Domenica 9 aprile la stagione degli Amici della Musica di Foligno propone in prima assoluta “Chi è il lupo?”, due favole russe di Fabrizio de Rossi Re e Matteo D’Amico

Domenica 9 aprile, alle ore 17.00, nell’Auditorium San Domenico, la Stagione Concertistica 2017 degli Amici della Musica di Foligno propone “Chi è il lupo?”, due favole russe di Fabrizio de Rossi Re e Matteo D’Amico, in prima esecuzione assoluta (commissione Amici della Musica di Foligno), con la partecipazione di Sandro Cappelletto (voce narrante) e Marco Scolastra (pianoforte)

Costo del biglietto
Intero € 10
Ridotto € 7
Soci € 5

Programma

Il naso, melologo per voce recitante e pianoforte
testo di Sandro Cappelletto, liberamente tratto dal racconto di Nikolaj Gogol
musica di Fabrizio de Rossi Re (2017)

La vera storia di Pierino e il lupo, per voce narrante e pianoforte
elaborazione del testo di Sandro Cappelletto dal racconto di Sergej Prokof’ev
musica di Sergej Prokof’ev con interventi originali di Matteo D’Amico (2017)

Centenario Rivoluzione Russa
«Il barbiere Ivàn prese coraggio, ficcò dentro le dita e tirò fuori un naso. Si sfregò gli occhi, riprese fiato, tastò di nuovo. Era un naso. Un naso che gli sembrava perfino di riconoscere. Lo spavento si dipinse sulla sua faccia. Sull’insegna della sua bottega era scritto: “Si cava anche sangue”. Ma un naso! Un naso era troppo».
Così inizia Il naso, il racconto di Nikolaj Gogol (1834) che anticipa di un secolo Pierino e il lupo la favola musicale di Sergej Prokof’ev (1936): «Però, che tipi coraggiosi siamo Pierino e io! Guardate chi siamo riusciti a catturare!», disse l’uccellino.
«E se qualcuno avesse ascoltato con attenzione, avrebbe sentito l’anitra che faceva “qua qua” nella pancia del lupo che, per la fretta, l’aveva inghiottita viva».
La surreale denuncia dell’ottusità della burocrazia zarista e la vittoria dell’astuzia di Pierino contro il misterioso lupo che incute terrore a tutti.
Nei tempi bui, sono gli artisti a dare speranza, a farci riflettere e, nonostante tutto, a sorridere.
Più forti dell’ottusità e della ferocia del potere, l’altro ieri, ieri, oggi.

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