La musica bielorussa approda all’Ottobre Organistico Francescano

Il recente concerto della III edizione dell’Ottobre Organistico Francescano, rassegna organizzata dai Frati Minori Conventuali, in collaborazione con l’Associazione Organistica “Giovanni Maria Trabaci”, ha avuto come protagonisti il “Coro Bellarus Spadcina”, diretto da Rosa Montano, e l’organista Mauro Castaldo.
Il programma della serata era quasi interamente rivolto a motivi della tradizione bielorussa, a partire da Bogorodize Devo (Ave Maria) per coro e organo di Anna Kozlova, fra le più note compositrici di questa nazione dell’Europa orientale.
I successivi Kupalinka (tradizionale) e Pesnia belaruskaja maja (di Shurman-Surpina), entrambi per coro a cappella, si riferivano rispettivamente alla festa tipica che celebra il solstizio d’estate, durante la quale le ragazze cingono la loro testa di corone di fiori, e alla esaltazione delle bellezze bielorusse, nella vasta accezione del termine.
Toccava quindi a tre brevi pezzi organistici, Praeambulum per organo solo dell’austriaco Franz Nikolaus Novotny (1743-1773), molto stimato da Haydn e attivo alla corte degli Esterházy, Praeludium in si bemolle maggiore per organo del polacco Władysław Żeleński (1837–1921), che fu direttore del conservatorio di Cracovia ed il Preludio in si bemolle maggiore di Antonín Dvořák (1841-1904), lavoro giovanile risalente al 1859, tratto da una raccolta di Preludi e di fughe per organo.
Un secondo gruppo di brani bielorussi proponeva Bor (Boschetto) per voce e organo di Astankovich, su lirica di Janka Kupala, pseudonimo del poeta e scrittore Ivan Daminikavič Lucėvič (nato a Vyazinka e morto in circostanze misteriose a Mosca), ed altri due brani per coro e organo Dzve krinizi (Le due fonti) di Astankovich – Prigodzich e il suggestivo Vsego to navsego (Ama semplicemente) di suor Juliana, al secolo Maria Nikolaevna Sokolova (1899-1981).
Chiusura con un omaggio francescano, il celeberrimo Dolce sentire, leitmotiv della pellicola “Fratello Sole, Sorella Luna” di Franco Zeffirelli, scritto da Riz Ortolani ispirandosi ad una lauda del XIII secolo, su testo di Padre Jean-Marie Benjamin.
Per quanto riguarda gli interpreti, oltre a sottolineare la consueta bravura di Mauro Castaldo, che ha proposto brani organistici di raro ascolto, una grande nota di merito va anche al mezzosoprano Rosa Montano (solista in Bor), artefice della creazione di un ensemble amatoriale femminile di alto livello, il “Coro Bellarus Spadcina”, costituito da rappresentanti della Bielorussia (in prevalenza), dell’Ucraina e della Russia, che lavorano a Napoli.
Il gruppo, emanazione della omonima associazione, la cui attività mira a sostenere e a divulgare la musica tradizionale e la cultura slava sul territorio italiano, nonostante la recente formazione ha già avuto modo di farsi conoscere, al punto da essere fra i protagonisti assoluti del Terzo Festival delle Arti Bielorusse nel mondo, tenutosi a Minsk il mese scorso.
In conclusione, una serata piacevole, unica e molto originale, che ha portato all’Ottobre Organistico Francescano una ventata di musica sacra dell’Est Europeo, grazie all’ottimo “Coro Bellarus Spadcina”, diretto da Rosa Montano.

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