Un effervescente trio finlandese alla Sala Scarlatti del Conservatorio di Napoli

Foto Max Cerrito

La stagione del Conservatorio di Napoli, in collaborazione con la rassegna romana “L’Orecchio di Giano – Dialoghi della Antica et Moderna Musica”, organizzata da Musicaimmagine e affidata alla direzione artistica del maestro Flavio Colusso, ha ospitato il Kaaås Trio, formato dalle finlandesi Tiina Karakorpi (pianoforte), Annemarie Åström (violino) e Ulla Lampela (violoncello).
La serata si è aperta con il Pianotrio di Helvi Lemmikki Leiviskä (1902-1982), prima compositrice finnica ad avere una notevole risonanza internazionale.
Pezzo giovanile risalente al 1924, contiene già in sé le peculiarità del suo stile, caratterizzato da intriganti sonorità moderne, ma moderate, e da una notevole solidità strutturale.
Il successivo Trio n. 1 in re minore op. 63 di Robert Schumann (1810-1856), intriso di intenso romanticismo, costituisce sicuramente il trio migliore dell’autore tedesco, grazie anche al grande equilibrio presente fra gli strumenti.
Capolavoro scritto nel 1847, scaturì durante un periodo di grande tribolazione, costellato da numerose disgrazie personali (la perdita di un figlio di 16 mesi e di due carissimi amici come Fanny e Felix Mendelssohn) nonché dal definitivo addio all’idea di spostarsi a Vienna (da Dresda dove risiedeva), e inserirsi in un ambiente artistico maggiormente adatto alle sue aspirazioni.
La serata si è chiusa con A Postcard from Buenos Aires (tango variations on an Argentinian children’s song), pezzo molto originale, composto nel 2000 da Matthew Whittall, autore nato in Quebec nel 1975 e trasferitosi in Finlandia a partire dal 2001.
Per quanto riguarda le tre interpreti, Tiina Karakorpi (pianoforte), Annemarie Åström (violino) e Ulla Lampela (violoncello) hanno evidenziato un ottimo affiatamento ed estrema versatilità, come esecutrici e, nel divertente e bizzarro pezzo conclusivo, anche in qualità di attrici.
In definitiva un concerto di notevole spessore, che ha avuto l’ulteriore pregio di proporre, al fianco di una celebre composizione dell’Ottocento, due validissimi brani di altrettanti autori, poco noti, ma da approfondire assolutamente.
A tal proposito, ci piace terminare con le note di commento (in inglese, ma comprensibili), aggiunte da Whittall al suo pezzo, per fornire un’idea dell’ironia, trasposta anche in ambito musicale, che lo contraddistingue.

A Postcard from Buenos Aires
One of the most expensive propositions one can undertake as a tourist in Buenos Aires, Argentina, is the mailing of a postcard. For starters, the nicer cards tend to be quite costly. It is therefore preferable, in the interest of economizing, to purchase a card featuring many contrasting scenes. One must also add the cost of a bus ticket to the post office, by no means an easy place to find (neither the bus or the post office), as well as express postage, which is the only way to ensure that the card leaves the country before you do. In the end, one can end up spending a comparatively ridiculous amount of money on what should otherwise be a very simple task.

There is a great deal of ambiguity surrounding the nature of the Argentine tango. Quite often, pieces commonly thought to be tangos are actually derived from Brazilian or Cuban rhythms. Even other Argentinean dances, like the milonga, are frequently mistaken for tangos. One of the most misleading is the stylized habanera so memorably evoked by Bizet, from whose characteristic rhythmic pattern a whole group of Latin American dances evolved, including the tango. In addition, newer styles like tango nuevo, which blend influences, make it all the more difficult to distinguish the true tango.

None of this confusion, however, seems to affect the cost of mailing a postcard from Buenos Aires.

© Matthew Whittall

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Una risposta a Un effervescente trio finlandese alla Sala Scarlatti del Conservatorio di Napoli

  1. alf ha detto:

    Una simpatica immagine della parte “effervescente” del concerto

    Cordiali saluti

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