Nella Basilica napoletana di S. Francesco di Paola l’omaggio mariano di Convivio Armonico

Il recente appuntamento con Convivio Armonico di Area Arte ha ospitato, nella Basilica Reale Pontificia di S. Francesco di Paola, l’Ensemble “Le Musiche da Camera”, costituito per l’occasione da Francesco Divito (soprano), Rosa Montano (mezzosoprano), Egidio Mastrominico (violino di concerto) e Mauro Castaldo (organo).
Il quartetto ha proposto, nell’ambito del concerto intitolato “Mater Gratiae”, brani strumentali alternati a pezzi sacri, alcuni dei quali di argomento mariano, appartenenti al repertorio barocco.
In apertura abbiamo ascoltato la Fantasia a violino solo di Nicola Matteis (ca. 1640 – dopo 1714), napoletano trapiantato a Londra intorno al 1670, dove portò avanti una prestigiosa carriera soprattutto come violinista virtuoso.
A seguire Domine Deus dal Gloria RV 589 di Antonio Vivaldi (1678-1741) e Vidit suum, dal celeberrimo Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi (1710-1736), entrambi per soprano, seguiti da un confronto fra due Qui sedes per mezzosoprano, tratti rispettivamente dal Gloria RV 589 e dal Gloria RV 588, sempre di Vivaldi.
A tale proposito va ricordato che il musicista veneziano scrisse almeno tre Gloria, dei quali uno è andato perduto e gli altri due vennero composti presumibilmente nel 1715, su richiesta del Conservatorio dell’Ospedale della Pietà.
La pagina vivaldiana proseguiva con  Esurientes implevit, dal Magnificat RV 610 e Tecum principium da Dixit Dominus RV 595.
Un breve intervallo organistico con due Toccate di Francesco Mancini (1672-1737) prima di un altro trittico vocale-strumentale, consistente in un’aria per soprano dal mottetto Nulla in mundo pax sincera RV 630 (1735) di Vivaldi, l’aria Erbarme dich, mein Gott, dalla Passione secondo Matteo BWV 244 di Johann Sebastian Bach (1685-1750), legata alle lacrime di Pietro, e il Laudate Dominum di Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791), inserito nel Vesperae solennes de confessore K 339, scritto a Salisburgo nel 1780.
Una incursione nel repertorio francese con la Sonata I per violino e basso di Michel Corrette (1707-1795) precedeva gli ultimi due brani della serata l’Ave Maria, attribuita per un certo tempo a Giulio Caccini (1550-12618), che risale invece al 1972 ed è opera del liutista russo Vladimir Vavilov, e il duetto di Maddalena e Cleofe, dall’oratorio “La Resurrezione”, che Georg Friedrich Händel (1685-1759) allestì a Roma nel 1708.
Per quanto riguarda gli interpreti, la serata ci ha permesso di apprezzare ancora una volta le straordinarie doti di Francesco Divito, la cui voce di soprano si deve alla mancata muta, e il notevole spessore anche degli altri tre interpreti, Rosa Montano (mezzosoprano), Egidio Mastrominico (violino) e Mauro Castaldo (organo), molto bravi singolarmente e ben affiatati fra loro, che hanno dato vita ad un programma complesso, interessante e ben eseguito, ponendo in evidenza alcune perle del periodo barocco.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Recensioni concerti e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...