L’Orchestra Giovanile Napolinova, diretta da Alessandro Carbonare, chiude in grande stile la sua prima stagione sinfonica al Teatro Bellini

Ultimo appuntamento, al Teatro Bellini, con “Domenica in Concerto”, rassegna sinfonica dell’Orchestra Giovanile Napolinova, nata nel 2014 ed emanazione dell’Associazione Napolinova.
La compagine, insieme ad Alessandro Carbonare, nel duplice ruolo di solista e direttore, si è confrontata con due brani piuttosto noti, il Concerto per clarinetto e orchestra in la maggiore K. 622 di Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791) e la Sinfonia n. 4 in la maggiore, op. 90 “Italiana” di Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809-1847).
Il primo venne scritto da Mozart per Anton Stadler, virtuoso clarinettista e amico massone, che lo propose nel corso di un concerto di beneficenza a Praga nel 1791, riscuotendo un discreto successo.
Originariamente composto per clarinetto di bassetto, che Stadler amava spesso suonare in quanto caratterizzato da un’estensione più ampia nei toni gravi rispetto al suo stretto parente, conobbe poi una trasposizione per clarinetto, tenendo conto della larga diffusione di questo strumento.
Riguardo alla Sinfonia n. 4, essa scaturì dal viaggio in Italia intrapreso dal compositore tedesco nel periodo 1830-31, durante il quale assorbì gli umori musicali del nostro paese, rielaborandoli in maniera particolarmente significativa.
Commissionata dalla Philharmonic Society di Londra, fu completata nel 1833 ed esordì l’anno successivo nella capitale britannica, diretta dall’autore.
In seguito, Mendelssohn apportò al brano continue e numerose modifiche, senza però mai pubblicarlo, per cui la sinfonia venne data alle stampe postuma, nel 1851, da Breitkopf und Härtel, in una versione curata da Ignaz Moscheles.
Veniamo quindi agli interpreti, partendo da Alessandro Carbonare, confermatosi solista versatile e di caratura internazionale, che ha proposto un concerto mozartiano da brividi, iniziando direttamente dall’andante del secondo movimento e, utilizzando le particolari sonorità del clarinetto di bassetto, ha trasferito alla platea emozioni indimenticabili.
Molto brava anche l’Orchestra Giovanile Napolinova, artefice di una prova complessiva di elevato livello, tenendo presente soprattutto le enormi insidie che caratterizzano il brano di Mendelssohn, facile da ascoltare ma, per la sua intricata struttura, difficilissimo da eseguire.
Pubblico abbastanza numeroso, che ha chiesto ed ottenuto un bis, scoppiettante, rivolto alla musica klezmer, durante il quale gli archi hanno accompagnato il clarinetto, chiudendo così la prima stagione tenuta al Teatro Bellini dall’Orchestra Giovanile Napolinova, il cui bilancio è di gran lunga positivo, in quanto la compagine ha evidenziato una sezione di archi ben strutturato, legni discreti ed ottoni ancora alla ricerca di un giusto equilibrio (ma va detto che, quest’ultima sezione, rappresenta il tallone d’Achille anche di orchestre blasonate).
Se, dal discorso strettamente artistico, passiamo invece a quello economico, risulta auspicabile ed urgente l’appoggio di sponsor affidabili, per non disperdere quanto di buono si è finora fatto, in regime di autofinanziamento, grazie allo sforzo di molti musicisti, coordinati da Alfredo de Pascale, direttore artistico dell’Associazione Napolinova, per far crescere ulteriormente una importantissima realtà musicale napoletana.

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