Nella chiesa di S. Angelo a Nilo due giovanissimi talenti chiudono la rassegna “I Concerti del Donatello”

L’ultimo appuntamento con “I Concerti del Donatello”, rassegna inserita in Convivio Armonico di Area Arte, svoltasi nella chiesa napoletana di S. Angelo a Nilo, ha avuto come protagonista il duo “Vibrapiano”, formato dai giovanissimi Laura Francesca Mastrominico (vibrafono) e Fabio Espasiano (pianoforte).
Il programma prevedeva una serie di trascrizioni per l’insolito organico, di brani abbastanza noti, legati a differenti generi musicali, a cominciare da Vocalise di Sergej Rachmaninov,  che l’autore russo dedicò al soprano Antonina Nezhdanova, ultimo dei Quattordici canti per voce e pianoforte, op. 34 (1915).
Il suo lirismo ha finito quasi subito per oscurare il resto della raccolta, facendo sì che il pezzo fosse oggetto di numerose versioni, fra le quali questa è forse una delle più originali.
Dalla musica da camera al balletto, con “La morte del cigno”, dal “Lago dei cigni” di Piotr Ilic Ciaikovskij, mentre i due brani successivi Der Hölle Rache (aria della “Regina della notte”, da “Il flauto magico” di Wolfgang Amadeus Mozart) e l’Habanera (aria di Carmen, dall’omonimo lavoro di Georges Bizet), ci portavano ad altrettante celeberrime opere
Toccava quindi a Badinerie, movimento conclusivo della Suite n. 2 in si minore per flauto e orchestra, BWV 1067 di Johann Sebastian Bach, che recentemente ha raggiunto una grande notorietà, in quanto uno dei motivi maggiormente utilizzati per le suonerie dei cellulari.
Era poi la volta di un altro cigno, quello che precedeva il gran finale de “Il Carnevale degli animali” di Camille Saint-Saëns, brano del 1886 composto da 14 movimenti che, su espresso desiderio dell’autore, considerando i numerosi contenuti ironici nei confronti di alcuni colleghi, venne eseguito soltanto dopo la sua morte.
“Il cigno”, in particolare, ispirò il balletto di Fokine “La morte del cigno”, pietra miliare di una danza di nuova concezione e cavallo di battaglia della leggendaria Anna Pavlova.
Si passava successivamente ad un trittico costituito da Gymnopédie n. 1, One minut mallett solo e Little love song, la prima creata originariamente per pianoforte da Erik Satie e gli altri due scritti per vibrafono dall’olandese contemporaneo Ruud Wiener.
Chiusura con due compositori statunitensi, George Gershwin e Cole Porter, autori rispettivamente di Summertime (dall’opera “Porgy and Bess”, datata 1935) e Let’s do it (dal musical del 1928 “Paris”).
In definitiva un programma piacevole e ben strutturato, che ha degnamente chiuso una rassegna meritevole di maggiori attenzioni, mettendo in evidenza Laura Francesca Mastrominico (vibrafono) e Fabio Espasiano (pianoforte), due interpreti molto bravi, affiatati, rigorosi e, se consideriamo la loro giovane età, dotati già di una sensibilità decisamente superiore alla media, sottolineata dalla costante ricerca nel proporre quelle particolari sfumature che distinguono un talento da un musicista normale.
Non ci resta che augurare ad entrambi una prestigiosa carriera, con la speranza di riascoltarli presto, magari nell’ambito di un programma interamente dedicato al musical.

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