Mercoledì 22 marzo l’Associazione Alessandro Scarlatti ospita il Trio Modigliani in una serata interamente rivolta a Schumann

Mercoledì 22 marzo, alle ore 21, nel Teatro di Corte di Palazzo Reale, per la stagione concertistica dell’Associazione Alessandro Scarlatti, il Trio Metamorphosi terrà un concerto monografico dedicato a Robert Schumann.
Inconsueta la scelta di questo ensemble, che per 10 anni abbiamo conosciuto con il nome di Trio Modigliani, composto dal violinista Mauro Loguercio e dai due fratelli Angelo (pianista) e Francesco Pepicelli (al violoncello).
Poi, nel 2015, a dieci anni dalla formazione, il Trio cambia il nome in Trio Metamorphosi mantenendo gli stessi componenti.
“Un nome che vuol essere un inno al processo continuo di cambiamento, così necessario in ambito artistico, e che intende sottolineare il processo di crescita di un complesso cameristico mai schiavo dell’abitudine, anzi, sempre pronto a mettersi in gioco con la volontà di creare prospettive di unicità in ogni performance”– spiegano gli artisti.
I tre musicisti da sempre affiancano l’attività in Trio ad altre esperienze cameristiche e solistiche di primo piano, a collaborazioni con artisti celebri, Magaloff, Pires e Antonio Meneses, che dice di loro “Penso che siate un grande Trio.”.
Le sale che li ospitano sono fra le più prestigiose del mondo, dalla Philharmonie di Berlino al Teatro alla Scala di Milano, dalla Salle Gaveau di Parigi alla Suntory Hall di Tokyo, dalla Carnegie Hall di New York al Coliseum di Buenos Aires.

Il concerto sarà aperto da una vera esclusiva, con l’esecuzione di un pezzo di Schumann che non si ascolta nelle sale da concerto da oltre 150 anni: un brano che Robert Schmann aveva concepito come culmine conclusivo del suo Primo Trio, ma pubblicò solo anni dopo con il titolo di Phantasiestücke op.88.
“Lo slancio creativo, colmo di entusiasmo, della prima versione del quarto Phantasiestück rende l’intera opera un unicum nel panorama cameristico, e un ponte fra lo straordinario decennio giovanile e quello più equilibrato della maturità”– racconta Francesco Pepicelli.
Questo brano è compreso in prima registrazione mondiale nel CD della Decca che il Trio Modigliani ha pubblicato in ottobre 2016 come secondo capitolo dell’esecuzione integrale delle opere per trio di Schumann

Costo del biglietto
Intero: 15 Euro
Ridotto giovani ( under 30): 10 Euro
Last minute: 3 Euro (under 25) in vendita un’ora prima del concerto.

Infoline
081 406011
www.associazionescarlatti.it
info@associazionescarlatti.it

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Mercoledì 22 marzo 2017
Teatro di Corte di Palazzo Reale – ore 21.00

Trio Metamorphosi
Angelo Pepicelli, pianoforte
Mauro Loguercio, violino
Francesco Pepicelli, violoncello

Programma

Robert Schumann (1810-1856)
da Phantasiestücke op. 88 n. 4: Finale. Allegro un poco maestoso (prima versione, 1842)

Trio n. 2 in fa maggiore, op. 80
Trio n. 1 in re minore, op. 63

Trio Metamorphosi
“Penso che siate un grande Trio”.
Antonio Meneses, violoncellista del celebre Trio Beaux Arts parla così del Trio Modigliani, formato nel 2005 da Mauro Loguercio e dai due fratelli Angelo e Francesco Pepicelli; anche altri illustri esponenti della musica cameristica, da Renato Zanettovich, violinista del ‘Trio di Trieste’ (“Un magnifico Schubert, siete estremamente efficaci”) a Bruno Giuranna (“Un ottimo trio, la coesione fra gli strumenti è assolutamente rara, è stato un piacere ascoltarvi. Bravissimi!”), si esprimono in modo lusinghiero nei loro confronti.
Dopo dieci anni di vita, nel 2015, il Trio Modigliani cambia pelle, trasformandosi nel Trio Metamorphosi.
Un nome che vuol essere un inno al processo continuo di cambiamento, così necessario in ambito artistico, e che intende sottolineare il processo di crescita di un complesso cameristico mai schiavo dell’abitudine, anzi, sempre pronto a mettersi in gioco con la volontà di creare prospettive di unicità in ogni performance.
I tre musicisti vantano, oltre ai dieci fruttuosi anni insieme nel Trio Modigliani, anche altre precedenti esperienze cameristiche di primissimo piano: in duo (violoncello e pianoforte), in quartetto d’archi, nonché collaborazioni con artisti del calibro di Magaloff, Pires e lo stesso Meneses.
Si sono esibiti in numerose fra le sale più prestigiose del mondo, dalla Philharmonie di Berlino al Teatro alla Scala di Milano, dalla Salle Gaveau di Parigi alla Suntory Hall di Tokyo, dalla Carnegie Hall di New York al Coliseum di Buenos Aires.
Due i CD registrati nel ‘periodo Modigliani’: il primo con Beethoven e Brahms, e il secondo contenente l’integrale dei trii di Giuseppe Martucci (rivista ‘Amadeus’, 2010), subito diventato edizione di riferimento.
La ‘metamorfosizzazione’ ha dato vita ad una serie di interessanti progetti, fra cui la pubblicazione per DECCA dell’integrale per trio di Schumann (il primo CD è stato pubblicato nell’ottobre 2015, mentre il secondo è uscito nell’ottobre 2016) e, nel 2017, di una selezione di Arie e Lieder scozzesi di Haydn e Beethoven, in collaborazione con il mezzosoprano Monica Bacelli.
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