Ai “Concerti di Primavera” un duo di spessore internazionale

Foto Max Cerrito

Il recente appuntamento dei “Concerti di Primavera”, rassegna organizzata dalla Comunità Evangelica Luterana e affidata alla direzione artistica di Luciana Renzetti, ha ospitato Diego Romano (violoncello) e Massimo Spada (pianoforte) confrontatisi, nella prima parte con due capolavori cameristici di Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809-1847).
Dell’autore tedesco sono stati proposti il Lied ohne worte in re maggiore, op. 109 e la Sonata n. 2 in re maggiore, op. 58.
Il primo consisteva in una breve e sognante “Romanza senza parole”, suggello alla omonima raccolta, formata da 48 brani e racchiusa in otto volumi, iniziata nel 1829 e completata nel 1845.
La dedicataria dell’op. 109 fu Lisa Cristiani, una delle prime virtuose del violoncello, all’epoca diciottenne, che sarebbe morta di colera ad appena 26 anni in Russia, mentre era impegnata in una spossante tournée, durante la quale aveva già percorso quasi 20.000 Km, toccando i posti più sperduti della Siberia.
La Sonata venne invece composta nel 1843 e fu composta per il conte Matteo Wielhorski, mecenate russo e violoncellista dilettante.
Il brano, ricco di spunti melodici, abbinava notevole eleganza e sprazzi di grande luminosità a passaggi di discreto virtuosismo, nell’ambito di una partitura che metteva sullo stesso livello i due strumenti.
Dopo un breve intervallo, la seconda parte è stata rivolta alla Sonata op. 19 di Sergej Rachmaninov (1873-1943), terminata nel 1901, solo pochi mesi dopo il celeberrimo Concerto per pianoforte ed orchestra n. 2.
Il pezzo esordì a Mosca a inizio dicembre, con l’autore al pianoforte e il talentuoso Anatoliy Brandukov, dedicatario del brano, al violoncello.
Rachmaninov, volendo sottolineare l’equilibrio da lui concepito fra i due strumenti, tese sempre a definire la sua composizione  sonata per violoncello e pianoforte e non, genericamente, sonata per violoncello.
Veniamo quindi ai due interpreti, che hanno illuminato la serata, evidenziando una grande tecnica, perfetto affiatamento, una sensibilità fuori dal comune, senza però mai eccedere nel facile sentimentalismo, mostrando di costituire un duo già rodato, pur se formatosi da poco, e di caratura internazionale.
Pubblico in visibilio, che ha chiesto a gran voce un bis, ottenendone ben due, consistenti nell’Allegro, dalla Sonata in re minore, op. 40 di Shostakovich e nella trascrizione per violoncello e pianoforte di Mariettas lied, dall’opera “Die tode Stadt” dell’austriaco Erich Wolfgang Korngold (1897-1957), allievo di Zemlinsky, che per motivi razziali dovette fuggire negli USA, dove fece fortuna diventando uno dei più celebri autori di colonne sonore di Hollywood.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Recensioni concerti e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...