strasbourgo e all’Opéra di Nizza, alla Stadttheater Bern e alla Volksoper di Vienna.
Ha diretto la Filarmonica della Scala e l’Orchestra Accademia di Santa Cecilia, la London Symphony Orchestra, la Oslo Philharmonic Orchestra, la Radio Symphony Orchestra di Francoforte, la Bamberg Symphony, la Royal Liverpool Philharmonic Orchestra e l’Orchestre Philharmonique de Luxembourg, la Deutsche Radio Philharmonie e la Bournemouth Symphony Orchestra.
Ha collaborato inoltre con l’Ensemble Modern, Northern Sinfonia, la Scottish Chamber Orchestra e la Deutsche Kammerphilharmonie Bremen.
Ha inciso per l’etichetta EMI e Opera Rara (entrambe con la Philharmonia Orchestra London), per BBC Scotland (con la BBC Scottish Symphony Orchestra) e per l’emittente Bayerische Rundfunk (Bamberg Symphony).
OPUS ARTE ha prodotto in DVD il suo debutto operistico al Teatro alla Scala con Il flauto magico di Mozart, attività che prosegue con La Traviata per la regia di Peter Konwitschny per l’English National Opera, con Il Barbiere di Siviglia per il suo debutto all’Hungarian State Opera di Budapest e con Le nozze di Figaro al Teatro dell’Opera di Roma per la regia di Giorgio Strehler.
Tra gli impegni più recenti figurano Cosi fan tutte all’Opera di Firenze e il concerto debutto al Maggio Musicale Fiorentino con la Quinta Sinfonia di Mahler. Death in Venice sulle scene dell’Opéra di Nizza, Nabucco al Teatro Petruzzelli di Bari, Elektra al Czech National Theatre di Praga e Eugen Onegin all’English National Opera di Londra.

Francesco D’Orazio – Violino
Nato a Bari, si è diplomato in violino e viola sotto la guida del padre, perfezionandosi con Carlo Chiarappa e Cristiano Rossi e successivamente con Denes Zsigmondy presso il Mozarteum di Salisburgo e Yair Kless presso l’Accademia Rubin di Tel Aviv.
Si è laureato in Lettere con una tesi in Storia della Musica sul compositore Virgilio Mortari.
Il suo vasto repertorio spazia dalla musica antica eseguita con strumenti originali alla musica classica, romantica e contemporanea.
Numerosi compositori hanno scritto per lui lavori per violino e orchestra: Ivan Fedele, Terry Riley, Brett Dean, Fabio Vacchi, Michele dall’Ongaro, Michael Nyman, Vito Palumbo, Marcello Panni, Raffaele Bellafronte, Lorenzo Ferrero, Gilberto Bosco, Valerio Sannicandro, Maury Buchala, Marco Betta, Fabian Panisello. Luis De Pablo gli ha dedicato il suo ultimo brano violinistico “Per Violino”.
Di particolare rilievo è stata la sua lunga collaborazione con Luciano Berio del quale ha eseguito Divertimento per trio d’archi in prima mondiale al Festival di Strasburgo, e inoltre Sequenza VIII al Festival di Salisburgo e Corale per violino e orchestra alla Cité de la Musique a Parigi e all’Auditorium Nacional de Musica di Madrid diretto dall’autore.
Ha tenuto le prime esecuzioni italiane dei concerti per violino e orchestra di John Adams (“The Dharma at Big Sur”), Unsuk Chin, Kaija Saariaho (Graal Theatre), Aaron Jay Kernis (Lament and Prayer), Michael Daugherty (“Fire and Blood”), Luis De Pablo e Michael Nyman (Concerto n.1).
Ha tenuto concerti in tutta Europa, Nord e Sud America, Messico, Australia, Cina e Giappone ed effettuato registrazioni discografiche per Decca, Opus 111, Hyperion, Stradivarius e Amadeus.
E’ stato ospite di prestigiose istituzioni quali il Teatro alla Scala di Milano, la Philharmonie di Berlino, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Royal Albert Hall e Cadogan Hall a Londra, Cambridge Society for Early Music di Boston, Centre de Musique Baroque de Versailles, New York University, British Columbia University di Vancouver, South Bank Centre di Londra, Frick Collection di New York e i Festivals Cervantino in Mexico, Breckenridge in Colorado, MiTo, Aix-en-Provence (Presences di Radio France), Proms di Londra, Ravello, Istanbul, Martina Franca, Settimana Musicale Senese, Montpellier, Ravenna, Urbino, Postdam, Salzburg, Strasbourg, Stresa e Tanglewood.
Nel Marzo 2011, diretto da Lorin Maazel, ha tenuto a Washington il concerto celebrativo in USA per i 150 anni dell’Unità d’Italia suonando per l’occasione lo Stradivari 1727 dello stesso Maazel.
Ha tenuto concerti con la BBC Symphony Orchestra, la London Symphony, l’Orchestra Filarmonica della Scala, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, i Berliner Symphoniker, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, l’Orchestra Sinfonica Nazionale d’Il de France, l’Orchestra Filarmonica di Città del Messico, la Regionale Toscana, l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, la Saarlandischer Rundfunk, l’Orchestra Filarmonica di Shangai, l’Orchestra Filarmonica di Nagoya, l’Orchestra della Fondazione Petruzzelli, l’Academia Montis Regalis, l’Accademia Bizantina, l’Ensemble Orchestral Contemporain di Lione, l’Ensemble Court-Circuite di Parigi, i Solisti Aquilani diretto tra gli altri da Sakari Oramo, Hubert Soudant, Pascal Rophé, Steven Mercurio, Zuohuang Chen, Daniel Kawka, Hansjorg Schellenberger, Luciano Berio e Arturo
Tamayo.
Francesco D’Orazio è stato insignito del XXIX Premio Abbiati della Critica Musicale Italiana quale “Miglior Solista”, primo violinista italiano a ricevere questo prestigioso riconoscimento dopo Salvatore Accardo nel 1985.
Suona il violino “Comte de Cabriac” del 1711 di Giuseppe Guarneri e un Jean Baptiste Vuillaume fatto a Parigi nel 1863.

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