Helen Hopekirk: Brani per pianoforte

Helen Hopekirk nacque nel 1856 a Portobello, vicino Edimburgo, in un contesto familiare privo di tradizioni artistiche, anche se il padre vendeva pianoforti.
Iniziò gli studi nella città natale alla Windsor Lodge Academy e lì, a 12 anni, esordì in pubblico come pianista.
Venne sempre incoraggiata dai genitori, al punto che il padre, come ultima volontà, stabilì che la figlia dovesse perfezionarsi nel prestigioso conservatorio di Lipsia.
Nel 1882 sposò l’industriale scozzese William Wilson, ma il matrimonio non pose fine alla sua carriera in quanto fu il marito a rallentare la sua attività lavorativa, diventando il manager della moglie.
Negli anni che seguirono, la Hopekirk portò avanti una serie di tournée in Europa e negli USA e, sempre oltreoceano, venne chiamata a Boston per dirigere, dal 1897 al 1901, il New England Conservatory.
Contemporaneamente non tralasciò mai l’attività compositiva e proseguì il suo perfezionamento con il polacco Theodor Leschetizky, prestigiosa figura del pianismo dell’Ottocento.
Trasferitasi definitivamente negli Usa all’inizio degli anni ‘20, morì a Cambridge, Massachusetts nel 1945.
La fama che ha accompagnato l’artista durante la vita non ha impedito che la Hopekirk cadesse nell’oblio.
Questo fino al 1986, quando la pianista Dana Muller si è imbattuta in alcuni spartiti della compositrice, conservati a Boston, decidendo di incentrare su questa figura il suo dottorato di ricerca.
L’argomento ha stimolato anche il marito, Gary Steigerwalt, che sta portando a termine la biografia di Helen Hopekirk e ha recentemente inciso, con la Toccata Classics (distribuita in Italia da Ducale Music), un cd rivolto ad alcuni brani dell’autrice scozzese, in “prima mondiale”.
Il disco abbraccia un periodo che va dalla fine dell’Ottocento agli anni ’30 del Novecento, ed evidenzia uno stile legato principalmente al passato, che però guarda anche alle innovazioni, rappresentate dall’impressionismo di Debussy.
Altra componente fondamentale è quella popolare, volta al recupero di melodie e danze tradizionali, unite alla descrizione di luoghi suggestivi, come Iona, isola delle Ebridi sede di un’antichissima abbazia, ed al ricordo di figure quali Fingal e Ossian, che rimandano agli albori del movimento romantico.
Il tutto è affidato all’ottima interpretazione di Gary Steigerwalt, che propone una serie di brani di notevole fattura, a conferma dell’elevato valore di una compositrice da riscoprire.

Questa voce è stata pubblicata in Recensioni Cd e Sacd e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.