Domenica 12 novembre Dissonanzen 2017 propone la voce di Enzo Salomone e il jazz di Francesco D’Errico per il potere evocativo di “Bartleby lo scrivano”

Domenica 12 novembre, alla Domus Ars (via Santa Chiara 10 – Napoli), ore 18.00 Dissonanzen 2017 presenta Bartleby.
Sul palco Enzo Salomone accompagnato dalle musiche originali e dal pianoforte di Francesco D’Errico.
Il racconto di Melville, Bartleby lo scrivano, sarà proposto come una sequenza narrativo-musicale, dove la voce di Salomone adegua ai tempi dell’ascolto il plot letterario, che s’innesta nelle sonorità della New York della seconda metà dell’800 arrivando al nostro tempo grazie al jazz del pianoforte di D’Errico che ne ricontestualizza i valori tematici.

Costo del biglietto: 5 euro

Infoline:
www.domusars.it
www.dissonanzen.it

Ufficio Stampa:
Giusi Zippo
mail: giusizippo939@gmail.icom
mob. 3396276954

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Domenica 12 novembre – Domus Ars, Centro d’Arte, Musica e Cultura, chiesa san Francesco delle Monache (via Santa Chiara, 10 – Napoli)

Bartleby
Enzo Salomone, voce recitante e adattamento testo
musiche di Francesco D’Errico eseguite al pianoforte dall’autore

Bartleby è l’enigmatico scrivano, nato dalla penna di Melville, che dopo un primo periodo di solerte copiatura rinuncia a scrivere e comincia a fissare un muro, rifiutando qualsiasi altra attività con la misteriosa, sconcertante, ossessiva, e tuttavia gentile espressione: “Preferirei di no”.
Un racconto che ha suscitato mille interrogativi, e si è prestato a mille interpretazioni, e che da sempre ha esercitato un fascino perturbante quanto inesplicabile.
Tralasciando l’ansia di definizione di Bartleby e riandando, invece, a tutte le violenze che nel secolo scorso hanno caratterizzato i tentativi di ribellione, di opporsi, di dire no, operati da uomini organizzati o da solitari oppositori, che si rifiutavano di soggiacere alla condizione del ‘lavoro alienato’ di ‘copiare’ appuntospiega Enzo Salomonequella lancinante, anarchica, per quanto inutile e autolesionistica risposta di Bartleby, risuona oggi terribilmente profetica e attuale”.
Le musiche ripercorrono una temperatura americana nell’intenzione di attraversare la New York della seconda metà dell‘800, periodo in cui la vicenda di Bartleby lo scrivano si consumadichiara Francesco D’ErricoDunque jazz e blues arcaico attraverso frammenti ritmici, profili melodici e sequenze accordali”.

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