Il Marco Sannini Quartet e Javier Girotto grandi protagonisti della stagione dell’Associazione Alessandro Scarlatti con “Cambiamo l’aria”

Foto Giancarlo de Luca

“Cambiamo l’aria” è un progetto ideato da Marco Sannini nel 2010, in occasione della mostra itinerante “Ritorno al barocco. Da Caravaggio a Vanvitelli”, con lo scopo di riproporre, in chiave jazzistica, arie tratte prevalentemente dal repertorio del barocco napoletano.
L’iniziativa, affidata fin dall’origine ad un quartetto costituito dal sunnominato Marco Sannini (tromba e leader del gruppo), Marco Pezzenati (vibrafono), Marco de Tilla (contrabbasso) e Stefano Costanzo (batteria), è stata al centro del primo appuntamento del 2018 con la stagione dell’Associazione Alessandro Scarlatti, tenutosi recentemente al Teatro Sannazaro, dove all’ensemble si è aggiunto il sassofonista Javier Girotto in qualità di guest star.
La serata si è aperta con “Se tu m’ami”, che Alessandro Parisotti pubblicò nel primo dei tre volumi della sua raccolta Arie antiche, attribuendola a Pergolesi.
Oggi sembra però assodato che il brano, utilizzato anche da Stravinskij per il suo “Pulcinella”, fosse una creazione dello stesso Parisotti.
Sicuramente di Alessandro Scarlatti (1660-1725) era il successivo “O cessate di piagarmi”, dal dramma per musica “Il Pompeo”, che esordì nel 1683 al Teatro Colonna di Roma, mentre con un salto di quasi un secolo si giungeva a “Chi vuol la Zingarella?” di Giovanni Paisiello (1740-1816), dalla commedia per musica “Gli Zingari in Fiera”, la cui “prima” fu allestita nel 1789 al Teatro del Fondo di Napoli , oggi noto come Teatro Mercadante.
Era quindi la volta di “Vergin tutto amor”, tratta dalla produzione sacra di Francesco Durante (1684-1755), seguita da “Già il sole del Gange”, appartenente all’opera “L’onestà degli amori”, scritta da un giovanissimo Alessandro Scarlatti ed allestita nel 1680, su diretto interessamento della regina Cristina di Svezia, al Teatro Barberini di Roma.
Altro brano di Durante, “Danza, danza fanciulla gentile”, contenuto nel secondo volume della già citata raccolta di Parisotti, mentre “Tre giorni son che Nina” era attribuita a Pergolesi fino a quando non è avvenuto il ritrovamento dell’aria nel manoscritto originale dell’opera I tre cicisbei ridicoli (1749) di Vincenzo Legrenzio Ciampi che, sebbene sia considerato un rappresentante della scuola veneziana, studiò a Napoli con Durante e Leo.
Il concerto si chiudeva con l’aria di Alidoro “Se Florindo è fedele” di Alessandro Scarlatti, da “La donna ancora è fedele”, rappresentata nel 1698 al Teatro San Bartolomeo di Napoli.
Su questi pezzi, alcuni abbastanza noti e tutti ribattezzati per l’occasione (ad esempio la “zingarella” di Paisiello diventava “The Gipsy Girl”, oppure la Vergine di Durante “The Virgin”) Marco Sannini ha costruito sonorità che, partendo da poche note del motivo considerato, si sviluppavano in modo assolutamente imprevedibile e intrigante, assumendo ben presto un carattere autonomo.
Un lavoro sicuramente ben riuscito e, come tutto quello che afferisce alla musica jazz, in continuo e progressivo divenire, segreto principale del successo di un progetto che, ad alcuni anni di distanza dal concepimento, mantiene inalterato il suo fascino e la sua freschezza.
Merito soprattutto della lunga consuetudine fra i costituenti dell’ensemble, Marco Sannini (tromba), Marco Pezzenati (vibrafono), Marco de Tilla (contrabbasso) e Stefano Costanzo (batteria), musicisti di caratura internazionale fra loro affiatatissimi, che ha portato ad un sempre maggiore perfezionamento, a vantaggio di una resa complessiva che si mantiene costantemente a livelli elevatissimi.
In più, vera ciliegina sulla torta, vi era la presenza di un altro mostro sacro come il sassofonista Javier Girotto, inseritosi alla perfezione nei meccanismi del Marco Sannini Quartet.
Forse l’unico rammarico, in una serata di grandissima musica, va ricercato in una presenza giovanile sì numerosa ma non quanto ci si potesse attendere, con alcuni vuoti nei palchi (quelli in platea, conoscendo i gusti degli abbonati storici, abbinati al maltempo che si è abbattuto sulla città, risultavano abbastanza prevedibili).
Ad ogni modo, gli spettatori presenti non hanno fatto mancare la loro calorosa partecipazione e sono stati omaggiati con un bis legato alla Salve Regina di Pergolesi, ottima conclusione di un concerto di notevolissimo spessore.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Recensioni concerti e contrassegnata con , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.