Vítĕzslava Kaprálová: Integrale dei brani per pianoforte solo

Un recente cd pubblicato dalla Grand Piano (etichetta nata nel 2012 in seno alla Naxos e distribuita in Italia da Ducale Music) ci permette di parlare nuovamente di Vítĕzslava Kaprálová (1915-1940).
Il disco, patrocinato dalla Kaprálová Society, ed affidato all’interpretazione di Giorgio Koukl, comprende l’integrale dei brani per pianoforte solo della compositrice ceca e si apre con la Sonata Appassionata, op. 6 (1933), scritta quando aveva solo diciotto anni e studiava al Conservatorio di Brno, sua città natale.
I successivi Preludio e Canone cancrizzante, dai Tre pezzi per pianoforte, op. 9, così come la Passacaglia, furono composti nel 1935 a Praga, dove la Kaprálová era giunta per perfezionarsi con Novák, e si focalizzano su alcune forme classiche del passato, rivisitate in un’ottica moderna.
Breve passo indietro con le Cinque composizioni per pianoforte (1931-32) denotanti un’impressionante maturità, se si pensa che furono create fra i 16 ed i 17 anni.
Esse ebbero un destino diverso, in quanto le prime quattro furono orchestrate tre anni dopo e racchiuse nella Suite en miniature, op. 1, mentre la conclusiva divenne un pezzo a sé stante, sempre per pianoforte, intitolato Marcia funebre, op. 2.
Al periodo praghese risale anche Dubnová Preludia (Preludi d’aprile), op. 13, datato 1937, che non solo rappresenta uno degli apici della produzione della Kaprálová, ma risulta anche il suo pezzo più eseguito ed inciso.
Le Variazioni sul carillon della chiesa di Saint-Étienne-du-Mont, op. 16 (1938) appartengono invece agli ultimi anni, quelli parigini, durante i quali l’autrice incontrò prestigiose personalità artistiche, che contribuirono a consolidare e perfezionare il suo stile.
La parte conclusiva del cd è rivolta a composizioni brevissime quali Písnička (Canzoncina, 1936) e, in prima registrazione mondiale, la Danza per pianoforte, op. 23 (1940) ricostruita da Koukl a partire da un manoscritto originale, Dvè Kytičky (Due bouquet di fiori, 1935), Ostinato Fox (1937) e Slavnostní Fanfára (Fanfara festiva, 1940).
Riguardo all’esecuzione, il pianista, clavicembalista e compositore praghese Giorgio Koukl si conferma interprete rigoroso e di elevato spessore, che esalta una serie di brani di grande interesse e talora molto complessi.
In conclusione un disco che contribuisce ad evidenziare il fondamentale contributo della Kaprálová alla musica europea del Novecento, nonostante la sua brevissima parabola terrena.

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