Giovedì 23 novembre l’XI edizione del Festival Pianistico Internazionale Piano Solo si chiude con un concerto del russo Yuri Bogdanov

Con uno dei massimi rappresentanti del magistero russo, Yuri Bogdanov, giovedì 23 novembre, alle ore 19, nell’abituale cornice del Salone dei Marmi  di Palazzo di Città, calerà il sipario sull’XI edizione del Festival Pianistico Internazionale Piano Solo, promosso dai pianisti Paolo Francese e Sara Cianciullo, ospite del Comune di Salerno, con il contributo della Pisano Ascensori e la collaborazione di Santarpino Pianoforti, una edizione che ha salutato il successo di Andrea Turini e del suo innovativo Bach e la notte musicale di Marco Tezza.

Yuri Bogdanov inaugurerà il suo récital con Le Stagioni op.37 bis di Petr Il’ic Ciaikovskij,  un’opera che appartiene al genere del “foglio d’album”, ma in una dimensione colta, moderna e personale, datata 1876.
Ciaikovskij compose queste dodici miniature su sollecitazione della rivista “Nuvellist”, a beneficio dei lettori, strumentisti dilettanti della buona società pietroburghese.
Tutti i pezzi sono melodicamente accattivanti, l’armonia non è mai banale e spesso è preziosa, prevalgono le melodie accompagnate, ma non mancano i momenti di polifonia.
La profonda “nostalgia” russa intride ogni accordo del grande musicista che ha tradotto il sapore del mondo occidentale nella sua versione intimamente folclorica, quasi una punteggiatura, del senso russo dell’infanzia come dello scorrere delle stagioni.
Un ciclo, questo, che si ascolta raramente nella sua interezza e purezza: la Barcarola di Giugno allieta quanto lo squillante Canto del mietitore di Luglio, non così il nostalgico Agosto de’ “Il raccolto” che, sebbene ritmato, sembra ricondurre a ricordi di una stagione che “crepita” nei tasti, giunta oramai al suo termine.
La caccia di Settembre è ben più vivacemente assortita, però è da Ottobre ed il suo Canto d’autunno che la Russia si intravede nella lento scorrere del brano, nei primi chicchi di neve che imbiancano la sterminata terra a cui appartengono entrambi, compositore e pianista, annunciando l’arrivo del Grande Freddo.
Novembre in slitta sulla neve è vitalmente veloce e particolarmente ardua per il pianista, che disinvolto e dotato vi si arrischia mentre, il Natale di Dicembre è alle porte con i suoi regali, punteggiati di luce sotto l’albero.
La popolarità della Sonata n. 2 op. 35 in si bemolle minore di Fryderyk Chopin, che seguirà, comincia dal suo terzo tempo, la Marcia funebre.
In anni nei quali, in conseguenza dell’allargamento del pubblico tradizionale, erano dominanti la musica a programma e la tendenza ad intendere la musica strumentale in chiave psicologica, un pezzo con inserita una dolentissima Marcia funebre rappresentava un invito a nozze.
Una sorta di «poema della morte», simile ad un canto solitario, domina la partitura, concepita tra il 1837 e il 1839.
La linea di fondo da cui si sviluppa l’intera Sonata lascia trasparire un tratto nichilistico, una sorta di concezione drammatica del destino umano.
I profili tematici sono aspri e improvvisi, come succede nel Grave – Doppio movimento, oppure si traducono nei funesti e cadenzati rintocchi di morte della Marcia, sferrati dal basso ostinato della mano sinistra, o si trasformano in linee melodiche intimistiche e sognanti, o ancora sfilano via veloci senza un andamento chiaro, quasi fossero fantasmi senza volto, come si nota nel Presto finale, che in epoca romantica venne fantasiosamente visto come “il vento che soffia tra le tombe”. L’ultimo brano trasporterà la platea in una scena fuori dal tempo, tratta dalla leggenda di Faust, con il Mephisto Waltz n. 1 che Franz Liszt ha composto tra il 1852 e il 1862.
Qui il genio ungherese trascrive la seconda parte di una sua composizione per orchestra, due episodi dal Faust di Lenau, e precisamente quello della danza nel villaggio.
Potrebbe essere una scena campestre, un bozzetto di vita contadina, ma nello sfondo si avverte la presenza di Mefistofele il quale, col carico delle sue memorie, mette in crisi lo spirito giocoso della danza, con agitazione spasmodica e immagini di una sensualità travolgente.

