“Le stelle del domani” illuminano il Circolo Ufficiali della Marina Militare di Napoli

Il recente appuntamento con la sedicesima stagione dell’Associazione ex allievi del Conservatorio di San Pietro a Majella, affidata alla direzione del maestro Elio Lupi (che a breve lascerà l’incarico), tenutosi al Circolo Ufficiali della Marina Militare di Napoli, ha proposto il concerto del duo formato da Riccardo Zamuner (violino) e Antonio Gomena (pianoforte).
Il recital si è aperto con la Sonata n. 5 in fa maggiore op. 24 di Ludwig van Beethoven (1770-1827).
Dedicata al conte Moritz von Fries, uno dei mecenati del compositore, venne ribattezzata “La Primavera”, appellativo con la quale è ancora oggi nota, dall’editore viennese Mollo al momento della pubblicazione avvenuta nel 1801.
Si passava quindi alle Variazioni op. 9 su un tema di Schumann di Johannes Brahms (1833-1897), risalente al 1854.
Brano pianistico ispirato all’Albumblätter n. 4 , tratto dalla raccolta schumanniana Bunte Blätter, op. 99, venne dedicato a Clara Schumann che, a sua volta, l’anno precedente aveva composto sette variazioni sullo stesso motivo.
Il pezzo risulta intriso di ricordi che, all’epoca, Clara e i suoi amici dovettero comprendere, ma che il pubblico attuale può solo intuire in parte, corrispondenti ad un periodo che coincise con l’internamento di Schumann nella clinica di malattie mentali del dottor Franz Richarz a Endenich, dove in seguito l’autore avrebbe trascorso, fra penose sofferenze, gli ultimi due anni e mezzo della sua vita.
Toccava quindi alle funamboliche sonorità della Tzigane, rapsodia da concerto, di Maurice Ravel (1875-1937).
Scritta su richiesta della violinista ungherese Jelly d’Arányi, in origine fu concepita per violino e luthéal, un particolare pianoforte sul quale era inserito un meccanismo che dava la possibilità allo strumento di emettere suoni simili al cymbalom, in modo da restituire maggiormente le atmosfere gitane.
La “prima” ebbe luogo a Londra nel 1924, con la dedicataria accompagnata al pianoforte da Henri-Gil Marcheix, mentre nello stesso anno la stagione parigina dei Concerts Colonne tenne a battesimo la versione per violino ed orchestra.
Ultimo brano in programma, Zigeunerweisen, op. 20 n. 1 di Pablo de Sarasate (1844-1908), il cui titolo risulta formato dalle parole tedesche Zigeuner (gitano) e weisen (melodie).
Il pezzo, infatti, creato nel 1878, contiene alcuni motivi di origine zingaresca caratterizzati da notevolissime difficoltà esecutive.
Veniamo quindi ai due interpreti, il violinista Riccardo Zamuner ed il pianista Antonio Gomena, molto giovani (non a caso la serata era intitolata “Le stelle del domani”), ma già con una notevole esperienza alle spalle, in grado di affrontare ottimamente un repertorio che richiedeva, a seconda dei casi, grande sensibilità ed estremo virtuosismo, qualità possedute singolarmente da entrambi gli artisti, che hanno evidenziato anche un perfetto affiatamento.
Pubblico giustamente in visibilio, che ha applaudito a lungo i due talentuosissimi musicisti, ricevendo come bis prima la scatenata Csárdás del napoletano Vittorio Monti e poi la struggente Méditation, inserita da Jules Massenet come intermezzo strumentale, per violino ed orchestra, fra le due scene del secondo atto dell’opera “Thaïs”.
In conclusione una bellissima serata che, grazie all’Associazione ex allievi del Conservatorio di San Pietro a Majella, in collaborazione con il Circolo Ufficiali della Marina Militare di Napoli, ha portato alla ribalta due eccellenze della cultura campana.

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