L’Orchestra Filarmonica di Vienna, diretta da Semyon Bychkov, propone una magistrale interpretazione della Sinfonia n. 2 di Schmidt e dell’interludio di Richard Strauss “Träumerei am Kamin”

Nato a Pressburg (oggi Bratislava) nel 1874, Franz Schmidt si spostò a Vienna nel 1888, dove studiò composizione con Robert Fuchs, violoncello con Ferdinand Hellmesberger e contrappunto con Anton Bruckner.
Per molti anni fu primo violoncello dell’Orchestra Filarmonica di Vienna, posto ottenuto dopo regolare audizione, battendo un’ampia e agguerrita concorrenza, per cui in tale ruolo ebbe modo di conoscere Mahler, che diresse la prestigiosa compagine dal 1898 al 1901.
Apprezzatissimo docente di violoncello, pianoforte, composizione e direzione d’orchestra, come autore fu abbastanza in ombra, a fronte di una produzione comprendente musica organistica e da camera, quattro sinfonie, due opere, un oratorio e la cantata “Deutsche Auferstehung” (“Resurrezione Tedesca”), su testo di Oskar Dietrich , che l’autore non riuscì a completare per la morte sopravvenuta nel 1939 e venne terminata dal collega Robert Wagner l’anno successivo.
Proprio questa cantata, chiaramente propagandistica, innescò comprensibili polemiche sui rapporti fra Schmidt ed il nazismo, regime dal quale ricevette sicuramente stima e appoggi, anche se, da più parti, è stato sottolineato il costante disinteresse del compositore, al limite dell’ingenuità, nei confronti della politica (pare abbia una volta addirittura proposto l’esecuzione di un brano, scritto da un suo allievo ebreo, ad un gruppo musicale filo-nazista).
Il suo nome è comunque legato soprattutto a due pezzi pianistici (un concerto ed alcune variazioni concertanti su un tema di Beethoven), entrambi per la sola mano sinistra, espressamente concepiti per un brillante solista di origini ebraiche, Paul Wittgenstein, fratello del più noto filosofo Ludwig, che aveva perso il braccio destro durante la Grande Guerra.
A Schmidt è rivolto in prevalenza un recente cd della Sony Classical, che propone la Sinfonia n. 2 in mi bemolle maggiore, e si completa con l’interludio sinfonico Träumerei am Kamin (Sogno davanti al camino) di Richard Strauss, tutti e due affidati all’Orchestra Filarmonica di Vienna, diretta da Semyon Bychkov.
Per quanto riguarda la sinfonia, completata nel 1913, esordì nello stesso anno a Vienna, sotto la direzione di Franz Schalk che ne fu anche il dedicatario.
Sempre nella città austriaca, fu Felix Weingartner a dirigerla l’anno dopo, alla testa dei “Wiener”, suggellando un sodalizio, proseguito anche dopo la morte dell’autore, che avrebbe provocato numerose rimostranze per il presunto scarso valore della produzione di Schmidt (in realtà, come riportato nel libretto di accompagnamento del cd, i detrattori si concentravano principalmente fra i critici, mentre il pubblico degli appassionati mostrò sempre buona disposizione nei confronti dei suoi lavori).
La composizione risulta divisa in tre soli movimenti, con quello centrale consistente in un tema e dieci variazioni, ed evidenzia l’abilità compositiva di Schmidt che, dal punto di vista stilistico, presenta affinità con Mahler, Bruckner e Richard Strauss, senza disdegnare qualche incursione nel sinfonismo della prima metà dell’Ottocento, al punto da far collocare il musicista nell’ambito degli esponenti del tardo-romanticismo viennese.
Dal canto suo Träumerei am Kamin è tratto da “Intermezzo” (1924), opera autobiografica di Richard Strauss, autore anche del testo, che ebbe come riferimenti sia la tipica commedia viennese, inserendo però argomenti di stretta attualità, sia alcuni racconti di Arthur Schnitzler (in particolare Doppio Sogno e Zwischenspiel).
Uno sguardo ora agli interpreti, per confermare, se ancora ce ne fosse bisogno, l’estremo valore dell’Orchestra Filarmonica di Vienna, ottimamente diretta da Semyon Bychkov.
Eccezionale risulta soprattutto l’esecuzione della sinfonia, caratterizzata da sonorità molto complesse, che emergono in modo netto e senza sbavature, grazie ad archi e fiati di una impressionante bravura, che ancora oggi concorrono a rendere la compagine una delle migliori a livello mondiale.
In conclusione un cd di altissimo livello, utile anche per approfondire un autore molto valido, ma ancora poco conosciuto, come Franz Schmidt.

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