Ingresso libero

info:
saracianciullo@gmail.com
3383219310 – 3392708134

L’ Ufficio Stampa
Olga Chieffi
Cell.:347/8814172

Yuri Bogdanov
Yuri Bogdanov è uno dei più dotati pianisti di oggi.
Ha ricevuto riconoscimenti a livello internazionale soprattutto in qualità di interprete della musica di Johann Sebastian Bach, Franz Schubert e Alexander Scriabin.
Nel 1996 la sua registrazione di brani di F. Schubert è stata definita dal F. Schubert Insitute di Vienna come la migliore registrazione del mondo della Stagione 1995/1996.
Yuri è nato nel 1972 ed ha iniziato lo studio del pianoforte all’età di 4 anni sotto la guida di Anna Artobolevskaya e contemporaneamente inizia lo studio della composizione con T. Rodionova.
Nel 1990 conclude la Central Music School, nel 1995 si diploma al Conservatorio di Mosca P. Tchaikovsky.
Yury Bogdanov ha vinto numerosi premi in concorsi internazionali tra i quali: J. S. Bach a Leipzig nel 1992 (III Premio), F. Schubert a Dortmund nel 1993 (II Premio), F. Mendelssohn ad Amburgo nel 1994 (III Premio), F. Schubert a Vienna nel 1995 (Grand Prix), E. Honens a Calgary (IV Premio), S. Seiler a Kitzingen, nel 2001 (IV Premio).
Bogdanov ha vinto il Festival “April spring” a Pyongyang nel 2004 ed ha ottenuto il premio speciale al concorso internazionale di Sydney nel 1996.
Nel 1989 ha realizzato il suo primo recital a Mosca nella casa-museo di Scriabin, da allora ha realizzato moltissimi concerti in più di 60 città del mondo ed ha realizzato tournée in Austria, Australia, Germania, Canada, Isole Canarie, Norvegia, Corea del Nord, USA, Francia, Svizzera, Giappone e Olanda.
Dal 1997 è solista della Società Accademica Filarmonica di Stato di Mosca e si è esibito nelle più prestigiose sale di Mosca.
Si è inoltre esibito con l’Orchestra della Radio e TV di Stato della Russia, con la Società Filarmonica di Mosca, con la Deutsche Kammerakademie e con la Calgary Philharmonic.
Il suo repertorio include recital, musica da camera e concerti per piano e orchestra. Ha inoltre registrato 9 CD.
Yuri Bogdanov è docente all’ Accademia Musicale Russa Gnessin.
In diverse occasioni il Ministro della Cultura Russo ha invitato Yuri a tenere lezioni in diversi corsi estivi organizzati in Russia e all’estero.
E’ fondatore e vice presidente della Fondazione Musicale A. Atobolevskaya e della Fondazione Y. Rozum.
Nel Dicembre 2005 è stato nominato membro dell’Accademia Russa di Scienze Naturali.
Ha vinto la medaglia d’argento per le arti da parte della “Patrons of art of century” ed inoltre ha ricevuto a Marzo 2006 il titolo onorifico di Artista rappresentativo della Russia.
Yuri Bogdanov è direttore artistico del progetto «Where the art take birth».
Nel 2012, ha fondato il Festival “Prometheus” a Sochi facente parte del programma Culturale organizzato per le Olimpiadi.
Nel 2013 ha organizzato il festival internazionale per pianoforte «Evenings of Art around Moscow».

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