Il Trio Kubrick chiude in grande stile la rassegna “Concerti in Villa Floridiana”

I brani di Franz Schubert, mentre l’autore era in vita, non furono quasi mai presi in considerazione.
Una delle rarissime eccezioni è rappresentata dal Trio per pianoforte n. 2 in mi bemolle maggiore, op. 100 che, fin dal suo apparire, incontrò grande favore di critica e pubblico, e la cui fama è giunta fino a noi inalterata.
La composizione nacque nel 1827, a seguito della richiesta di un carissimo amico, il nobile Josef von Spaun, prossimo al matrimonio.
Dopo la “prima”, eseguita nel salotto di casa von Spaun, con Schubert al pianoforte, l’esordio in pubblico ebbe luogo nel dicembre del 1827, al Musikverein di Vienna, e fu affidato a due dei quattro componenti del celebre Quartetto Schuppanzigh (il violinista Ignaz Schuppanzigh ed il violoncellista Joseph Linke), affiancati dal pianista Karl Maria von Bocklet.
Il grande successo ottenuto da questa esibizione fece sì che il pezzo fosse riproposto nel marzo del 1828, durante la prima e unica “Accademia” (termine con il quale si indicava un concerto a pagamento, il cui ricavato andava all’autore delle musiche), organizzata per Schubert dalla “Società degli Amici della Musica” di Vienna.
Successivamente l’editore Probst di Lipsia volle pubblicare il trio, chiedendo però al musicista uno sfoltimento del lunghissimo movimento conclusivo.
Schubert accettò e, nonostante le precarie condizioni di salute, si occupò delle modifiche, riuscendo a vedere, poco prima di morire nel novembre del 1828, la copia definitiva fresca di stampa.
Anche Schumann, nel 1836, fornì il suo prestigioso contributo di critico, tessendo le lodi del Trio op. 100 e del suo “gemello”, il Trio op. 99, in un articolo scritto per la “Neue Zeitschrift für Musik” (rivista da lui fondata nel 1834, che esiste ancora oggi).
Ultimo contributo, in tempi moderni, quello del regista statunitense Stanley Kubrick che, nell’ambito delle musiche utilizzate per il film “Barry Lyndon” (1975), si è avvalso del tema presente nell’Andante con moto del secondo movimento. che ritroviamo nell’Allegro moderato conclusivo.
Il motivo in questione derivava da una melodia popolare svedese, ascoltata da Schubert nel “salotto” di casa Fröhlich, nell’esecuzione del tenore Isak Berg.
Il Trio op. 100 di Schubert è stato recentemente al centro dell’appuntamento conclusivo dei “Concerti in Villa Floridiana”, rassegna organizzata dall’Associazione Golfo Mistico, in collaborazione con il Polo Museale della Campania.
Ad eseguirlo sono stati chiamati il violinista Salvatore Lombardo, il violoncellista Lorenzo Ceriani ed il pianista Giacomo Serra (che costituiscono il “Trio Kubrick”), protagonisti di un’interpretazione di altissimo livello, caratterizzata dall’elevato valore dei singoli e dal loro perfetto affiatamento, abbinati ad una grande nitidezza e raffinatezza esecutiva, il tutto esaltato dall’ottima acustica della “Gran Galleria” del Museo Duca di Martina, sede dell’evento.
Pubblico molto numeroso, attento e partecipe, che ha salutato il trio con lunghi e scroscianti applausi, a coronamento di una mattinata di grande musica da camera.

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