La grande Musica di Chausson e Ravel incanta il pubblico del San Carlo

L’orchestra del Teatro di San Carlo è stata impegnata nell’esecuzione di un affascinante programma sinfonico nel segno della più pura tradizione musicale francese.
Il noto direttore Eduard Zilberkant ha guidato l’orchestra del massimo napoletano eseguendo la Rapsodie Espagnole e l’Alborada del Gracioso di Maurice Ravel.
In effetti il programma della serata desiderava proporre un confronto fra due grandi compositori della scuola francese, due modi diversi di intendere l’arte compositiva e nel contempo l’occasione d’ascoltare la presenza di un’idea comune nell’ affrontare la prospettiva timbrica e le sue possibili sfumature in orchestra.
Così alle pagine di Ravel si è voluto unire alcune composizioni del meno noto Ernest Chausson, autore pure di grande fascino, forse troppo spesso associato alla retorica dell’Art Nouveau ed a un certo filone wagneriano che non sempre produsse interessanti risultati, sia sul piano estetico che per ciò che concerne la novità del linguaggio sviluppato.
Ad affiancare il direttore Zilberkant abbiamo ascoltato la talentuosa Cecilia Laca che si è esibita come solista nel Poème di Chausson per violino e orchestra e nella Tzigane di Ravel, partitura complessa di non facile esecuzione e di grande effetto sia per la struttura d’assieme che per le “acrobazie” a cui costringe il solista.
La direzione di Zilberkant si è rivelata in ogni punto rigorosa e mai banale.
Interessante la riproposta delle pagine di Ravel, unite da un gesto che non ha mortificato l’afflato melodico delle parti solistiche restituendo invece al disegno orchestrale di fondo una sua compattezza e genuinità timbrico – armonica che ha ed avrà sempre grande presa sul pubblico.
La scrittura di Ravel resta un esempio inarrivabile di conoscenza dell’arte dell’orchestrazione e fluidità nella capacità creativa, in ogni battuta si può dire un capolavoro, ogni colore è meticolosamente ricercato e fuso in una visione del tutto, che onestamente affascina anche i meno esperti del linguaggio sinfonico di inizio Novecento.
Ottima la decisione di invertire l’ordine di esecuzione nella seconda parte del concerto, forse dettata da problemi tecnici, eppure l’esecuzione a conclusione della serata della scena finale da Le roi Arthus di Chausson, ha donato al concerto un’ enfasi spettacolare che ben meritava.
Molto applauditi il giovane baritono Gary Griffiths e la violinista Cecilia Laca, per quanto le pagine di questo repertorio forse non erano del tutto adatte al suono violinistico che esprime, avendola costretta in più punti a rigidità d’esecuzione non sempre in linea con la direzione di Zilberkant e con il suono dell’ orchestra.
Notevole, infine, la prestazione dell’orchestra del Teatro di San Carlo, ben diretta e capace di proporre i grandi classici della musica in una veste molto accattivante, seppure sobria nelle linee di fondo, grazie alla grande professionalità dei suoi componenti.

(articolo di Ferdinando de Martino)

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Recensioni concerti e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...