Al “Festival Brahmsiano” tre interpreti di grande spessore

Foto Max Cerrito

Nuovo appuntamento del “Festival Brahmsiano”, ciclo inserito nel “Maggio della Musica”, rassegna affidata alla direzione artistica del maestro Michele Campanella che si svolge nella veranda neoclassica di Villa Pignatelli.
Questa volta, a confrontarsi con i brani di musica da camera di Brahms, sono stati Monica Leone al pianoforte e i fratelli David e Diego Romano, rispettivamente al violino e al violoncello, che hanno proposto la Sonata n. 1 in sol maggiore, op. 78 per violino e pianoforte ed il Trio n. 2 in do maggiore per archi e pianoforte, op. 87.
La prima venne completata nel 1879, dopo che il compositore tedesco aveva vinto i forti dubbi legati alle sue capacità di concepire un brano cameristico per violino e pianoforte.
Nota ancora oggi come Regensonate (Sonata della pioggia), deve tale appellativo al fatto che Brahms utilizzò alcuni passaggi contenuti nel Regenlied, op. 59, n.3 (il cui testo apparteneva all’amico Klaus Groth), inserito nella sua raccolta 8 Lieder und Gesänge, op. 59.
Il giudizio lusinghiero ricevuto da una ristretta cerchia di amici, ai quali fece ascoltare la sonata in anteprima, convinse Brahms a sottoporla al grande pubblico, che rispose con un’accoglienza entusiastica.
Riguardo al Trio in do maggiore, op. 87, esso fu completato nell’estate 1882, trascorsa a Ischl dall’autore, e segnò il ritorno ad un organico (pianoforte, violino e violoncello) utilizzato fino ad allora solo per il giovanile Trio in si maggiore (1853-1854).
In questa occasione l’accoglienza di pubblico e critica fu piuttosto tiepida, forse perché il lavoro risultava troppo avanti rispetto ai tempi.
Brahms era invece fortemente convinto della bontà della composizione, al punto che, quando nel 1884 inviò la partitura all’editore Shimrock, la accompagnò con la frase “Le dico che un Trio così bello Lei da me ancora non l’ha ricevuto e forse negli ultimi dieci anni non l’ha mai pubblicato!”.
Uno sguardo ora agli esecutori, iniziando dalla pianista Monica Leone, ottima interprete dei due brani, che ha evidenziato un perfetto affiatamento con il violinista David Romano nella sonata e con David ed il fratello violoncellista Diego nel trio.
Questi ultimi hanno confermato la consueta bravura, che si traduce nella ricerca di sonorità intense, avvolgenti e raffinate, indispensabili per trasferire pienamente agli ascoltatori il complesso universo musicale brahmsiano.
In definitiva un concerto di altissimo livello, confortato dalla presenza di un pubblico che ha gremito interamente la veranda neoclassica di Villa Pignatelli, preludio all’ultimo capitolo del “Festival Brahmsiano”, anch’esso molto atteso, che vedrà il prossimo 25 giugno il Sestetto Stradivari eseguire il Quintetto per archi n. 1 in fa maggiore, op. 88 e il Sestetto n. 2 in sol maggiore per archi, op. 36.

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