Al Gesù Nuovo una serata all’insegna della preghiera nella lirica con l’ “Opera Talk Show” di Riccardo Canessa

Riccardo Canessa – Foto Max Cerrito

Nell’ambito della campagna di crowdfunding legata al progetto “Riaccendiamo il Gesù Nuovo”, si è svolta una particolare serata dal titolo “Opera Talk Show”, condotta da Riccardo Canessa e incentrata sulla presenza della preghiera nel melodramma.
Apertura dedicata ad un ampio excursus sulla “Tosca” di Puccini, completato con la proposizione del Te Deum e di “Vissi d’arte”, il primo tratto da una registrazione dell’opera diretta dal maestro Daniel Oren, il secondo interpretato dal soprano Leona Pelešková, accompagnato dall’organista Mauro Castaldo.
Da Puccini al Mascagni di “Cavalleria rusticana”, con “Inneggiamo al signore”, eseguito dal medesimo duo, rinforzato da un sestetto maschile costituito da coristi del Teatro di San Carlo, ai quali si è aggiunta anche la voce di Canessa.
La successiva “Ave Maria” apparteneva all’ “Otello” verdiano mentre dal “Mosé in Egitto” di Rossini abbiamo ascoltato “Dal tuo stellato soglio” in una esecuzione diretta da Roberto Abbado.
A tal proposito va ricordato che la sublime preghiera affidata a Mosè, che precede il passaggio del Mar Rosso da parte degli Ebrei, non era presente nella partitura quando l’opera esordì nel 1818 al Teatro di San Carlo, ma fu aggiunta nell’allestimento dell’anno successivo, per ovviare ai problemi legati all’apertura delle acque, che durante la “prima” avevano suscitato l’ilarità del pubblico, trasformando il dramma in farsa.
Gran finale con “La Vergine degli Angeli”, meraviglioso pezzo con il quale si chiude il secondo atto del verdiano “La forza del destino”, interpretato prima dai professionisti e poi dal pubblico presente.

Foto Max Cerrito

Per quanto riguarda i protagonisti, il mattatore della serata è stato, naturalmente, Riccardo Canessa che ha dato vita ad una piacevole esibizione, abbinando equilibratamente descrizioni di natura tecnica a gustosi aneddoti.
Inoltre, la scelta dei brani proposti è stata da lui invertita, rispetto al programma originario, in quanto il regista ha voluto evidenziare il progressivo passaggio dal sacro, come puro contorno alla drammaticità (il contrasto fra la solennità del Te Deum e le mire di Scarpia), fino al sacro legato ad una manifestazione di profonda religiosità, insita nei brani verdiani ed in quello rossiniano.
Un cenno merita anche l’affiatato duo formato dal soprano Leona Pelešková e dall’organista Mauro Castaldo, con la prima che ha messo in evidenza una voce molto bella, caratterizzata da una dizione chiara, grande intensità interpretativa ed è apparsa particolarmente a suo agio nel repertorio verdiano, toccando l’apice nell’Ave Maria.
Dal canto suo, il maestro Castaldo è riuscito, talora miracolosamente, a trarre le giuste sonorità dallo strumento a sua disposizione, certamente non paragonabile ai fasti della chiesa che lo ospita.
In conclusione una serata notevolmente interessante, che ha culturalmente arricchito il pubblico dei presenti (un po’ partecipe, un po’ svagato), grazie alla bravura ed alla passione di tutti i protagonisti.

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