Stradella: Integrale delle sinfonie per archi

Alessandro Stradella nacque nel 1639 a Nepi, in provincia di Viterbo, e ben poco si conosce della sua giovinezza.
Si sa, comunque, che a 21 anni era già molto noto a Roma per le sue cantate sacre e profane, ed aveva numerosi committenti, fra i quali la regina Cristina di Svezia.
Altre notizie certe riguardano un suo furto di soldi destinati alla Chiesa, con conseguente fuga dallo Stato Pontificio.
Stradella è però passato alla storia soprattutto per aver avuto numerose relazioni con donne sposate appartenenti alla nobiltà, il che gli attirò le ire dei mariti e fu anche la causa della sua morte, avvenuta a Genova nel 1682, per mano di sicari ignoti (a differenza del mandante).
La vita turbolenta e alquanto dissoluta ha finito per portare in secondo piano l’importanza musicale di un autore che, oltre ad aver scritto un gran numero di brani vocali, può essere considerato, in ambito strumentale, l’inventore del cosiddetto “Concerto Grosso”.
Tale termine fu coniato da Corelli per identificare questo genere, da lui portato poi in auge, per sottolineare come l’organico utilizzato necessitasse di un numero di strumenti più numeroso dell’usuale.
A Stradella la Brilliant Classics (distribuita in Italia da Ducale Music), ha recentemente rivolto l’incisione, in prima mondiale, dell’integrale delle Sinfonie per archi, affidandolo all’Ensemble Arte Musica.
Si tratta di undici composizioni, provenienti da un paio di manoscritti conservati a Modena e Torino, nove dei quali creati per due violini, violoncello e basso continuo e i rimanenti due per violino, violoncello e basso continuo.
Il termine sinfonia è in questo caso utilizzato nell’accezione seicentesca, ovvero in qualità di brano concepito per pochi strumenti, talora con funzione di preludio ad un’opera o ad una cantata.
Nel complesso siamo di fronte a pezzi di grande originalità, dovuta al fatto che Stradella, oltre a fondere mirabilmente i vari stili dell’epoca, inserì nei suoi lavori soluzioni spesso inaspettate.
Il tutto risulta ben evidenziato dall’interpretazione dell’Ensemble Arte Musica, costituito dal suo fondatore e direttore Francesco Cera (nella duplice veste di clavicembalista ed organista), dai violinisti Marco Piantoni e Nunzia Sorrentino e dalla violoncellista Rebeca Ferri, protagonisti di una registrazione di ottima fattura.
In conclusione un cd che riporta alla ribalta, con pieno merito, una figura abbastanza particolare nell’ambito della musica del Seicento.

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