La stagione 2017-2018 dell’Associazione Alessandro Scarlatti si apre con la straordinaria Isabelle Faust accompagnata dall’Ensemble “Il Giardino Armonico” di Giovanni Antonini

Foto Vincenzo Moccia

L’appuntamento di apertura della stagione 2017-2018 dell’Associazione Alessandro Scarlatti, tenutosi nel teatro Sannazaro (sede quest’anno di tutti i concerti in cartellone), ha ospitato la violinista tedesca Isabelle Faust e l’Ensemble “Il Giardino Armonico”, diretto da Giovanni Antonini.
In programma le Sinfonie in sol maggiore, n. 47 e in fa minore, op. 49 di Franz Joseph Haydn (1732-1809), alternate ai concerti per violino e orchestra n. 1 in si bemolle maggiore K. 207 e n. 5 in la maggiore K. 219 di Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791).
Riguardo alle prime, la Sinfonia n. 47, datata 1772, è nota con il soprannome di “Palindroma” in quanto il Minuetto ed il Trio che costituiscono il terzo movimento sono, come le definì il compositore, “al Roverso”, poiché dopo la proposizione del motivo “normale” vengono eseguite esattamente al contrario, con un risultato particolarmente originale e divertente.
Dal canto suo anche la Sinfonia n. 49 (contraddistinta da un numero d’opera più alto pur se risalente a quattro anni prima), è passata alla storia con l’appellativo “La Passione”, probabilmente apposto dal compositore in persona, e l’adagio iniziale sembra descrivere una processione di penitenti che partecipano ai riti della Settimana Santa.
Ma la collocazione “liturgica” viene da molti respinta, a favore di argomentazioni profane, legata a sentimenti umani e, non a caso, tale sinfonia, insieme ad altre concepite da Haydn a cavallo fra la fine degli anni ‘60 e l’inizio degli anni ‘70 del Settecento, è inserita tra quelle appartenenti al cosiddetto periodo “Sturm und Drang” dell’autore.
Per quanto concerne i cinque concerti per violino ed orchestra di Mozart, vennero composti tutti nel 1775 (da aprile a dicembre), quando il musicista lavorava, con il padre Leopold, alle dipendenze di Hieronymus von Colloredo, dispotico principe arcivescovo di Salisburgo.
Non si sa se il destinatario fosse un solista dell’orchestra di corte o Mozart medesimo, che, oltre al pianoforte e alla viola, suonava discretamente anche il violino.
Di sicuro questo gruppo di concerti indica la padronanza, l’assimilazione e la successiva rielaborazione dei principali stili in auge all’epoca (in particolare l’italiano e il francese), per dare vita a lavori di colto intrattenimento, dove al virtuosismo fine a se stesso si preferivano motivi affidati alla sensibilità dell’esecutore.
Uno sguardo, ora, sugli ottimi interpreti, a cominciare da Isabelle Faust, protagonista di una prova memorabile, caratterizzata da un suono, straordinariamente nitido e raffinato, e da un perfetto affiatamento con “Il Giardino Armonico”, proseguendo una collaborazione sfociata in un pluripremiato doppio cd dell’Harmonia Mundi, anch’esso rivolto alle medesime pagine mozartiane.
A ciò va aggiunta la serenità trasmessa agli spettatori, rimasti incantati dal costante sorriso con il quale ha affrontato i due brani, e dal suo Stradivari, soprannominato “Bella Addormentata” perché ritornato a far sentire la sua voce, grazie alla violinista, dopo che per decenni era stato custodito nei sotterranei di una banca.
Di grande livello anche la prova dell’Ensemble “Il Giardino Armonico”, diretto da Giovanni Antonini, che da qualche anno ha intrapreso un progetto ventennale legato all’integrale delle sinfonie di Haydn.
La compagine ha saputo trovare il giusto equilibrio per mettere in evidenza le sonorità particolari e ricche di fascino, legate agli strumenti d’epoca, in un ambiente caratterizzato da un’acustica un po’ secca.
Pubblico numerosissimo e giustamente entusiasta, al quale è stato offerto come bis l’Andante cantabile, dal Concerto n. 4 in re maggiore per violino ed orchestra K. 218, gran finale di una eccezionale serata che ha aperto nel migliore dei modi la nuova stagione dell’Associazione Alessandro Scarlatti.

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